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Il Duomo di Milano e il Diavolo

Il Duomo di Milano e il Diavolo – Il 12 gennaio 1387 ha ufficialmente inizio la costruzione del Duomo di Milano, la nuova cattedrale che sarebbe sorta al posto delle antiche basiliche di Santa Maria Maggiore e di Santa Tecla (i cui resti sono ancora visibili nell’area archeologica).
Il progetto per la nuova cattedrale divenne ancora più ambizioso con l’intervento di Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano (e Duca dal 1395), che decise di utilizzare, al posto del classico mattone lombardo, il più pregiato marmo di Candoglia. Gian Galeazzo Visconti desiderava dare a Milano un edificio grandioso, che aumentasse il prestigio della sua signoria, e anche per questo scelse forme architettoniche tardo gotiche. Il Visconti aveva infatti grandi ambizioni politiche per il suo Stato, che nei suoi piani sarebbe dovuto diventare il fulcro di una vera e propria monarchia nazionale, sul modello di Francia e Inghilterra.

Il prestigio e l’ambizione politica non sarebbero state, tuttavia, le uniche forze a spingere Gian Galeazzo Visconti a far realizzare una così grandiosa cattedrale per Milano.
Secondo una leggenda, infatti, sarebbe intervenuto addirittura il diavolo!
Era una fredda notte invernale quando all’improvviso Gian Galeazzo Visconti venne svegliato da uno strano rumore di zoccoli e da un forte odore di zolfo, ad annunciare l’arrivo di Satana in persona. Il diavolo fa una bizzarra, se non assurda, richiesta al signore di Milano: pretende che venga costruita una cattedrale ricca di immagini demoniache, altrimenti si porterà l’anima di Gian Galeazzo all’inferno.
Il Signore di Milano non ebbe quindi altra scelta se non di accogliere la richiesta di Satana, e sarebbe per questo motivo che all’esterno del Duomo, tra le oltre 3400 statue, vi sono 96 gargoyle o doccioni (la parte terminale dello scarico delle grondaie, che servono a fare uscire l’acqua piovana dai tetti senza rovinare le pareti), con le effigi di demoni e creature mostruose.
All’esterno della cattedrale vi è un tripudio di figure animalesche e mostruose, tutte diverse tra loro, che testimoniano la fantasia degli scalpellini che li hanno realizzati.
Più che all’intervento del diavolo queste figure spaventose rimandano ai bestiari medievali e alla tradizione che vedeva in queste rappresentazioni mostruose un modo per tenere lontano il male e gli spiriti cattivi, oltre a spaventare i fedeli e metterli in guardia dai pericoli del peccato.