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Le app che ci rendono migliori

Le app che ci rendono migliori – L’attivista svedese Greta Thunberg, di soli 16 anni, con il suo discorso davanti a Juncker ci ha posto di fronte a una riflessione che spesso facciamo, ma che subito mettiamo da parte, per paura che si trasformi in un senso di incertezza e instabilità.

Non c’è più tempo, ha detto, i politici finora non hanno dato ascolto agli avvertimenti degli scienziati sulla condizione climatica mondiale. E’ necessario impartire una svolta, cominciare ad usare e condividere equamente le risorse. E se non lo fanno i politici, lo faremo noi giovani.

Molti di noi sono stati colpiti da tanta determinazione, maturità, invito alla presa di coscienza, e si sono chiesti: “È giusto, ma dove cominciare? In cosa posso contribuire?”.

Nel nostro piccolo, abbiamo scoperto che a ben cercare qualche suggerimento valido si può trovare senza sforzo: con le app, per esempio.

Ebbene sì, oltre alle app per giocare, acquistare, vendere, controllare i punti delle nostre immancabili carte aziendali che servono a fidelizzarci, esistono anche app utili, che ci aiutano ad adottare comportamenti ecosostenibili.

E’ recente la notizia dello sbarco in Italia dell’app Too Good To Go, nata in Danimarca nel 2015: lo scopo principale di quest’app e’ limitare gli sprechi di cibo: infatti, scaricandola, sarà possibile acquistare per pochi Euro i prodotti invenduti da bar, ristoranti e supermercati.

Calcolando che ogni anno in Italia sprechiamo 10 milioni di tonnellate di cibo, cercare di trovare metodi economicamente fattibili per evitare un tale scempio non è da sottovalutare.

Il funzionamento è molto semplice: a fine giornata i ristoratori preparano delle Magic Box che contengono piatti e/o prodotti rimasti, e che altrimenti dovrebbero gettare nei rifiuti, e li mettono in vendita a un prezzo che va dai 2 ai 6 Euro. L’acquirente non sa cosa c’ dentro, ma con un costo limitato si aggiudica una cena coi fiocchi.

Le ripercussioni positive sono anche sull’amb: non finendo nei rifiuti, il cibo recuperato in ogni Magic Box evita l’emissione di circa 2 kg di anidride carbonica.

I primi negozi a supportare Too Good To Go saranno i ristoranti biologici EXki e i negozi Carrefour. A Milano, Eataly lancerà un progetto pilota nel punto vendita di Milano Smeraldo.

Altri punti vendita milanesi saranno to.market, Trame’ e il micropanificio artigianale Le Polveri.

Considerato che gli sprechi di cibo hanno un effetto dannoso sull’ambiente, tanto da essere responsabili dell’8% delle emissioni globali di gas serra, essere utenti di quest’app rappresenta un piccolo passo in avanti, tanto più che si prevede che nel 2030 gli sprechi alimentari potrebbero aumentare del 61% rispetto ad oggi.

Ovviamente, la good practice della riduzione degli sprechi alimentari deve partire a monte, già nelle cucine dei ristoranti, i cui gestori non sanno che per ogni euro investito nella suddetta riduzione c’è un ritorno sull’investimento fino a 14 euro.

I clienti dei ristoranti italiani, poi, sono tra i più spreconi al mondo, dato che in molti Paesi anglosassoni c’è l’abitudine di richiedere la cosiddetta doggy bag (gli avanzi del pasto), mentre ben il 41% dei nostri connazionali si vergogna a chiederla.

Chi vuole partecipare attivamente ad azioni contro lo spreco alimentare può trovare informazioni su Foodsharing.de, una piattaforma online nata a Berlino nel 2012 e diventata oggi un movimento internazionale che è presente con 200 mila utenti registrati in Germania, Austria, Svizzera ealtri Paesi europei.

Lo scopo della piattaforma è appunto il miglioramento dei comportamenti in ambito alimentare sia nelle abitazioni private che nel settore terziario.

Gli utenti sono i cosiddetti Foodsharer/Foodsaver che operano gratuitamente e senza utilizzare sponsorizzazioni pubblicitarie, condividendo il cibo in eccesso attraverso l’uso della piattaforma, secondo il modello sharing for the community.

La piattaforma italiana Bring the Food, invece, opera secondo il modello sharing for charity, ovvero il cibo in eccesso viene ridistribuito da operatori, produttori e distributori alle organizzazioni non profit.

Il progetto si è rafforzato grazie alle sinergie con i produttori locali, le Acli e Banco Alimentare insieme alla comunità Don Gallo.

Il cibo recuperato è quello proveniente da mense scolastiche e aziendali che viene raccolto dagli enti caritativi che a loro volta lo mettono a disposizione di persone indigenti.

Inoltre, chi vuole può, tramite smartphone, condividere le proprie eccedenze alimentari con altri utenti iscritti nella stessa zona.

E’ di loro progettazione l’app QuantoSpreco, che serve a monitorare quello che si ha in dispensa, a imparare a fare meglio la spesa e a cucinare con gli avanzi.

Myfoody è un’app che opera nell’ambito della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) consentendo agli utenti di individuare quali sono i prodotti proposti dai supermercati in zona con uno sconto del 50% perché prossimi alla scadenza.

Regusto offre agli utenti le eccedenze di hotel, ristoranti, bar che vengono proposte a un prezzo dinamico: ovvero il cibo avanzato dopo l’ora di pranzo viene messo in offerta in confezioni da asporto a una certa ora del pomeriggio.

L’app funziona più o meno come una piattaforma last minute, ma oltre alle super-offerte ha anche un ricco menu di ristoratori che, in determinati casi, mettono in offerta i loro piatti migliori a un prezzo vantaggioso.

Restando in tema di cibo, l’app VeganMaps da’ indicazioni sui locali vegani in zona per coloro che hanno deciso di contribuire alla difesa dell’ambiente limitando il consumo di carne.

Se si vuole calcolare la quantità di emissioni prodotte in ambito domestico, c’è GreenDrops che, dopo averci fatto inserire i nostri elettrodomestici e i nostri consumi, ci fa sapere quanto impattiamo sull’ambiente tramite una scala di differenti gradazioni di colore di facile lettura.

iRecycle segnala i punti di raccolta per lo smaltimento corretto dei rifiuti di ogni genere.

Infine, se vogliamo sapere quanto è sostenibile un prodotto che vogliamo acquistare, possiamo scannerizzare il codice a barre con le app Goodguide e Biotiful che ci danno tutte le informazioni necessarie.

Ovviamente, molto spesso le app più aggiornate sono in lingua inglese, ma i Translator presenti su qualsiasi smartphone ci possono aiutare in caso di necessità.

Insomma, la molla principale per trovare il nostro modo di contribuire all’ecosostenibilita’ e’ la volontà, ed ecco cosa consigliava il grande scienziato Stephen Hawking in proposito:”Siamo tutti viaggiatori del tempo, incamminati verso il futuro, ma dobbiamo lavorare insieme per rendere quel futuro un posto piacevole da abitare. Siate coraggiosi, curiosi e determinati, anche quando le condizioni giocano a vostro sfavore. Potete farcela.”

Piramide ecologica – Thompsma