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Isole Cook, 7 cose che non sai sulla Polinesia Neozelandese

Isole Cook, 7 cose che non sai sulla Polinesia Neozelandese – A metà strada tra Nuova Zelanda e Hawaii, un piccolissimo – anzi 15 piccolissimi puntini nel mappamondo, le Isole Cook sono tutto quello che nell’immaginario comune descrive un paradiso terrestre.

Acque cristalline in tutte le sfumature degli azzurri, grandi sorrisi degli abitanti del posto, l’estate 12 mesi all’anno e una vegetazione rigogliosa. Non è difficile, dunque, trovare buoni motivi per partire, al contrario è difficile resistere alla tentazione! 

Per lustrarci gli occhi e conoscere un po’ di più questo paradiso terrestre, abbiamo selezionato dieci curiosità per raccontare le Isole Cook.

  1. Qui nascono le perle nere Avaiki. Un souvenir davvero unico e prezioso, le perle nere Avaiki sono originarie delle limpide profondità di Manihiki Island, uno dei luoghi abitati più antichi del mondo, 1200 chilometri a nord della capitale Rarotonga. Queste perle sono raccolte in modo sostenibile attraverso una pratica complessa che richiede competenze specifiche che vengono tramandate da generazione in generazione. Le perle Avaiki prosperano nelle limpide acque di un’ampia laguna ricca di sostanze nutritive i cui variegati colori sono catturati e trasformati in una profusione di perle dalle sfumature color verde, blu, viola e argento.
  2. One Foot Island è l’unica isola disabitata al mondo ad avere un ufficio postale. Nelle acque turchesi della laguna di Aitutaki, che lambiscono la sabbia corallina della costa, si ha la sensazione di essere avvolti dal profumo della terra, del mare e del mondo sommerso. Appartata e romantica, l’isola ha un fascino irresistibile per i viaggi di nozze. La cosa migliore da fare per esplorarla e gustarla appieno è senza dubbio salire a bordo di un’imbarcazione per una mini crociera giornaliera che vi condurrà verso i motu più lontani, come Honeymoon Island, bianca striscia di sabbia che emerge di 10 cm dall’acqua azzurra. Da qui, camminando nell’acqua trasparente, si raggiunge One Foot Island, l’unica isola disabitata al mondo ad avere un ufficio postale dal quale potrete inviare cartoline e farvi timbrare il passaporto!
  3. Esiste un’app per tradurre dall’italiano al Maori. Il linguaggio Māori è un tesoro prezioso per tutti i nativi neozelandesi e Cook Islanders, una lingua da amare e tramandare ai figli e ai mokopuna (nipoti). Questo il motivo che ha spinto Hika Tourism Cook Islands a ideare Hika Kia Orana, nuova e utilissima applicazione che vi permetterà di tradurre istantaneamente dall’italiano al Maori le frasi di viaggio indispensabili per il vostro soggiorno alle Cook, oltre che canzoni e preghiere locali, per conoscere più da vicino la cultura polinesiana. Non solo! L’App vi permetterà di scoprire tutto ciò che c’è da sapere sulle Isole Cook semplicemente scorrendo le punte delle vostre dita sul vostro smartphone o tablet. Oltre alla sezione FRASI, infatti, avrete a disposizione le sezioni TROVA, con i contatti di operatori turistici ed imprese locali, per prenotare crociere, cene ed altri servizi.
  4. I tempi per raggiungere le Isole Cook sono sempre più brevi. Singapore Airlines e Air New Zealand hanno infatti annunciato il lancio della terza frequenza giornaliera tra Singapore e Auckland a partire dal 28 ottobre 2018, incrementando così la capacità sulla rotta fino al 40% e rendendo disponibili più di 165,000 posti aggiuntivi all’anno tra le due città. Il nuovo volo, insieme ad una revisione degli orari attuali, permetterà di ridurre i tempi di connessione e migliorare i collegamenti con l’hub di Singapore.Il nuovo volo sarà operativo ogni giorno durante l’alta stagione invernale (28 ottobre 2018 – 30 marzo 2019), e 5 volte a settimana durante la stagione estiva (31 marzo 2019 – 26 Ottobre 2019). Nei mesi di alta stagione le due compagnie aeree gestiranno in totale 35 voli di andata e ritorno alla settimana tra Singapore e la Nuova Zelanda, compresi i voli per Christchurch e Wellington.
  5. È l’unico luogo al mondo in cui è possibile ridurre a 24 ore il processo per ottenere il certificato di matrimonio. (Anche) per questo è una meta perfetta per quanti sognano il giorno del sì in un paradiso, con le sue abbaglianti spiagge bianche, le palme da cocco, le barriere coralline e lw acque color turchese.
  6. Gli abitanti delle Isole Cook amano interagire con i visitatori e condividere con loro la cultura polinesiana. Inoltratevi nelle foreste dell’entroterra, dove il simpatico Pa, “the medicine man”, vi racconterà proprietà e segreti delle erbe officinali autoctone di Rarotonga, e non perdetevi la messa domenicale nella cattedrale di Avarua, recitata in lingua in Maori, durante cui vengono intonati canti e melodie sacri. Alle Cook, poi, ogni occasione è buona per danzare, come durante le frequenti “Island Nights”, quando le danzatrici invitano i turisti stranieri a salire sul palco per unirsi al ballo. Ogni sera avrete modo di esibirvi in qualche danza maori, imparare i ritmi dell’hura o semplicemente osservare gli abili ballerini che si esibiscono in tipiche danze cookiane!
  7. È possibile scoprire la cucina locale mangiando nelle case delle famiglie locali. Per vivere le Cook in modo autentico, consigliamo di prendere parte al “Progressive Dinner”, un tour gastronomico di circa tre ore che vi permette di incontrare le genti del posto, imparando qualcosa delle loro usanze e tradizioni. Un pullmino a vostra disposizione vi porterà di casa in casa dove potrete gustare diversi piatti tipici e bere del buon vino, sperimentando la cucina tradizionale attraverso l’ospitalità dei suoi abitanti! Oppure, grazie al programma “Dining Experience”, avrete a disposizione un voucher prepagato alla partenza da poter utilizzare negli oltre 20 ristoranti e hotel di Rarotonga e tra altre 7 alternative culinarie di Aitutaki.

 

www.cookislands.travel/it

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