STORIA

Splendori longobardi

NUOVE ISCRIZIONI UNESCO 2011 – Splendori longobardi

Il 2011 è stato un anno ricco di avvenimenti per l’Italia. Oltre alle numerose celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia e al festeggiamento del ventesimo compleanno delle Giornate Europee del Patrimonio, istituite in Europa nel 1991, abbiamo avuto eventi eccezionali, quali l’iscrizione, nel mese di giugno, di altri due siti italiani nella Lista del Patrimonio UNESCO.

Il primo sito, il n. 46 dell’UNESCO,  “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, comprende le più importanti testimonianze monumentali Longobarde esistenti sul territorio italiano. Due i siti in Lombardia: il Complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia e il castrum di Castelseprio-Torba in provincia di Varese

Il secondo sito iscritto, il n. 47 della Lista UNESCO, è trasnazionale: “Siti palafitticoli preistorici dell’Arco Alpino” si estendono infatti sui territori di sei Paesi: Svizzera, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia; sono siti spondali ubicati sulle rive di laghi o di fiumi oppure in torbiere che hanno consentito un’eccellente conservazione dei materiali organici databili tra il 5000 e il 500 a.C.. Sono italiane le più antiche strutture palafitticole dell’area alpina, risalenti all’inizio del Neolitico, rinvenute sul Lago di Varese (ca. 5000 a.C.). La maggiore concentrazione di palafitte è localizzata nella regione del Lago di Garda, dove sono noti più di 30 abitati dislocati sia sulle sponde del lago, sia nei bacini inframorenici.


GALLERY Splendori longobardi

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Le recenti iscrizioni si uniscono alle altre già annoverate nella lista per la Lombardia: Arte rupestre della Valle Camonica (1979), Cenacolo Vinciano (1980), Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia (2003), Mantova e Sabbioneta (2008), Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina (2008), Monte San Giorgio (2010).

Testo di Cristina Ambrosini e Manuela Rossi – Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia

 

Palazzo Litta
Corso Magenta, 24 – Milano
Tel. 02802941

“I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” – sito UNESCO n. 46 Il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” comprende le più importanti testimonianze monumentali Longobarde esistenti sul territorio italiano, che si situano dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti Ducati Longobardi che formarono quella che possiamo definire la prima “nazione” italiana. In particolare:

• il Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli (UD), uno degli edifici più originali e anche tra i più noti della tarda età longobarda, con i resti del Complesso Episcopale rinnovato da Callisto ed il Museo Archeologico Nazionale, dove sono esposti i preziosi corredi delle necropoli longobarde cividalesi;

• il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia a  Brescia, oggi sede del “Museo della città”, uno straordinario palinsesto architettonico che ingloba il monastero femminile edificato dal duca Desiderio prima di diventare re, iscritto con l’adiacente complesso archeologico monumentale dove si conservano i maggiori edifici pubblici di età romana del nord Italia;

• il castrum di Castelseprio-Torba (VA), che conserva significativi esempi di architettura militare, con la rinomata Chiesa di Santa Maria Foris Portas, ubicata fuori dalle mura nell’area occupata dal borgo altomedievale, sulle cui pareti si conserva uno dei più alti testi pittorici di tutto l’Alto Medioevo;

• il Tempietto del Clitunno a Campello (PG), il famoso, piccolo edificio che, per la sua forma classica e i numerosi spolia utilizzati per la sua realizzazione, fin dal Rinascimento è stato oggetto dell’attenzione dei più grandi architetti che ne hanno immortalato l’immagine nei secoli;

• la Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), un edificio eccezionale per il linguaggio romano classico con cui fu concepito, che ancora conserva all’esterno e all’interno significativi frammenti di decorazione architettonica antichi ed elementi decorativi abilmente scolpiti dai lapicidi medievali;

• la Chiesa di Santa Sofia a Benevento – una delle strutture longobarde più complesse e meglio conservate dell’epoca, che sulle pareti mostra ancora importanti brani dei cicli pittorici altomedievali, testimonianza più alta delle cd. “pittura beneventana” – con l’attiguo chiostro che oggi ospita il “Museo del Sannio”;

• il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG), che dal VII secolo, con i Longobardi, divenne il più importante luogo del culto micaelico, influenzando profondamente la diffusione della devozione per San Michele in tutto l’Occidente e divenendo un modello per i centinaia di santuari costruiti nel resto d’Europa, compreso il più famoso Mont-Saint-Michel tra Bretagna e Normandia.

