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I figli della frettolosa, la questione della diversità in scena al Teatro Elfo Puccini

I figli della frettolosa, la questione della diversità in scena al Teatro Elfo Puccini – Da questa sera e fino al 3 novembre al Teatro Elfo Puccini va in scena, in prima nazionale, “I figli della frettolosa”, il nuovo spettacolo di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari che affronta la questione della diversità, in particolare della cecità e del senso che ha oggi il “vedere” nel nostro mondo bombardato da immagini e suoni che sovrastano i sensi forti, ovvero la vista e l’udito.
Il punto di partenza di queste riflessioni è quello di un cieco, di chi guarda ma non vede, di chi sente la realtà, di chi percepisce differentemente. È un punto di vista reale, in quanto limite fisico, e anche metaforico, in quanto condizione esistenziale.
Un’immagine e un’idea ha preso corpo in questi anni nella fantasia dei due artisti: un coro composto da persone non vedenti, con i bastoni bianchi e gli occhiali scuri, che diviene rappresentazione della nostra società, allegoria di un popolo cieco, smarrito, che vive in una condizione permanente di instabilità, di assenza di prospettive. Il progetto coinvolge infatti un gruppo di persone non vedenti ed ipovedenti che, a partire da spunti autobiografici, porta in scena insieme agli attori della compagnia un affresco del contemporaneo attraverso il quale raccontarsi e nel quale riconoscersi.

 


LOCANDINA I figli della frettolosa

  • testo e regia Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
  • luci Matteo Crespi
  • con Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari, Ludovico d’Agostino, e per le repliche milanesi Giusy Canalella, Angela Casaro, Alessio Gigante, Alessandra Martinelli, Flavia Neri, Gianmarco Panza, Silvia Zaru
  • assistente alla regia Matteo Ghidella
  • produzione Teatro dell’Elfo, Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse e Sardegna Teatro in collaborazione con Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Milano e di Cagliari