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Sei gridi di separazione, incontri tra musica e storia allo Spazio Teatro 89

Sei gridi di separazione, incontri tra musica e storia allo Spazio Teatro 89 – Dal 27 settembre allo Spazio Teatro 89 prende il via “Sei gridi di separazione”, la nuova stagione di classica dello Spazio Teatro 89 di Milano, in collaborazione con Serate Musicali, Coop Lombardia e PopHistory.
Si tratta di una serie di incontri tra musica e storia per riflettere su un argomento di grande attualità: il distanziamento sociale, necessaria misura di contenimento per proteggerci dal pericolo mortale del Covid-19, ma pur sempre dolorosa rinuncia nei nostri rapporti interpersonali. 
Gli appuntamenti saranno divisi in due parti: un’introduzione storica focalizzata sul contesto locale e curata dal public historian Giorgio Uberti, che potrà essere affiancato da altri esperti e che imposterà i suoi interventi come delle chiacchierate con personaggi storici; a seguire, un concerto in cui le musiche saranno scelte assecondando il tema dell’incontro, con alternanza di brani noti, rarità e prime esecuzioni assolute e con la partecipazione, tra gli interpreti, di musicisti famosi e giovani emergenti, come sempre accade sul palco dello Spazio Teatro 89. Sia le introduzioni storiche sia le brevi guide all’ascolto prima dei concerti saranno nel segno della divulgazione, in un ponderato equilibrio tra cultura, approfondimento dei contenuti e spettacolo, con ampio uso di strumenti multimediali (proiezioni di immagini, filmati, letture di testi poetici e così via).
Il primo appuntamento della nuova stagione, che si concluderà il 22 novembre, è in programma domenica 27 settembre (ore 17.30; ingresso 7-10 euro) e si intitolerà “Divisi per nascita”. Durante il primo appuntamento si affronterà il tema del distanziamento sociale al tempo dei nobili. Oltre a Giorgio Uberti saranno protagonisti Külli Tomingas, (mezzosoprano), Andrea Scacchi (violoncello) e il direttore artistico Luca Schieppati (pianoforte), che eseguiranno musiche di Beethoven, Verdi/Liszt, Hindemith, Weill, Rzewski e Galante: il ricco programma asseconderà i temi dell’intera stagione, con musiche ispirate dalle rigide divisioni di caste ed etnie diverse (“Aida” di Verdi), dalla conflittualità di classe e di genere nella società borghese (“L’opera da tre soldi”), dalle distopie in cui le macchine sostituiscono gli uomini e gli uomini diventano automi alienati dai propri simili (“Ragtime” di Hindemith, che l’autore chiedeva venisse eseguito “con rigorosità ritmica, come una macchina”) o dal distacco dovuto alla malattia e alla morte (“Note di Pianto” di Carlo Galante su testo di Nicola Gardini), fino all’utopia illuministica del Flauto Magico mozartiano (Beethoven: Variazioni su “Bei Männern, welche Liebe fühlen”).