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IL CERVELLO SI TINGE DI VERDE

IL CERVELLO SI TINGE DI VERDE – Il futuro dell’umanità è sempre più vincolato a quello della natura che, per quanto sfregiata e abusata, continua a dominare e a dettare legge, sfidando interessi economici e politici. In parallelo, la scienza non smette di attingere al prezioso patrimonio di biodiversità, dal mondo animale e (soprattutto) dal mondo vegetale, traendo strumenti straordinari per combattere malattie e sviluppando nuove armi terapeutiche. Tra gli aspetti più interessanti della ricerca medico-clinica, scopriamo che il cervello si tinge di verde, arrivando a beneficiare di molteplici rimedi fitoterapici, alcuni già noti e altri di più recente scoperta.

FITOTERAPICI CONTRO L’ALZHEIMER…

Persino una patologia tanto devastante e sconvolgente come l’Alzheimer, da molti definita come “la morte in vita”, sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) ridimensionabile attraverso l’impiego di una pianta di origini orientali, nota da secoli in medicina ayurvedica – con il nome di Brahmi – utile per riattivare la memoria e la scarsa concentrazione. Stiamo parlando della Bacopa Monnieri, di cui vari studi stanno mettendo in luce la sua spiccata efficacia sul cervello, arrivando a fornire segnali incoraggianti nel trattamento di svariati disturbi mentali, tra cui anche i deficit di attenzione nel bambino e persino l’Alzheimer. Ricordare e addirittura riconoscere cose, luoghi e persone (che per i malati di Alzheimer diventa giorno dopo giorno più difficile, visto che si parla infatti di disturbi quali amnesia e agnosia) risultano essere tra i processi mentali rafforzati nella pratica clinica, attraverso un uso continuativo e mirato di tale fitoterapico.
Non solo l’Oriente elargisce preziosi doni, ma anche la nostra macchia mediterranea è ricca di sorprendenti rimedi, come la salvia. Grazie ai suoi oli essenziali, di cui è ricchissima, la salvia stimola cervello e memoria al punto da poter sostenere l’indebolimento cerebrale nei soggetti affetti da demenza senile e Alzheimer. Alcuni ricercatori delle Università di Newcastle e di Northumbria hanno in particolare scoperto che i suoi estratti fanno aumentare alcune specifiche sostanze chimiche, che nel cervello presiedono e promuovono la comunicazione tra le singole cellule. Una notizia che porta nuovo ottimismo e che è stata persino pubblicata sul Journal of Pharmacology Biochemistry and Behavior.

… MA ANCHE CONTRO CANCRO E DEPRESSIONE

Dalla salvia al rosmarino il passo è breve, trattandosi di due erbe aromatiche che spesso in cucina vanno a braccetto… Alcune recenti ricerche hanno tuttavia acceso i riflettori sulle sue proprietà neurofarmacologiche e, più nello specifico, su alcuni suoi componenti aventi azione neurotrofica: il rosmanolo, la cirsimaritinina e la salvigenina. I dati scientifici mostrano che a tali sostanze si associa una spiccata azione antidepressiva e ansiolitica, comparabile a quella esercita da farmaci veri e propri.
Un’altra pianta mediterranea, forse meno nota ma certo di non minor valore, è la Ruta Graveolens, che sarebbe addirittura tanto intelligente da arrivare a distinguere tra cellule sane e tumorali, attaccando solo queste ultime. Parliamo di uno studio pubblicato su PLoS ONE (una rivista internazionale pubblicata da un’organizzazione no-profit di scienziati e medici) e condotto dai ricercatori della Seconda università degli Studi di Napoli. Gli esperimenti di laboratorio hanno mostrato che l’estratto acquoso ricavato da tale pianta riesce in particolare a identificare e a uccidere le cellule affette da glioblastoma multiforme, un tipo di tumore al cervello piuttosto aggressivo. Le sue indicazioni terapeutiche potrebbero comunque andare ben oltre il cervello, trovando impiego anche nella cura di malattie polmonari o dell’angina faringea, in affiancamento alle terapie classiche già in uso.