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STUDIO TANGRAM, ologrammi da effetto WOW!

STUDIO TANGRAM, ologrammi da effetto WOW! – Studio Tangram, grazie a grandi competenze in architettura, design e fotografia, da anni crea installazioni e spettacoli sorprendenti. Federica Palma racconta a Milano Platinum i segreti del mestiere.

Cos’è STUDIO TANGRAM? Quali servizi fornisce e cosa crea?
Studio Tangram nasce nel 1973, come agenzia di comunicazione. Il nostro core bussines è sempre stato quello di rispondere alle esigenze di comunicazione delle piccole e medie imprese fornendo servizi di Fotografia, Grafica, Stampa. Da qui a piccoli passi ci siamo aperti verso nuovi mercati fino ad arrivare al mezzo di comunicazione piu’ emozionante: l’ologrammma.

Com’è nata l’idea di uno studio di ologrammi? Che studi avete fatto per affermarvi in questo settore?
Il primo momento importante per noi è stato quando, intorno agli anni ’90, abbiamo sviluppato un programma di intership con l’Art Center College of Design di Pasadena: l’occasione si è presentata perché Giovanni, mio fratello, (creative director Studio Tangram, ndr) dopo la laurea alla Scuola Politecnica di Design come visual designer, si è laureato all’Art Center College of Design di Pasadena in visual communication, e grazie al contatto con l’università americana ha potuto sviluppare queste tipologie di internship. Io invece ho conseguito la laurea in economia e commercio per l’Università Cattolica del sacro cuore di Milano, e contemporaneamente ho sostenuto gli esami presso la London School of Economics.
La seconda fase è arrivata intorno al 2009, quando abbiamo reagito alla crisi economica italiana cercando nuovi sbocchi come il 3D e il motion graphic, ai quali eravamo già interessati. Tramite un amico di Giovanni, conosciuto a Pasadena, siamo entrati in contatto con una multinazionale inglese che fa ologrammi. Abbiamo deciso di investire, con l’appoggio dell’azienda di famiglia (Studio Tangram), negli ologrammi. Inizialmente avevamo il ruolo di resellers della multinazionale inglese, poi siamo diventati esclusivisti per l’Italia, e infine, nel 2013, Giovanni ha acquistato tutti gli assets della multinazionale, chiamando la società MDH Hologram. La nostra produzione olografica è quindi gestita in parte dalla società con sede a Londra, e in parte da Studio Tangram. Muovendosi poi sul territorio mondiale, Giovanni è diventato socio di Hologram USA.
In Italia gestiamo i contenuti e la produzione degli ologrammi, mentre la post-produzione fa capo principalmente a Londra. Le due aziende sono molto sinergiche tra di loro, è come se fossero al tempo stesso fornitore e cliente: si tratta di un lavoro di squadra, che per noi è fondamentale.

Grazie a voi l’aeroporto di Milano Malpensa è il primo scalo al mondo a offrire una forma di intrattenimento basata sugli ologrammi: in cosa consiste l’installazione “Soglia Magica”?
L’installazione della “Soglia Magica” è una sorta di museo olografico, nato come uno spazio aperto per le esposizioni. Lo scopo fondamentale, nel caso di Malpensa, era quello di dare il benvenuto ai passeggeri internazionali, presentando in questo modo le bellezze italiane. Il teatro olografico ha un palinsesto di mezz’ora dove vengono presentate le bellezze italiane, come il Duomo di Milano commentato da Philippe Daverio e “I sette savi”, l’opera di Fausto Melotti, il cui restauro è stato finanziato dalla società di Malpensa. Ci sono poi i ragazzi del conservatorio di Gallarate che interpretano una rivisitazione di un brano di Vivaldi e una interpretazione del brano Cheek to Cheek, e un lavoro realizzato a quattro mani (da noi e dall’Aeroporto Malpensa), che parla di Milano, delle sue bellezze e delle sue particolarità.
Oltre al teatro olografico della “Soglia Magica”, che si estende per 8 metri, ci sono anche 5 piccoli teatri olografici, all’interno della zona di attesa e imbarco nel Terminal 1.

Eyeliner™ e TelePresence™ sono le vostre tecnologie: come funzionano?
L’Eyeliner™ è lo strumento di visualizzazione: comprende audio, luci, video e costituisce il teatro olografico. La differenza tra i vari strumenti sta proprio nelle loro dimensioni: in un Eyeliner™ di 3×4 metri può essere contenuta una persona in grandezza 1:1, ma si può arrivare ad Eyeliner™ di 6 o 8 metri, come quello di Malpensa o del Salone del Mobile, oppure di 20 metri, come quello realizzato per Beppe Grillo. Siamo arrivati a installare anche un Eyeliner™ di 90 metri di lunghezza.
Eyeliner™ e TelePresence™ convivono, ma la differenza sta nel fatto che la TelePresence™ è live. Si tratta di una persona che viene visualizzata sul teatro olografico in diretta. In questo caso si parla di comunicazione a tre punti, cioè tre persone posizionate in tre luoghi diversi che comunicano e “si vedono” reciprocamente. Questa tecnica è stata utilizzata dal team di Londra per il lancio in Spagna del film “Goosebumps” (da noi “Piccoli brividi”, ndr), Jack Black era nei nostri studi in LA e appariva in telepresenza sul palco Live a Madrid.

Quante persone sono coinvolte nella realizzazione di un ologramma? Quanto tempo richiede?
Il team è composto da diverse persone, a seconda del tipo di produzione olografica da realizzare. Mediamente le persone coinvolte sono circa 30, a partire dal project manager, che segue la contrattazione iniziale; ci sono poi la di troupe e gli addetti alla post-produzione, senza dimenticare quanti realizzano il set up. Per gran parte della fase di produzione, le persone coinvolte fanno parte del nostro team; altre volte, a seconda del tipo di progetto, ci possono essere anche collaboratori esterni.
La tempistica dipende da diversi fattori: dai contenuti, dal budget, dalla location. L’installazione più veloce è stata quella realizzata per il Venezuela in occasione di EXPO 2015, con la quale il padiglione ha vinto il Silver Award: è stata attivata dopo solo 10 giorni dalla firma del contratto.
Altre installazioni, invece, hanno produzioni più lunghe perché più ricche di effetti olografici, e richiedono anche 3 mesi e oltre di lavoro.

Lo scopo della vostra produzione olografica è “l’effetto WOW”: in cosa consiste?
Si tratta di far vivere allo spettatore un’emozione talmente forte (un’esempio fra tanti, come avvenuto per lo spettacolo di Beppe Grillo), da non poter essere dimenticata facilmente. Il pubblico può essere un comizio elettorale, i partecipanti a una convention, VIP che partecipano a un evento privato, il personale medico-scientifico, gli spettatori di un concerto. Spesso chi vede uno dei nostri ologrammi esclama proprio “WOW!”. Rimane a bocca aperta.

Un altro aspetto molto interessante del vostro lavoro è la resurrezione digitale: con l’ologramma di Tupac avete cambiato la storia, quale altra celebrità vi piacerebbe riportare in vita?
Oltre a Tupac, abbiamo realizzato anche altri ologrammi, come quello di Michael Jackson e quello di Frank Sinatra. Si tratta di poter far rivivere una persona e riportarla sul palco. Tra le richieste più recenti giunte alle nostre sedi di Londra e negli USA c’è quella di “riportare in vita” David Bowie e Prince.

 


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