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Questa è la mia storia: Luca Macellari Palmieri

Questa è la mia storia: Luca Macellari Palmieri – Un giovane ragazzo intraprendente e determinato, la cui passione per la moda non lo ha distolto dal suo obiettivo principale: laurearsi; anzi, è stato da stimolo per crescere ancora di più.

Chi è Luca Macellari Palmieri?
È un ragazzo di Perugia di 24 anni, che mentre stava frequentando il primo anno di economia gli è arrivata una proposta di lavoro da parte di un’azienda che si occupa di prodotti per capelli e ha partecipato a un casting, al quale è stato scelto, entrando così nel mondo della moda. Da questo lavoro, ho avuto un forte riscontro nella mia città e sono diventato molto richiesto come modello, prima in Umbria, poi sono passato a Firenze e infine a Milano. Giunto in Toscana, ho deciso di continuare l’università come studente lavoratore, per avere la possibilità di laurearmi senza dover seguire le lezioni. Un’altra tappa decisiva del mio percorso professionale è avvenuta durante le sfilate di Pitti. A questo punto le cose iniziarono a cambiare: iniziai a rappresentare marchi non solo in Italia, ma anche all’estero, prima in Belgio e poi a New York. Il mio canale Instagram aveva iniziato a crescere e decisi di sfruttarlo. Dopo l’esperienza americana, le proposte iniziarono ad arrivare in numero elevato, e dovevo scegliere se addentrarmi nella carriera di modello o continuare l’università. Ho scelto di concentrarmi sugli studi, lavorando in modo più tranquillo. Una volta laureato mi sono trasferito a Milano e ho iniziato a frequentare il master alla Businesss School de Il Sole 24 ore e ho preso il diploma di Google relativo alle Eccellenze in Digitale.

Bello, modello, influencer e laureato. Qual è il segreto?
Non c’è un segreto, ma solo tanto impegno. Modello: è una cosa che può capitare, ci si può andare incontro, ma non ci sono caratteristiche particolari. Influencer: è accaduto un po’ per caso, o forse perché il mio modo di comunicare è piaciuto. Laureato: ho dovuto veramente impegnarmi molto.

Cosa non deve mai mancare in un outfit maschile?
Nel mio immaginario l’uomo si deve vestire in due modi: estremamente elegante e casual. Io tutti i giorni propongo un outfit casual, ma ciò che non può mai mancare sono le scarpe particolari. In seconda battuta deve esserci sempre l’orologio, anche se prediligo sempre la scarpa, che esula un po’ dall’outfit.

Chi è la tua icona di stile?
Prediligo uno stile molto semplice, che a parer mio rispecchia anche molto l’essere uomo. Penso agli attori americani e quindi a James Dean in maglietta, sigaretta e moto. Lo stile per me non è cercare qualcosa di particolare, ma sentirsi bene con quello che si indossa. Una volta che ci si sente bene, allora si comunica qualcosa, se è forzato, si crea un muro totale.

Qual è il segreto dell’eleganza? È una cosa che si può imparare o è innata?
Non credo molto nei segreti. L’eleganza per me è più che altro un modo di vestire, di comportarsi; racchiude dunque molte cose, una tra tutte: l’educazione. Si può imparare, però presumo che abbia una dipendenza innata.

Come è avvenuta la scelta di seguire uno stile come lo street style?
Lo street style lo vedo un po’ come fermare uno scatto fotografico. Se devo posare, preferisco le vie dinamiche di una città, che può essere Milano, piuttosto che Firenze o NY, luogo dove è nato il genere fotografico street style. Ne sono affascinato perché è un metodo molto persuasivo che colpisce. Avendo fatto il modello, quindi avendo dovuto posare, quando vedo che c’è troppa artefazione, si crea un muro. Quando si parla di free style, è per tutti. Fa emergere il carattere della persona.

Posti molte foto della tua vita privata. Qual è secondo te, sulle piattaforme social, il confine tra lavoro e vita privata? Esiste davvero?
Un confine c’è assolutamente, è relativo a ciò che ogni persona stabilisce in base alla propria indole e alla propria morale. Inizialmente utilizzavo i social per essere connesso con i miei amici, mentre in un secondo tempo ne ho trasformato l’uso in una piattaforma di comunicazione per le persone che hanno scelto di seguirmi.
È molto importante per me far entrare persone che mi seguono nella mia vita privata. Fare effettivamente vedere chi sei, come sei e ciò che fai. Voglio comunicare in modo leggero e divertente ciò che faccio. Ho una frase su instagram che mi identifica molto: ci sono più di 7 miliardi di persone nel mondo. Questa è la mia storia.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
L’opportunità di business che si è creata su Instagram è da portare avanti, anche perché sono stato veramente fortunato a fare ciò che mi piaceva. Seguirò sempre il mio modo di comunicare facile e leggero. Subentra poi la sfera didattica, quindi i miei percorsi formativi, che voglio sicuramente sfruttare. Non so se preferisco lavorare in un’azienda, per vedere le dinamiche interne, o se aprire una mia attività. Ho ricevuto inoltre alcune proposte per lavorare in televisione, ma non è ancora arrivata quella giusta.


GALLERY Questa è la mia storia: Luca Macellari Palmieri

Crediti fotografici: Nima Benati, Andrea Calandruccio