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La “casa del diavolo”: Palazzo Acerbi

La “casa del diavolo”: Palazzo Acerbi – Al civico 3 di Corso di Porta Romana sorge Palazzo Acerbi, un edificio seicentesco a tre piani dall’aspetto austero che deve il nome al senatore milanese Ludovico Acerbi, marchese di Cisterna (vissuto tra il XVI e il XVII secolo).

L’aspetto esterno del palazzo, sobrio e severo, non sembra rifarsi allo stile barocco in voga all’epoca. Gli unici elementi barocchi sono i balconcini curvilinei delle finestre al primo piano e le teste di leone presenti sul portale.

La facciata di Palazzo Acerbi – crediti: Melancholia~itwiki, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons.

Ben diversi sono invece gli interni, un vero e proprio trionfo di marmi, stucchi e collezioni d’arte. Acerbi non aveva badato a spese per avere uno dei palazzi più sontuosi della città, in aperta sfida con la famiglia Annoni, proprietaria del palazzo di fronte.

Acerbi aveva acquistato il palazzo nel 1615 (il precedente proprietario era Pietro Maria Rossi, conte di San Secondo) e lo fece restaurare in stile barocco senza badare a spese, suscitando però il malcontento nella cittadinanza, che non vedevano di buon occhio una simile ostentazione di ricchezza mentre la maggior parte della popolazione viveva in povertà.

La sua superbia e vanteria, oltre a renderlo inviso in città, fecero nascere dicerie, credenze e leggende, come quella legata alla terribile epidemia di peste del 1630. Nonostante il morbo facesse strage tra la cittadinanza, sembra che il marchese e quanti frequentavano il suo palazzo non si ammalassero.

Il marchese Acerbi amava in particolare dare feste sontuose e girava per la città sulla sua lussuosa carrozza trainata da cavalli neri e accompagnato da servitori in livrea verde. Due colori, il nero e il verde, che la simbologia associa al diavolo. In particolare il verde era considerato un colore infido che evocava il soprannaturale e le forze demoniache.

Non stupisce quindi che la popolazione milanese avesse dato al marchese Acerbi il soprannome di “Diavolo di Porta Romana”, e che Palazzo Acerbi fisse considerata la dimora del diavolo.

Naturalmente questa leggenda è del tutto infondata, anche perché nel 1630, quando scoppiò l’epidemia di peste, Ludovico Acerbi era già morto (era infatti scomparso nel 1622).

Le forze demoniache legate a palazzo Acerbi, tuttavia, non impedirono che il 20 marzo 1848, durante le Cinque giornate di Milano, la facciata dell’edificio venisse presa a cannonate. Ancora oggi è ben visibile una palla di cannone conficcata nella facciata.

La palla di cannone del 1848 – crediti: Lalupa, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.