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Il lato oscuro di Piazza Vetra

Il lato oscuro di Piazza Vetra – Presente nelle mappe già nel 1579, Piazza Vetra, che oggi fa parte del cosiddetto Parco delle Basiliche, deve il suo nome al Vetra (o Vedra), un canale artificiale di epoca romana che oggi scorre sotto il manto stradale della piazza.

Sull’effettiva origine del nome Vetra dato al canale e poi alla piazza vi sono diverse ipotesi, tra le quali una fa derivare il nome da quello della famiglia nobiliare milanese dei Vetra (o Vetula), mentre secondo un’altra ipotesi deriverebbe dal “castrum vetus”, cioè il nome della più antica delle fortificazioni che difendevano la Milano di epoca romana e che si trovava non lontana dalla basilica di San Lorenzo. Esiste anche una ipotesi che coinvolge l’oggi scomparsa via Vetraschi, dal nome dei conciatori di pelli (detti appunto “vetraschi”, poiché usavano vetri per raschiare le pelli).

La piazza godeva di una triste fama in città, poiché è qui che fino al XIX secolo si sono tenute le esecuzioni di condanne a morte dei popolani colpevoli di delitti comuni (i colpevoli di alto rango venivano invece giustiziati in piazza Mercanti). Nella piazza, all’epoca appena fuori le mura, i condannati venivano condotti al patibolo percorrendo il Ponte della Morte.
Tra i condannati che qui trovarono la morte vi furono anche Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora, che durante la peste del 1630 furono accusati di essere untori e qui giustiziati. Le loro storie sono state raccontate da Alessandro Manzoni nella “Storia della Colonna Infame”.
Proprio nel luogo in cui sorgeva un tempo la forca si trova un monumento di epoca tardo-barocca dedicato a San Lazzaro, nei pressi della basilica di San Lorenzo.

La fama della piazza è legata soprattutto alla caccia alle streghe: qui infatti si sono tenute decine di esecuzioni di condannati a morte per stregoneria, soprattutto donne.
Nel 1326 papa Giovanni XXII aveva emanato la bolla “Super illius specula”, la quale per la prima volta equiparava magia e stregoneria all’eresia. La bolla dava così inizio alla caccia alle streghe, autorizzando l’Inquisizione a perseguire pratiche magiche, riti e credenze legati all’occulto.
In Piazza Vetra sono state arse vive molte donne con l’accusa di essere streghe, e le ultime esecuzioni si sono tenute nel 1641, quando due donne, Anna Maria Pamolea e Margherita Martignona, furono condannate con l’accusa di stregoneria.
Secondo le credenze, in Piazza Vetra e nel vicino Parco delle Basiliche sarebbe ancora presente lo spirito di una di queste sfortunate donne, ingiustamente condannate.

Veduta della piazza della Vetra a Milano, di Giuseppe Elena. Gallerie di Piazza Scala. – crediti: Fondazione Cariplo, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.