Segreti e curiosità del Duomo
Segreti e curiosità del Duomo – Simbolo di Milano per eccellenza, il Duomo di Milano nasconde numerosi segreti e curiosità inaspettate. La sua realizzazione, iniziata nel 1386, ha numeri da record: ci sono infatti voluti quasi 6 secoli. La fine dei lavori è avvenuta ufficialmente nel 1965, quando è avvenuta l’inaugurazione del quinto e ultimo portone della facciata. E a proposito della facciata, questa è stata completata tra il 1807 e il 1813 su impulso di Napoleone Bonaparte, che nella cattedrale milanese venne incoronato re d’Italia il 26 maggio 1805.
Il Duomo di Milano detiene un record, quello della chiesa che ha il maggior numero di statue al mondo: sono infatti ben 3400. Tra le statue di santi e figure religiosi vi sono anche sculture insolite e dettagli curiosi, che richiamano anche personaggi o elementi moderni. Sulla facciata spicca una figura femminile che regge una fiaccola, soprannominata la Statua della Libertà di Milano per la sua impressionante somiglianza con l’iconica statua a New York (sembra che la statua milanese abbia ispirato Bartholdi, autore della Statua della Libertà).
Tra le sculture più curiose, frutto di interventi di restauro in epoche moderne, vi è quella del pugile Primo Carnera, e sempre a proposito di sport tra le decorazioni si scorgono anche una racchetta e una pallina da tennis.
Altro elemento insolito è la mancanza di un campanile. In realtà fino al 1866 era presente una torretta campanaria sulla navata, poi demolita per questioni di sicurezza. Pur senza campanile, il Duomo di Milano ha le sue campane. Tre campane si trovano nell’intercapedine del tiburio tra la volta interna e le pareti esterne. Non visibili dall’esterno, sono dedicate alla Beata Vergine Maria (la campana maggiore), a sant’Ambrogio (la campana mezzana) e a san Barnaba (la campana minore). Esiste poi una quarta campana, situata sulla terrazza del tiburio (dietro una guglia), che è dedicata a santa Tecla.
Al Duomo sono inoltre legate alcune espressioni popolari, come la celebre “a ufo”, che deriva dalla dicitura latina “Ad Usum Fabricae Ambrosianae” (A.U.F.A.) che veniva posta sopra i blocchi di marmo di Candoglia usati per costruire la cattedrale. La dicitura serviva a indicare che i materiali erano esentati dai dazi doganali e nel linguaggio popolare la sigla è divenuta simbolo di qualcosa che si ottiene gratis.
La Veneranda Fabbrica del Duomo (l’ente che si è occupata della costruzione della cattedrale e ora ne segue la conservazione) è sempre all’opera, senza mai fermarsi, da oltre 6 secoli, quindi è nata l’espressione “lungo come la fabbrica del Duomo” per indicare un lavoro lungo e complicato, o anche qualcosa di inutilmente prolisso.