ARTEEVENTI

THE ART OF BANKSY, A VISUAL PROJECT

The Art of Banksy, a Visual Project – “Non so perchè le persone sono così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della loro vita privata, dimenticano che l’invisibilità è un super potere”.

Queste parole di Banksy sono sicuramente il suo miglior biglietto da visita, sintetizzando una scelta di modalità di fare arte che è stata soprannominata “street art“.

La street art è un termine che raccoglie in sè tutte le forme di arte che si svolgono nei luoghi pubblici, spesso  in clandestinità: le opere, secondo questi artisti, devono viaggiare al di là del proprio autore, e lo fanno con una capacità di intercettare un pubblico più vasto determinata dalla possibilità di fruirne pur non essendo in uno spazio dedicato, come un museo.

Secondo Achille Bonito Oliva, la street art “buca” la disattenzione collettiva.

Certamente, questo è sempre stato il suo scopo principale, fin da quando negli anni ’70 i graffitisti americani si sono appropriati degli spazi abbandonati delle linee metropolitane e , rifacendosi all’action painting, al new dada e alla pop art, hanno letteralmente messo in piazza disagi e malcontenti collettivi.

Tutto ciò alimentato dai lavori proposti da artisti che, prima a Parigi, e poi negli Stati Unita, hanno sviluppato l’idea di usare la città come un palcoscenico: da Danill Buren, a Christo, Ernest Pignon-Ernest, Gérard Zlotykamien, Jeff Aerosol e Blek Le Rat; da John Fekner, a Richard Hambleton, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat.

Il MUDEC, fino al 14 aprile, dedica una retrospettiva all’artista britannico Banksy, esponendo in The Art of Banksy – A visual protest, opere messe a disposizione da collezionisti privati, disposte in un percorso che parte dal situazionismo e si ramifica poi in grandi temi (la guerra, il consumismo etc.).

Il curatore, Gianni Mercurio, la descrive così: “Mostra volutamente con taglio accademico, per far sì di capire chi è Banksy, non certo la sua identità anagrafica, ma la sua posizione in un contesto più generale di storia dell’arte”.

Sono circa 80 lavori tra dipinti e stampe, 60 copertine di dischi, una sezione multimediale.

Ovviamente la mostra ha suscitato le critiche di chi ritiene che lo street artist abbia come intento la fruizione pubblica delle sue opere e il rifiuto del mercato classico dell’arte, ma bisogna tenere presente che l’intento può essere diverso quando le opere sono realizzate su supporti che possono essere esposti in una galleria (ricordiamo a questo proposito le mostre su Keith Haring).

Le prime opere di Banksy sono comparse a Bristol, in Inghilterra, e molte altre sono state realizzate lì nel corso degli anni.

Una di queste, Mobile Lovers, è realizzata sulle pareti di un luogo di ricreazione per ragazzi che rischiava la chiusura per motivi economici.

Banksy, dopo aver realizzato l’opera, ha inviato un certificato di autenticità all’associazione, spiegando che quello era il suo modo di contribuire economicamente alla  sopravvivenza del centro; di fatto, l’opera è poi stata valutata 400 mila sterline.

I graffiti di Banksy sono realizzati con la tecnica dello stencil e permeati dal suo ironico e pungente punto di vista su politica, etica e cultura.

La tecnica dello stencil consiste nel riprodurre uno stesso soggetto utilizzando un modello di cartone che viene spruzzato con vernice spray. E’ un modo economico e rapido per creare un’immagine, e ovviamente la rapidità è una caratteristica essenziale per mantenere l’anonimato.

I soggetti preferiti da Banksy sono le scimmie, i poliziotti, i bambini, i soldati, i vecchi e i topi, sui quali è nata una specie di serie che si intitola Rats e ha trovato spazio a Bristol, Londra, Parigi e New York.

Nel 2005 Banksy entra di soppiatto nei più importanti musei del mondo e incolla con adesivo alcune delle sue opere, mimetizzandole con i dipinti circostanti. Una di esse ritrae un generale che assomiglia a Lafayette e tiene in mano una bomboletta spray.

Banksy dichiarerà poi di non avere osato entrare nel Guggenheim perchè intimidito dai capolavori in mostra.

Sempre nel 2005 Banksy opera in Cisgiordania, nel muro posto a barriera di separazione tra israeliani e palestinesi.

Usa la tecnica del trompe-l’oeil per dare l’impressione che ci siano squarci nel muro che si affacciano su spazi aperti.

In Italia è presente una sola opera di Banksy, nota come La madonna con la pistola, che si trova a Napoli in Piazza Gerolimini.

Nel 2010 Banksy aveva creato un’altra opera a Napoli, che è stata però poi coperta da un writer locale.

Nel 2007 Banksy partecipa alla realizzazione di opere di street artist a Betlemme.

Tra queste, è famosa l’immagine di un soldato israeliano che chiede i documenti a un asino.

Un’imprenditore locale, Maikel Canawati, decide di tagliare il muro e metterlo in vendita su eBay per 100 mila dollari.

Il muro viene caricato su una nave e trasportato in Scandinavia e ancora oggi non ha trovato un compratore.

Questo accadimento scatena molte polemiche che vertono sulla liceità di staccare dal muro e mettere in vendita l’opera di uno street artist.

Uno dei contestatori italiani di spicco su questo argomento è Blu, che nel 2016, per protestare contro una mostra a tema, decise di cancellare dai muri di Bologna tutti i suoi lavori.

Sicuramente supera le barriere della classica esposizione A Walk into Street Art, percorso messo a punto nel marzo 2018 dall’Universal Museum of Art (museo in realtà virtuale) che accompagna il visitatore tra i  muri di Banksy, JR, Obey, Keith Haring, Vhils e artisti che hanno operato nelle metropolitane di NYC negli anni ’80.

Nell’ottobre 2018, Banksy propone quella che si potrebbe definire un’opera-evento.

Ad un’asta di Sotheby viene battura per un milione di sterline la riproduzione di Balloon Girl, murale creato nel 2002, che ritrae una bambina che cerca di acchiappare un palloncino a forma di cuore, quasi un tentativo di raggiungere una speranza di vita.

Mentre l’opera viene aggiudicata, improvvisamente comincia ad autodistruggersi tramite un meccanismo interno che simula un tritacarta.

La proprietaria dell’opera non se ne rammarica, perchè capisce subito che la “messa in onda” di questo happening esclusivo, l’irriproducibilità dell’opera e al contempo la possibilità di reiterare all’infinito l’evento registrato, ne aumentano il valore, che arriva di fatto a raddoppiare.

Ecco perchè questo straordinario artista è considerato un assoluto precursore delle nuove tendenze nel mondo dell’arte e riesce a coinvolgere gli spettatori non solo per i suoi messaggi provocatori, ma per le modalità in cui li rende fruibili.

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INFORMAZIONI

MUDEC, Via Tortona, Milano

Dal 21/11/18 al 14/04/19

Lun. 14,30 – 19,30

Mar., Mer., Ven., Dom. 9,30 – 19,30

Gio., Sab. 9,30 – 22,30

Biglietto d’ingresso: 16 Euro

N.B.: Il MUDEC ha dichiarato per rispetto nei confronti del writer che la mostra non è ufficiale e non è autorizzata da Banksy