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Separazione e assegno di mantenimento

Separazione e assegno di mantenimento

MilanoPlatinum Studio Rutigliano-Trasatti

In collaborazione con lo Studio Legale Rutigliano-Trasatti, un nuovo articolo di approfondimento giuridico: questa settimana ci occupiamo dell’assegno di mantenimento.


Separazione e assegno di mantenimento

La valenza probatoria dei social network

Quando si tratta di stabilire se un coniuge possa o meno mantenere l’altro dopo la separazione o il divorzio, il giudice è tenuto a valutare le prove offerte durante il processo dall’ex che chiede l’assegno.

Preliminarmente il Giudice prende in considerazione le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e, da quanto ne emerge, stabilisce un assegno provvisorio. A questo punto, se le parti non sono d’accordo su quanto stabilito si apre una (a volte complessa) fase istruttoria, nella quale il Giudice valuta tutte le altre prove prodotte, interroga i testimoni e può, ove lo ritenga necessario, delegare delle ulteriori indagini alla polizia tributaria. La Cassazione ha precisato come, tutte le volte in cui il giudice del merito ritenga già provata l’insussistenza di redditi da parte del coniuge obbligato, può direttamente procedere al rigetto della domanda di mantenimento, anche senza avere prima disposto accertamenti d’ufficio attraverso la polizia tributaria.

Oltre alle prove “tradizionali”, il Giudice nel corso della fase istruttoria valuta tutta una serie di elementi che possono rappresentare indizi utili a fargli assumere la determinazione più corretta. Sempre più diffuso negli ultimi anni è l’utilizzo di prove estrapolate dai cosiddetti social network: se il marito dichiara un reddito modesto, ma posta su Facebook dettagliati resoconto di vacanze in luoghi esclusivi e cene in ristoranti stellati, il giudice potrà ritenere che vi siano redditi “nascosti” e tenerne conto nella propria decisione.

In un’interessante sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il Giudice, che inizialmente aveva concesso all’ex moglie l’assegno di mantenimento, dopo avere scoperto attraverso uno “status” di facebook che la donna aveva da tempo una stabile relazione con un nuovo compagno, ha revocato il provvedimento e ha stabilito che la donna non aveva diritto a percepire l’assegno.

Insomma nell’era in cui tutti condividono in tempo reale le proprie esperienze, ricordiamo che con un post stiamo precostituendo delle vere e proprie prove!


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In collaborazione con Studio Legale Rutigliano-Trasatti

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