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Livia Romilde Vaccaro, lo spettacolo nell’arte

Livia Romilde Vaccaro, lo spettacolo nell’arte – L’artista milanese Livia Romilde Vaccaro, apprezzata da interior designer e personaggi dello spettacolo, racconta se stessa e la sua arte a Milano Platinum.

Parlaci di te, e di come è nata la tua passione per l’arte.

Fin da bambina ho sempre dipinto, e soprattutto ho disegnato. Non ho frequentato il liceo artistico, ma il classico, e filosofia all’università, per poi dedicarmi a ciò che mi interessava, cioè l’arte. Ho iniziato la mia carriera artistica circa 30 anni fa, e da allora ho dipinto su vari materiali. All’epoca facevo parte di uno studio artistico insieme ad altri pittori, ed è stata un’esperienza molto divertente. Ho dipinto su tela, legno, lino. In occasione di una inaugurazione alla Scala ho realizzato, per Trussardi, dei paraventi da mettere in vetrina nei giorni della prima scaligera del 7 dicembre. Successivamente ho fatto varie cose, e nel corso degli anni ho dipinto su tavolini o su pannelli di legno che potevano anche diventare quadri; per esempio, un ristorante italiano a Osaka ne ha presi 14 o 15, da esporre alle pareti come quadri. Erano tutti giochi a stampa, tipo il gioco dell’oca, pari o dispari, il mercante in fiera e altri ancora. Per le mie opere traggo ispirazione dalla vita quotidiana e dalle passioni.

Parlaci di SHINEUP: come nasce?

Dopo i mobili, circa 5 o 6 anni fa ho iniziato a fare un quadro: avevo cambiato casa e volevo dei quadri moderni. Ho così iniziato a dipingere quadri, e da lì è nato SHINEUP. Ho realizzato un collage dipinto, e ricoperto con la resina; con la resina, quello che è dipinto è messo in risalto. Sono stata presa da un gallerista di Brera, al quale sono piaciute le mie opere. Nel realizzare i quadri ho pensato che potevo creare anche un mobile, ed è così che sono nati i mobili della linea SHINEUP.

A chi sono rivolti i mobili creati da SHINEUP, e quali sono le loro caratteristiche?

Quando creo un mobile in realtà non ho in mente un destinatario finale, ma realizzo quello che al momento ho in mente. Ho fatto un lavoro per la Sanpellegrino, e mi hanno fatto fare diversi oggetti, come vassoi, e quadri in bianco e nero. Si tratta di pezzi unici, perché gli oggetti usati non sono mai gli stessi, dipende da quello che trovo. Per Roberto d’Agostino avevo realizzato un mobile con un’insegna luminosa, e delle sedie con teschi.

I mobili si diversificano molto; per esempio, ho preso mobili déco, che poi rivisitavo, come quello esposto a Brera, presso la galleria Orsorama; si tratta di un mobile bar, e aprendo le ante ci sono diversi specchietti che riflettono la luce.

La caratteristica dei mobili (presente tuttavia anche nei quadri) è l’applicazione di oggetti; per esempio, un mobile che è piaciuto molto è uno in bianco e nero, con un pizzico d’oro, a due ante, con i film che hanno vinto gli Oscar.

Come nascono i tuoi ritratti?

Per l’Expo ho realizzato 12 quadretti, una collezione chiamata “Souvenir d’Italie”, che insieme possono formare un quadro unico, con gli attori italiani più famosi, che in testa “indossano” il cibo. A partire da quest’opera diverse persone hanno iniziato a chiedermi ritratti, inviandomi una fotografia.

Sempre da qui è partita un’altra serie di ritratti, con “in testa” le passioni; per esempio, in quello di Marinella sono presenti le cravatte. Questi ritratti personalizzati hanno molto successo, e sono molto richiesti per regali.

Le tue opere sono state esposte in diverse mostre e pubblicate su riviste: ce ne puoi parlare?

Per la rivista “AD”, sulla quale sono stata pubblicata più volte, ho fatto un mobiletto a tema New York, che per maniglie aveva due modellini di taxi.

Ho realizzato anche un quadro con le cabine telefoniche del mondo, applicando gettoni telefonici e la cornetta di un telefono vintage, che pende.

Inoltre, mi piace molto usare le insegne luminose da bar e inserirle nelle mie opere. Hanno avuto successo e sono piaciute molto, soprattutto all’estero: ho infatti molti clienti in Germania, USA, Brasile.

Ho realizzato per me una cover per smartphone; ha avuto così tanto successo, che ora mi diverto a farne alcune su richiesta.

Ho fatto mostre in tutta Italia (Milano, Roma, Assisi) e a Berlino, a Londra, a Miami.

Per una mostra, a One Piece Art, ho realizzato una croce da appendere al soffitto, alta 1,20 metri e larga 70 centimetri; da una parte erano presenti diverse immagini della Madonna (usando icone bizantine), con cristalli Swarowski e altri oggetti (rosari, ex voto). Dall’altro lato ho raffigurato un Cristo nero, sempre con cristalli Swarowski.

Recentemente, presso la galleria d’arte Orsorama abbiamo inaugurato una mostra sul lusso, denaro e ricchezza. Come testimonial abbiamo avuto Paris Hilton.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Tra i progetti futuri, che sono già in corso, ci sono dei mobili in legno, ricoperti di specchi, che ricordano gli anni ’50, e laccati. Gli specchi sono anticati, e un mobile è in bianco e nero optical (ora è in mostra da Andrea Castrignano); l’altro è con specchi a laccato in oro. Il bianco e nero sta tornando moltissimo, e si può trovare ovunque.


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