Il miracoloso inganno del Bramante: il coro di Santa Maria presso San Satiro
Il miracoloso inganno del Bramante: il coro di Santa Maria presso San Satiro – Non lontano da piazza Duomo, all’inizio di via Torino, sorge una chiesa dalle belle forme rinascimentali: è Santa Maria presso San Satiro. Costruita a partire dalla fine del XV secolo per volere di Gian Galeazzo Sforza, la chiesa fu progettata seguendo lo stile rinascimentale importato nel ducato milanese da Donato Bramante. La chiesa, il cui nome deriva dall’antico sacello di San Satiro che è stato inglobato nel nuovo edificio, è nota soprattutto per un vero e proprio capolavoro dell’inganno ottico, ovvero il cosiddetto finto coro realizzato da Bramante.
Dal momento che la mancanza di spazio impediva uno sviluppo monumentale della chiesa, il genio poliedrico del Bramante ha ideato questo capolavoro della pittura prospettica rinascimentale. In mancanza di spazio alle spalle del transetto, il Bramante trovò una brillante soluzione per la realizzazione del coro, ricorrendo a rilievi e modanature in cotto, che furono poi dipinti in modo da dare vita a una fuga prospettica che simulasse una profondità di spazio.

La decorazione del finto coro è caratterizzata da una volta a botte a cassettoni, mentre sullo sfondo vi è una controfacciata con due nicchie sormontate da conchiglie.
Nella lunetta superiore è presente un affresco raffigurante un episodio miracoloso legato all’immagine della “Vergine con Bambino” che si trova all’esterno dell’edificio sacro e che rimanderebbe al 1242: un giovane ubriaco, di nome Massazio, avrebbe sfogato la sua ira per aver perso al gioco sull’affresco, pugnalando l’immagine del’affresco raffigurante lla Vergine, che avrebbe sanguinato.
La brillante soluzione ideata da Bramante anticipò i successivi esempi di trompe-l’œil ed ebbe grande risonanza all’epoca, tanto da ispirare a Borromini la realizzazione della celebre Galleria prospettica di Palazzo Spada a Roma.