I beni compresi nel sito, frutto di una rigorosa ed accurata selezione, rappresentano, ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o quello più conservato tra le numerose testimonianze diffuse sul territorio nazionale e, nel loro insieme, rispecchiano l’universalità della cultura Longobarda al suo apice. Essi rappresentano quindi la quintessenza del patrimonio artistico ed architettonico delle gentes Langobardorum che, come noto, si espressero in forme monumentali solo dopo il loro stanziamento in Italia, seguito ad un lungo periodo di migrazione che dalla Scandinavia li vide attraversare i paesi del nord-est europeo.

Giunti in Italia i Longobardi assimilarono la tradizione Romana, la spiritualità del Cristianesimo, gli influssi Bizantini, e seppero integrarli con i valori Germanici di cui erano portatori, dando vita tra la fine del VII e l’VIII secolo a una nuova e originale cultura.

Come riconosciuto dalla storiografia più recente, i Longobardi si pongono quindi tra i principali protagonisti del complesso periodo di transizione tra l’Antichità e il Medioevo; essi avviarono quel processo culturale, ereditato poi da Carlo Magno, che trasformò il mondo antico e contribuì alla formazione dell’Europa medievale, influenzando il successivo millennio della storia Occidentale.

Un riconoscimento, quindi, quello dell’UNESCO, che sancisce il portato degli studi contemporanei e mette fine ai concetti di “decadenza”, “fine della civiltà” e “barbarie” che venivano generalmente associati all’età che va dalla caduta dell’Impero Romano alla nascita di quello Carolingio, affermando invece – in una visione oggi particolarmente attuale – l’idea del continuum del processo storico, caratterizzato dalla compenetrazione di civiltà diverse.

L’iscrizione del sito “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è inoltre un riconoscimento all’impegno delle numerosissime istituzioni pubbliche e private che, coinvolte a differenti livelli nella gestione degli stessi beni o dei territori di riferimento, dal 2006 hanno lavorato e lavorano insieme – sulla base dei principi di sussidiarietà e collaborazione sanciti dall’Europa – non solo per il buon esito della candidatura, ma anche per innalzare sempre di più il livello di valorizzazione delle testimonianze Longobarde e la diffusione della loro conoscenza.  Tra i numerosi partner (5 Regioni, 6 Province, 8 Comuni, 2 Comunità Montane, 4 Diocesi, un Parco, il FAI, la Fondazione CAB e due importanti centri di Studi, il CISAM – Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo- e il Centro di Studi Micaelici e Garganici, che tanto hanno contribuito al progresso delle conoscenze sulla civiltà Longobarda) va ricordato lo stesso Ministero per i beni e le attività culturali, presente nella rete con ben 5 Direzioni regionali e 17 Soprintendenze territoriali.

Il Ministero, che ha coordinato i lavori per la candidatura, continua a sostenere e accompagnare la rete anche attraverso la partecipazione all’Associazione Italia Langobardorum, la struttura di gestione promossa dai Comuni che garantisce il coordinamento delle azioni e l’attuazione delle attività di rete.

 

Testo a cura di Francesca Morandini
Responsabile Servizio collezioni e siti archeologici
Comune di Brescia

 

Per informazioni

Angela Maria Ferroni, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, Roma angelamaria.ferroni@beniculturali.it

Francesca Morandini, Musei Civici d’Arte e Storia, Comune di Brescia, fmorandini@comune.brescia.it

 

Siti Internet

Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO: whc.unesco.org

I Longobardi in Italia. I luoghi del potere: www.italialangobardorum.it

Ufficio Patrimonio Mondiale UNESCO – MiBAC: www.unesco.beniculturali.it

Commissione nazionale Italiana UNESCO: www.unesco.it/cni/