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L’ORTO BOTANICO DI PADOVA

L’ORTO BOTANICO DI PADOVA

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In collaborazione con NoiNonni, proponiamo un articolo di viaggio, alla scoperta dell’Orto Botanico di Padova.


L’ORTO BOTANICO DI PADOVA

L’armoniosa struttura di matrice rinascimentale si percepisce ancora, con la sua pianta circolare in cui è inscritto un quadrato a sua volta diviso in quattro quadrati più piccoli.
Col tempo certo l’Orto Botanico di Padova, uno dei vanti di questa bellissima città (non a caso è iscritto nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco), si è ampliato e modificato, ma sempre intorno a questa planimetria, quella con cui era stato costruito, nel 1545. Una datazione che ne fa il più antico orto botanico al mondo situato ancora nella sua collocazione originaria, quando nacque per coltivare le piante medicinati utilizzate nella vicina Università, già allora famosa appunto per lo studio delle applicazioni delle piante alla farmacologia e alla medicina.

L’Orto, dicevamo, è rimasto sostanzialmente invariato per 450 anni. Poi, per venire incontro alle rinnovate esigenze dell’Università e coniugare passato e futuro, si è deciso di rinnovarlo. Ma, beninteso, senza toccare la struttura originaria. Così l’Orto ha acquisito un nuovo spazio in cui è nata una struttura futurista che, da sola, vale la visita.
Il nuovo edificio, costruito con avanzatissimi criteri di bioingegneria, è una struttura di vetro con un bassissimo impatto ambientale: il fabbisogno di acqua è coperto dalle precipitazioni, raccolte in una grande vasca, e da un pozzo artesiano che preleva acqua a 284 metri di profondità, dove è a 24° costanti, la temperatura ideale per la sopravvivenza delle piante tropicali; i pannelli solari assicurano la produzione di energia elettrica, mentre la superficie esterna della serra è rivestita da un composto che riduce l’inquinamento atmosferico.

Quindi, una visita si può dividere idealmente in due parti. Si può partire dall’Orto Botanico, la struttura più antica, dove passeggiare tra le aiuole dove ancora si respira la serena concezione del mondo rinascimentale e ammirare alberi storici che sono dei veri monumenti viventi: una palma di san Pietro di 450 anni; la magnolia più antica d’Europa; un cedro dell’Himalaya che risale “solo” al 1828, ma che è stato il primo esemplare di questa specie introdotto in Italia…

Di qui si può passare al Giardino della Biodiversità, dove è sorta la nuova struttura, che permette di attraversare idealmente, in uno spazio limitato, tutti gli ambienti terresti: da quelli più favorevoli alla vita, in cui la temperature elevata e le precipitazioni permettono il proliferare della foresta pluviale, a quelli più estremi, dove il freddo e la mancanza di umidità rendono la vita quasi impossibile, passando attraverso la savana, il clima mediterraneo, il deserto…
Il Giardino della biodiversità ospita oltre 1300 specie di piante, e alcune davvero molto curiose: per esempio, le piante sasso (Lithops sp.) degli ambienti desertici, che si mimetizzano perfettamente con l’ambiente tanto da risultare quasi invisibili fino al momento della fioritura, le mangrovie, che catturano l’ossigeno con le radici aeree, la franklinia (Franklinia alatamaha), una rarissima specie americana dedicata a Benjamin Franklin e ormai estinta in natura, o la Welwitschia mirabilis, le cui due sole foglie continuano a crescere tutta la vita su un minuscolo tronco. O ancora, le piante del nostro futuro, quelle usate per produrre le bioplastiche riciclabili o quelle portate nello spazio per fare i primi esperimenti di coltivazione “extraterrestre”.
Insomma, basta osservare per scoprire tantissime meraviglie!


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GALLERY L’ORTO BOTANICO DI PADOVA


VIDEO L’ORTO BOTANICO DI PADOVA

L’Orto Botanico di Padova. La Metamorfosi


In collaborazione con NoiNonni

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