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Tra internet e psicologia: cosa succede nella mente degli utenti online?

Click, ricerche, tempo trascorso online, coinvolgimento. Ogni nostra azione sul web, se letta e interpretata a dovere, può essere un vero tesoro per il marketing. Merito dell’analisi comportamentale degli utenti, o per dirla in termini tecnici della User Behaviour Analysis.

Con questo termine ci si riferisce alla metodologia che grazie alla raccolta e alla valutazione di dati (sia quantitativi che qualitativi) riesce a comprendere il comportamento degli utenti nel corso della loro esperienza online. Per farlo nella maniera più accurata possibile bisogna conoscere e definire le KPI, ovvero le metriche da monitorare. Si parte dal Bounce Rate (ovvero la percentuale di abbandono del sito internet) allo Scroll Rate (l’attività di scorrimento delle pagine), ovviamente il Time Spent e le Page Views (tempo speso online e numero di pagine visitate), l’Engangement (vale a dire il coinvolgimento) e infine il tempo di caricamento del sito.

Dati e statistiche di questo tipo vengono utilizzati in settori diversi, in particolare nell’industria del gioco online. Come si legge in questo articolo, le piattaforme riescono, attraverso la loro lettura, a monitorare i titoli e i temi più ricercati, il tempo dedicato a ogni sezione, le funzionalità preferite dagli utenti. Una conoscenza, questa, che permette di personalizzare sempre di più l’ambiente di gioco, di migliorare l’offerta e di aumentare la fedeltà dell’utente. 

Non solo gioco online, l’analisi comportamentale degli utenti è fondamentali soprattutto nell’e-commerce e nello shopping online. Un’analisi interessante è quella della Digital Happiness Pulse, condotta da Contentsquare, che ha intervistato 500 commercianti e oltre 4 mila consumatori sparsi tra Stati Uniti, Francia, Austria, Germania, Svizzera e Gran Bretagna. I settori in cui la soddisfazione dei clienti è maggiore sono quelli del Retail (46%), dei viaggi (40%) e del food (31%) ma in generale i livelli di felicità associati all’acquisto online sono molto bassi. Solo il 10% degli intervistati tedeschi e francesi si dicono soddisfatti di comprare su internet, con una percentuale più alta che si registra negli USA e non va oltre il 23%. Tra gli aspetti più criticati ci sono l’utilizzo di pop-ups e banners pubblicitari, problemi durante il checkout e nella fase di ricerca oppure il mancato funzionamento di un codice sconto.

Dall’analisi di questi dati parte così un percorso di rinnovamento e di miglioramento che permetterà all’azienda di essere sempre più vicina alle esigenze dell’utente. E quindi di aumentare vendite e ricavi. Tutto merito dell’analisi comportamentale.