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Dal grotto al gourmet, esperienze di gusto a Lugano e dintorni

Indecisi tra un gustoso piatto della tradizione e una proposta della cucina contemporanea? Il bello, quando si è in viaggio, è poter accontentare tutti i desideri. E il territorio di Lugano, non vi deluderà neanche a tavola.

Via libera alla scoperta dei sapori del territorio, quelli che hanno accompagnato la storia di Lugano, del lago e della sua regione. La polenta, i salumi, i formaggi e il risotto. Senza dimenticare un buon bicchiere di Merlot. Da gustare in compagnia nei grotti, i tipici ristoranti dove fermarsi per scoprire la cucina del posto. Vi stupirete della varietà dei prodotti che ritroverete nei piatti , grazie anche a quel clima mediterraneo che fa di questo territorio, un territorio generoso e ricco di ottimi prodotti. Un’immersione nei sapori della tradizione che vale la pena fare per conoscere più a fondo questi luoghi.

E per i sapori più contemporanei e ricercati, è questo stesso territorio ad accogliere chef e ristoranti che hanno messo a punto menù di grande respiro. Dagli ingredienti locali nascono sulle tavole dei ristoranti più raffinati piatti dai profumi internazionali.

Qui, ogni gusto viene accontentato.

Stelle, berretti e forchette: il Luganese fa onore all’arte culinaria con ristoranti premiati e inseriti nelle più prestigiose guide enogastronomiche.

Per chi è alla ricerca delle stelle, c’è il Ristorante Galleria Artè al Lago, fiore all’occhiello del Grand Hotel Villa Castagnola a Lugano. Il menù dello Chef Frank Oerthle ospita piatti prevalentemente a base di pesce di mare e di lago con grande creatività. Nello stesso contesto, lo chef Christian Bertogna ha conquistato 15 punti Gault Millau al Ristorante Le Relais. Qui ci si può deliziare con una cucina mediterranea leggera e innovativa, perfetta combinazione di colori e sapori. Indirizzo gourmand seppur sulla via della tradizione è il Grotto della Salute a Massagno, dove ritrovare i sapori locali in un’atmosfera di charme. Al ristorante La Perla del Palazzo, all’hotel Principe Leopoldo, i 17 punti della guida Gault Millau sono garanzia di una cucina ad altissimi livelli in un ambiente elegante e raffinato. Primi piatti fatti in casa, sughi di cacciagione, stufati e deliziosi dessert sanno accontentare i palati più esigenti. Al Motto del Gallo a Taverne il menù degustazione permette ai più golosi di provare le tante specialità che hanno valso 16 punti Gault Millau, tra risotti, zuppe e stracotti. A Vico Morcote i 15 punti sono andati a La Sorgente, dove vanno in tavola le tradizioni della cucina italiana e ticinese, in un contesto paesaggistico spettacolare tra natura e tradizione.

Salame, mortadella, minestrone, busecca, risotto, pesci in carpione, vitello tonnato, arrosto, polenta con brasato, coniglio, cazzöla, funghi, formaggi e formaggini, zabaione, torta di pane, pesche al vino. Sono questi i piatti forti, tradizionali e gustosi, che vengono serviti ai grotti. Locali tipici della tradizione ticinese, ricchi di storia e carichi di atmosfera, nei quali fermarsi per gustare la vera cucina locale. Sono locali rustici e accoglienti nati in origine come “cantine” nelle quali conservare i formaggi, il vino e i prodotti della vita contadina. I prodotti riuscivano a conservarsi al meglio grazie a delle aperture che garantivano la circolazione dell’aria, da cui il nome “grotto”, quasi fossero delle grotte aperte. A Gandria si possono visitare ancora le omonime cantine, dove in passato gli abitanti del borgo conservavano vino, salumi e formaggi. Le cantine sono raggiungibili con il servizio della Società Navigazione Lago di Lugano.

Persa questa valenza di conservazione, i grotti diventarono quello che sono ancora oggi. Luoghi di sosta in zone discoste e ombreggiate che dispongono di una cantina tipica La Lerfetti in estate grazie all’ ampio piazzale adibito a servizio esterno con tavoli e panche in granito dove si mangia al fresco, sotto gli alberi.

Tra i grotti più noti c’è certamente il Grotto Morchino, meta del famoso scrittore Hermann Hesse che nel 1919 scrisse “L’ultima estate di Klingsor”. Lo scrittore visse infatti a Montagnola, sede dell’omonimo museo. In questo libro, al capitolo “il giorno di Carena” il suo personaggio si ferma in un grotto a bere vino e mangiare pane. Questo grotto era proprio il Morchino.

PH. Julien Sarazin