Leggende e curiosità della basilica di Sant’Eustorgio
Leggende e curiosità della basilica di Sant’Eustorgio – La secolare storia la basilica di Sant’Eustorgio, che sorge al margine meridionale del Parco delle Basiliche, oltre che da preziose testimonianze storiche e artistiche è caratterizzata anche da curiosità e bizzarrie.
A partire dalla cuspide del suo campanile, che non è sormontata da una croce ma da una stella a otto punte, simbolo della cometa che guidò i Re Magi fino a Betlemme. La basilica è strettamente legata ai Magi, perché secondo la leggenda proprio sant’Eustorgio avrebbe portato a Milano le reliquie dei Magi, che sarebbero custodite in un sarcofago nella Cappella dei Magi.
Un altro tesoro artistico della basilica è la Cappella Portinari, splendido esempio di Rinascimento lombardo.
La cappella è sorta tra il 1462 e il 1468 per volere di Pigello Portinari, direttore della filiale milanese del Banco Mediceo, come sepoltura privata, oltre che per custodire la preziosa reliquia della testa di san Pietro Martire.
La bella struttura architettonica è ispirata alla Sagrestia Vecchia di San Lorenzo a Firenze, opera del Brunelleschi, mentre la decorazione pittorica degli interni è stata affidata a Vincenzo Foppa. Tra le opere realizzate dall’artista a colpire in modo particolare un affresco dove la Vergine è raffigurata con un paio di corna. L’opera, dal titolo “Miracolo della Falsa Madonna”, fa riferimento a una leggenda che vede protagonisti san Pietro Martire e il Diavolo. Si narra che san Pietro Martire (al secolo Pietro Rosmini, vissuto nel XIII secolo), mentre celebrava la messa in Sant’Eustorgio, si accorse della presenza del Diavolo, che aveva assunto le sembianze della Vergine, dimenticando però di nascondere le corna. Con l’aiuto di un’ostia consacrata il santo riuscì a smascherare e a scacciare il Diavolo.
Secondo altre versioni il Diavolo si sarebbe impossessato di una icona raffigurante la Madonna, posta sull’altare, e le corna sarebbero rimaste nell’icona dopo che il santo aveva scacciato il demonio.

Al centro della cappella si trova l’Arca di san Pietro Martire, splendida scultura gotica in marmo di Carrara del 1339 che conserva le spoglie del santo.
A rendere omaggio al santo vi è anche una statua alquanto curiosa, che si trova nella piazzetta di fronte alla basilica. Su di una colonna vi è infatti una statua che raffigura san Pietro Martire con una spada conficcata nella testa. Il santo, che in vita fu inquisitore a Milano e a Como, venne ucciso nel 1252 proprio con un colpo di spada sferratogli alla testa. L’inquietante statua ricorda quindi la morte del santo che pare sia stato un inquisitore particolarmente crudele e sorge tra l’altro proprio nella zona dove un tempo venivano eseguite le condanne a morte degli eretici.