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IL MITO IMMORTALE DELL’ALOE

IL MITO IMMORTALE DELL’ALOE – Si tratta di una vera e propria divinità terrena, le cui straordinarie virtù di salute e bellezza si tramandano ormai da millenni, da Oriente a Occidente. Il mito immortale dell’Aloe è arrivato inalterato al ventunesimo secolo senza subire contraccolpi, anzi ogni anno le vengono attribuite nuove qualità e i campi di applicazione a cui viene destinata sono sempre di più. Ma come si presenta questa pianta straordinaria? All’aspetto le sue piante sfoggiano foglie molto lunghe, carnose, dalla forma lanceolata e con punte aguzze distribuite lungo tutto il bordo. Nell’insieme le foglie si riuniscono in una sorta di cespuglio che, in primavera e in autunno, si impreziosisce in cima con fiori dai colori vivaci, tra il giallo e il rosso. Trattandosi di una pianta grassa, non è difficile immaginare che il suo habitat ideale sia rappresentato da un clima caldo e secco e le aree geografiche dove è più diffusa sono appunto l’America Centrale e Meridionale, i Caraibi, l’Australia, l’Africa, il bacino del Mediterraneo, l’Indonesia e il Sudest asiatico. Non è occorso molto tempo prima che una simile bellezza risaltasse tra le innumerevoli specie botaniche e perché si venisse a tramandare, di generazione in generazione, prima per tradizione orale e poi scritta, il mito dell’Aloe. In effetti, si tratta di una pianta millenaria il cui impiego era persino noto nell’antico Egitto dove aveva fama di “Pianta dell’immortalità” e di cui si ritrovano numerose ricette terapeutiche, ad uso interno ed esterno, nel Papiro di Ebers (1500 a.C. Circa). Le sue proprietà curative, citate anche nella Bibbia, erano molto apprezzate dagli Assiro-Babilonesi in campo digestivo mentre nella medicina ayurvedica è da sempre molto sfruttata in campo dermatologico. Non dimentichiamo che Dioscoride ne ha descritto ampiamente e minuziosamente il suo impiego in numerose malattie, evidenziandone soprattutto le straordinarie proprietà cicatrizzanti ed emostatiche che, secondo la leggenda, contribuirono persino alla guarigione di Alessandro Magno da una brutta ferita di guerra. Tra le prime “vip” a tesserne le lodi per le virtù cosmetiche non poteva mancare la vanitosa Cleopatra, che faceva aggiungere dell’Aloe a tutte le sue creme da massaggio.

LA “VERA” ALOE E LE SUE VIRTÙ

Bisogna comunque fare attenzione perché c’è Aloe e Aloe… Infatti, non ne esiste una sola specie ma, in tutto il mondo, se ne contano oltre 350, di cui però le più conosciute e sfruttate a uso terapeutico sono solamente due: l’Aloe Barbadensis Miller nota anche come Aloe Vera e l’Aloe Arborescens Miller. L’Aloe Vera, in virtù delle sue foglie particolarmente grandi e carnose, viene sfruttata soprattutto in campo estetico e dermatologico, mentre l’Aloe Arborescens ha foglie più piccole e una minore percentuale di succo ma molto più concentrato in principi attivi e pertanto viene privilegiata nelle preparazione di integratori.
Le virtù terapeutiche dell’Aloe sono davvero innumerevoli: potenzia il sistema immunitario ed esplica un’azione antibatterica/antivirale; contribuisce a depurare e disintossicare l’organismo e a riequilibrare le funzioni gastroenteriche (rivelandosi utile sia in caso di stitichezza sia di dissenteria); ha spiccate proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antidolorifiche, energizzanti e rivitalizzanti; stimola la rigenerazione cellulare e l’idratazione dei tessuti.

Occorre procedere con cautela invece in campo oncologico… come troviamo scritto nel sito dell’AIRC:

Ad oggi non esistono studi scientifici che dimostrano un ruolo certo dell’Aloe vera nella prevenzione o nella cura del cancro anche se alcuni dei composti contenuti nella pianta sono attualmente in fase di studio.

Ovviamente, anche l’Aloe, come tutti i prodotti naturali, non è esente da effetti collaterali e, soprattutto a causa degli alcaloidi antrachinonici, può portare a diarrea, crampi e spasmi addominali, nausea e persino vomito. Non va associata a farmaci per il diabete e a farmaci anticoagulanti mentre ne andrebbe moderato l’uso durante il ciclo mestruale. A uso topico, specie se si impiegano per lunghi periodi, i gel e le creme a base di Aloe possono dare, in soggetti predisposti, manifestazioni allergiche e di sensibilizzazione.
Il mito dell’Aloe viene consolidato anche come ingrediente di pregio per i prodotti dermocosmetici e di bellezza. Come era già noto dall’antichità, l’azione cicatrizzante e rigenerante delle cellule epidermiche, le proprietà idratanti e lenitive, antibiotiche e antinfiammatorie, astringenti e depurative fanno dei gel/creme/unguenti a base di Aloe un ottimo rimedio nella cura di dermatiti, eritemi, scottature. Il passo dall’uso esclusivo in dermatologia al settore cosmetico è stato breve e oggi l’Aloe entra in molti prodotti cosmetici per l’acne e la pelle impura, in creme idratanti e rivitalizzanti, in maschere per la couperose e per le macchie scure da eccessiva esposizione al sole, in contorno occhi ad azione liftante e antirughe, in shampoo e prodotti per capelli che donano nuova lucentezza alla capigliatura e in bagnoschiuma per pelli secche e delicate.


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