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LA SUCCESSIONE TESTAMENTARIA

LA SUCCESSIONE TESTAMENTARIA –

MilanoPlatinum Studio Rutigliano-Trasatti

In collaborazione con lo Studio Legale Rutigliano-Trasatti, un nuovo articolo di approfondimento giuridico: questa settimana ci occupiamo della successione testamentaria.


PRESUPPOSTI DELLA SUCCESSIONE TESTAMENTARIA LEGITTIMA

La successione legittima consente che, alla morte della persona, la continuazione dei suoi rapporti giuridici sia assicurata attraverso il subentro di determinati soggetti indicati dalla legge stessa come successibili. Tali soggetti vengono individuati nel coniuge, nei discendenti legittimi e naturali, negli ascendenti legittimi, nei collaterali, negli altri parenti e nello Stato. Questi soggetti una volta accettata l’eredità, divengono eredi legittimi.

I  presupposti della successione legittima sono fondamentalmente due:

  1. La mancanza in tutto o in parte di un testamento (successione testamentaria)
  2. Il titolo a succedere.

Andiamo ad approfondire meglio i due aspetti.

MANCANZA DELLA SUCCESSIONE TESTAMENTARIA

La mancanza della successione testamentaria va intesa in senso stretto, quale mancanza di una vocazione testamentaria a titolo universale; ne consegue che la successione legittima si apre anche quando è presente un testamento che contenga solo disposizioni particolari (ad esempio legati) e nessun beneficio economico derivi all’erede legittimo. La stessa si apre anche in presenza di testamento dichiarato nullo, annullabile o revocato, oppure di un testamento che non comprenda tutte le sostanze ereditarie (in questo caso la successione legittima concorrerà con quella testamentaria).

La successione legittima si apre, inoltre, quando la successione testamentaria non si può attuare perché non si è verificato l’evento dedotto dal testatore oppure perché il chiamato non ha accettato l’eredità. Dal momento che la successione legittima si può aprire anche in presenza di un testamento, è opportuno farsi consigliare da un professionista al fine di tutelare i propri interessi.

TITOLO A SUCCEDERE

I titoli a succedere, invece, sono il vincolo coniugale, il vincolo di parentela legittima o legittimata, il vincolo di adozione, il vincolo di parentela naturale e il rapporto di cittadinanza.

La qualità di erede legittimo deve provarsi in forma documentale mediante gli atti dello stato civile, mentre l’accettazione anche tacita dell’eredità è titolo necessario e sufficiente per la proposizione di azioni fondate su tale qualità (restando priva di rilievo la mancata produzione della denuncia di successione, che è atto prettamente fiscale).

L’accettazione tacita può desumersi dall’esplicazione di una attività del chiamato incompatibile con la volontà di rinuncia, ovvero con un comportamento tale da presupporre la volontà di accettare l’eredità secondo una valutazione obiettiva del comune modo di agire  di una persona normale. Anche la proposizione di azioni giudiziarie a difesa della proprietà è idonea a dimostrare di aver accettato la qualità di erede.

In caso invece di perdita e/o smarrimento degli atti dello stato civile, la legge stabilisce che la prova dei fatti oggetto di registrazione, può essere data con qualsiasi mezzo ai sensi dell’art. 452 c.c.

Non è titolo invece idoneo a succedere la convivenza more uxorio. La Corte Costituzionale si è espressa in merito non equiparando, ai fini della successione legittima, il convivente more uxorio al coniuge. La ragione addotta è che la situazione del convivente di fatto è nettamente diversa da quella del coniuge, poiché i caratteri di stabilità e certezza e della reciprocità e corrispettività di diritti e doveri nascono solo dal matrimonio.  Su quest’ultimo punto ci sarebbe da disquisire, essendo a volte una convivenza molto più solida e duratura di un vincolo matrimoniale!


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