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Cena a sei mani per celebrare il riso, gala di successo a Morimondo

Cena a sei mani per celebrare il riso, gala di successo a Morimondo – Dalla Cina al Sudamerica, passando per Morimondo: il riso, cereale semplice alla base di tante alimentazioni, viene reinventato ed eletto a elemento portante di una cena di gala.

Nella splendida cornice dell’abbazia cistercense di Morimondo, alle porte di Milano, immersi nel Parco del Ticino, si è svolta una curiosa esperienza gastronomica a sei mani: Cascina Caremma, il Filo di Grano e lo stellato ristorante Joia di Milano hanno unito i loro sapori per creare un menu ad hoc, per esaltare sia il territorio che dare nuova vita a un alimento semplice, rendendo la serata “Il Riso, dono degli Dei” decisamente gustosa.

La curiosa introduzione storica alla cena è stata di Mario Comincini, storico e cultore del territorio: in zona si hanno tracce di coltivazioni già dal 1500, quando due fittavoli vennero denunciati perché coltivavano riso troppo vicino alla città, quando era proibito. Si pensava che portasse malattie e quella malaria che era piaga del tempo. Una digressione che porta a quando nei campi, prima delle mondine, ci fossero i “mondini”, poi surclassati dalle donne che si sostenevano essere più adatte al lavoro curve nei campi.

Da semplice accompagnamento ai piatti, l’alta cucina lo trasforma in arte e ingrediente di alto livello.

Si parte con un tris di antipasti dalle consistenze più svariate: la foglia di riso soffiato con liquirizia e zafferano, il biancomangiare di riso integrale, peperone rosso in agro, creker di riso e sorbetto al cetriolo e un curioso sushi “locale”, con una coloratissima foglia di cavolo viola e un riso cotto in purezza.

A seguire il raviolo di riso planciato ripieno di melanzana e limone, di chiara derivazione orientale e l’immancabile risotto, qui proposto alle sei erbe del parco.

I primi sono creazioni di Cascina Caremma (una realtà storica nel Parco del Ticino, un agriturismo con un’ampia produzione di prodotti a km zero e fattoria didattica) e del nuovo ristorante Il Filo di Grano, proprio dentro l’hotel alle spalle dell’abbazia.

Il secondo invece è proposto dalla cucina del ristorante Joia e dal gusto delicato di Pietro Leeman: un piccolo giardino nel piatto, composto da un tortino di lenticchie rosse, ortiche con cialda croccante di sesamo, formaggio di mandorle, salsa di harissa e nocciole, con un’insalata guarnita di fiori eduli.

Lo chef, che ha vissuto per anni in Oriente, nei suoi racconti esalta il riso come ponte di collegamento tra i popoli “è sostentamento, è vita e diventa simbolo di quei popoli che sostiene: pensiamo alla Cina, dove viene cucinato puro e accompagna ogni pietanza”.

Sicuramente è armonia: tra tre ristoranti che hanno creato un menu così curioso e variato, tra gli attori delle produzioni sostenibili del Parco del Ticino, tra un evento speciale in un contesto decisamente magico.

Foto: Paola Annoni e Gianni Mezzadri