STORIA

IL RUZZOLONE DEL LAOCOONTE: QUANDO LE STATUE ERANO BOTTINO DI GUERRA

IL RUZZOLONE DEL LAOCOONTE: QUANDO LE STATUE ERANO BOTTINO DI GUERRA

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In collaborazione con la pagina Voci Antiche: pagine dal mondo classico.


IL RUZZOLONE DEL LAOCOONTE: QUANDO LE STATUE ERANO BOTTINO DI GUERRA

Laocoonte - By English - Agésandros, Athanadoros et Polydore (Jean-Pol GRANDMONT) [CC BY-SA 3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons
Laocoonte – By English – Agésandros, Athanadoros et Polydore (Jean-Pol GRANDMONT) [CC BY-SA 3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons
Le opere d’arte? Oggi siamo abituati a vederle nei musei, all’interno di sale sorvegliate. Questa loro staticità, però, talvolta fa a pugni con una storia ben più travagliata. Così, perlomeno, è stata quella del gruppo marmoreo del Laocoonte, risalente al I d.C. e oggi conservato a Roma nei Musei Vaticani.

Faceva parte di questa collezione anche quando, nel 1797, al momento dell’ascesa di Napoleone, il trattato di Tolentino, con il quale i francesi si riservavano, tra l’altro, il diritto di entrare nei luoghi pubblici e nelle chiese per fare bottino, ne decretò il trasferimento a Parigi, in compagnia di altre opere d’arte, come il busto di Giunio Bruto e l’Apollo del Belvedere.

Parigi Arco Trionfo - Di MM (Opera propria) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons
Parigi Arco Trionfo – Di MM (Opera propria) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons
Il gruppo, a cui vennero staccate le braccia dei bambini e quella alzata del sacerdote perché posticce e ingombranti, raggiunse, in una cassa dotata di tramezzi per tenerla ferma, il porto di Livorno su un carro trainato da buoi e fu sbarcata a Tolone, prima di arrivare nella capitale francese, nel luglio del 1798. Rimase lì fino al 1815, anno del tramonto definitivo di Napoleone, quando riprese la via di casa.

Questa volta, però, il viaggio fu tutto via terra, cosa che costrinse l’opera a valicare il Moncenisio.

Colle del Piccolo Moncenisio - Di Francofranco56 (Opera propria) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Colle del Piccolo Moncenisio – Di Francofranco56 (Opera propria) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
E lì le cose andarono piuttosto male, come riporta il verbale dell’incidente che le capitò, redatto a Susa il 26 luglio del 1815, tre giorni dopo l’accaduto. Che cosa era successo? Sul passo montano era scesa la neve e il percorso era reso scivoloso dalla presenza di lastroni di ghiaccio. Uno di questi fece vacillare il carro su cui viaggiava il Laocoonte, che venne sbalzato dal mezzo di trasporto. Ci vollero due giorni prima che i soccorsi riuscissero a ricollocare la cassa sul carro per farlo poi scendere a Susa. L’opera era piuttosto malconcia: era stata rotta dall’ombelico in giù e vari frammenti si erano staccati. Così ridotta, con del mastice inserito nelle fratture per evitare ulteriori danni, la statua giunse a Roma, dove fu riparata sotto la supervisione del Canova e collocata nel cortile del Belvedere, nel febbraio 1816.