PITTI IMMAGINE

Pitti Immagine: la storia della moda italiana

Pitti Immagine: la storia della moda italiana – Giunti al debutto dell’edizione 2016 di Pitti Uomo (12-15 gennaio 2016), ripercorriamo i passi all’interno della prestigiosa Sala Bianca, fino alle porte di Fortezza da Basso.

Se si parla di moda e si pensa agli anni ’40, riaffiorano immagini di confezionamenti sartoriali su misura, ancora senza una vera e propria industria dell’abbigliamento. Soltanto Firenze si stava distinguendo, intrecciando importanti contatti con clienti provenienti da tutto il mondo e quindi esportando così molto materiale all’estero. Iniziano in questo modo a farsi spazio i primi buying offices italiani, tra i quali spicca il nome di Giovanni Battista Giorgini.

Un calibrato ed efficace marketing dell’epoca inizia a far avanzare la moda italiana, contrastando così il primato francese. Villa Torrigliani, dimora di Giorgini, vede un numero sempre più crescente di modelli di nomi celebri, dalle sorelle Fontana a Pucci, Schubert e molti altri. In platea compratori e giornalisti, pronti a far crescere questo iniziale successo. È proprio in questo momento che viene suggellato l’inizio della moda italiana come fenomeno mondiale. Si giunge così al 1952, quando le luci vengono proiettate sulla Sala Bianca di Palazzo Pitti: è in questo luogo che avviene un ampio crocevia di sfilate.

L’Italia diventa sinonimo di moda: un fenomeno mondiale in piena espansione. Il Centro di Firenze per la Moda Italiana (CFMI) sboccerà solamente due anni dopo e si prenderà cura di tutti gli eventi. I numeri nel frattempo crescono, 200 giornalisti e 500 compratori: l’ampliamento del settore è direttamente proporzionale alla sua fama nel mondo.

Gli anni ’60 hanno portato un numero elevato di cambiamenti e anche il settore moda è stato catapultato all’interno di una turbina di poli che si apprestavano a ospitare nomi celebri del settore. L’Alta Moda pone i suoi capisaldi tra Parigi e Roma, lasciando a Firenze l’idea di un polo creativo e innovativo. Il 1967 segna un momento molto significativo: il Centro di Firenze per la Moda Italiana viene guidato da Franco Tancredi, successore di Giorgini.

Il vero cambiamento è in atto: il CFMI sta per essere legato all’industria, la grande distribuzione è stata scelta come canale di primordine. Si arriva dunque a pensare a una promozione più calibrata per gli standard scelti: nel settembre 1972 nasce Pitti Uomo. È proprio in questo modo che l’eccellenza italiana raggiunge i grandi mercati esteri. Solamente tre anni più tardi è la volta di Pitti Bimbo: il 1977 segna così la nascita di Pitti Filati. Sulla sede che ha visto nascere questo colosso è calato il sipario negli anni ’80: la storica Sala Bianca è stata chiusa e sostituita Fortezza da Basso.

Pitti Immagine: viene ribattezzata in questo modo nel 1989 la società Centro Moda, con amministratore delegato Marco Rivetti, già patron del gruppo GFT. Gli anni ’90 vedono innovazioni, marketing e continui studi su ciò che si riteneva per un modello vincente: con questi presupposti Pitti Immagine varca la soglia degli anni 2000. A questo punto la storia è più semplice da raccontare, gli obiettivi sono stati raggiunti, il fatturato, così come gli investimenti, sono in continua crescita. Gaetano Marzotto è presidente di Pitti Immagine, mentre Andrea Cavicchi prende la presidenza del gruppo Centro di Firenze per la Moda Italiana.


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