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Patrick Fournillier e Paolo Grazia nel segno di Mozart e Beethoven

Patrick Fournillier e Paolo Grazia nel segno di Mozart e Beethoven – Patrick Fournillier, raffinata “bacchetta” d’Oltralpe, tra i maggiori specialisti mondiali dell’opera francese, approda all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo con una medaglia appuntata sul petto di particolare valore sia artistico che simbolico. Fu lui infatti a guidare i corpi artistici de laVerdi, nella trionfale trasferta in Oman, interpretando Carmen di Bizet per l’inaugurazione della Royal Opera House di Muscat, capitale del Sultanato sul Golfo Persico.

Giovedì 28 (ore 20.30), venerdì 29 aprile (ore 20.00) e domenica 1 maggio (ore 16.00), Patrick Fournillier torna alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in un tris imperniato su due mostri sacri del periodo classico: Mozart e Beethoven. La locandina si apre con un “cameo” del salisburghese, Eine kleine Nachtmusik (Una piccola musica notturna, o serenata notturna), per proseguire con il Concerto per oboe e orchestra in Do maggiore, affidato nel ruolo solistico alla raffinata tecnica del bolognese Paolo Grazia. La seconda parte del programma, tradizionalmente di grande respiro sinfonico, vedrà risuonare le “note del destino” di quella Quinta sinfonia che ha fatto di Beethoven un mito della musica a 360 gradi.

Giovedì 28 alle ore 18.00, la tradizionale conferenza di presentazione del programma, in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, vedrà Enrico Reggiani, docente di letteratura inglese presso l’ateneo di largo Gemelli, parlare de: “Il Beethoven de laVerdi. Quinta sinfonia”. Con l’occasione, sarà disponibile al bookshop dell’Auditorium il nuovo libro di Reggiani, Il do maggiore di questa vita. Cinque saggi sulla cultura musico-letteraria di lingua inglese, edito da Vita e Pensiero.

Biglietti: euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it.

 

Programma

Eine kleine Nachtmusik di Mozart ha assunto nel tempo lo status di “emblema” di uno stile compositivo leggiadro e raffinato, uno stile nato in un luogo e in un tempo precisi, e difficile da rievocare al di fuori delle sue condizioni originarie.

Scritto nel 1777, il Concerto per oboe rappresenta uno dei maggiori esiti per quanto riguarda il rapporto tra il compositore salisburghese e la scrittura per gli strumenti a fiato, cui il salisburghese dedicò molti concerti e serenate.

Scritta nel 1808, la Quinta sinfonia di Beethoven, più ancora della Terza sinfonia (l’Eroica), segna con la sua forza elementare la rottura definitiva con lo stile classico di Mozart, scomparso da oltre quindici anni, e di Haydn, che a sua volta da un decennio non aveva scritto sinfonie. Il sinfonismo eroico di Beethoven domina incontrastato il suo tempo, ben prima che si affacci la prima generazione romantica di Schubert, Mendelssohn, Schumann.


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