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Hic et Nunc, la cantina innamorata del Basso Monferrato

Hic et Nunc, qui ed ora. Un nome che subito racconta la precisa urgenza di essere in un luogo specifico. Quello del Basso Monferrato, dove Massimo Rosolen ha scelto di dare casa al suo progetto imprenditoriale nel mondo del vino. Una cantina con struttura ricettiva che ha le radici ben impiantate nel territorio, protagonista e ispiratore del progetto.

 

Il territorio

Siamo a Vignale Monferrato, a metà strada tra e Asti, Alessandria e Casale, sul confine tra Alessandrino e Astigiano, centro geografico del Basso Monferrato. È il luogo d’elezione di barbera e grignolino, vitigni icona di queste colline. Un territorio così ricco in termini di biodiversità, da essere riconosciuto, nel 2014, come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, all’interno della core-zone Monferrato degli Infernot.

A questa stessa latitudine, quella del 45° parallelo, appartengono aree viticole tra le più famose al mondo come Bordeaux, la Borgogna, la Napa Valley, l’Oltrepò Pavese e le aree vitate del Caucaso, le più antiche della storia. Non è una coincidenza, bensì quella particolare condizione climatica che si sviluppa a metà strada tra Polo ed Equatore, in un equilibrio naturale davvero speciale.

Siamo al centro di una fascia temperata, equidistante dal mare e dalla catena alpina, che protegge Vignale dalle perturbazioni di nord-est. La scarsa piovosità spinge le vigne a cercare nutrimento in profondità e la buona alternanza dei livelli termici tra il giorno e la notte, specie in tempo di vendemmia, garantisce vini dai profumi intesi ed eleganti.

Non solo: il suolo di origine marina ha matrice argilloso-calcarea, che conferisce finezza e, grazie alla presenza di calcare, una spiccata sapidità ai vini che nascono da queste uve.

 

Il progetto imprenditoriale

Massimo Rosolen

Il lavoro di Rosolen in questo territorio inizia nel 2012, quando acquista 100 ettari di terreni e inizia un lento lavoro di recupero. Prima quello di Ca’ Milano, la casa colonica, che viene restaurata per dare vita alla struttura ricettiva “Ca’ dell’ebbro”. Poi i vigneti: risanati, riorganizzati e, dove necessario, reimpiantati. Di questi 100 ettari, oggi il 79% sono seminativi, boschi, pioppeti e il 21% vigneti. Numeri che confermano il profondo rispetto di Hic et Nunc per il paesaggio, che si traduce in una difesa attiva dei suoli e dell’ecosistema.

Le prime bottiglie arrivano 4 anni dopo, nel 2016: le prime annate di varietà di Barbera del Monferrato, Piemonte Cortese e due spumanti Brut ottenuti da vitigni autoctoni (barbera e grignolino). L’obiettivo è abbandonare la viticoltura di quantità a favore dell’eccellenza, vinificando in proprio i vini classici del Monferrato. È solo l’inizio, perché la ricerca di Hic et Nunc continua nella direzione della valorizzazione dei vitigni locali: Barbera del Monferrato, Cortese, Dolcetto e Nebbiolo del Monferrato e, soprattutto, Grignolino, che a Vignale trova il suo luogo d’elezione. Fino ad arrivare alla riscoperta e valorizzazione del Baratuciat.

 

La cantina e i vini

Rispetto del paesaggio e soluzioni tecnologiche all’avanguardia possono convivere. La progettazione della cantina Hic et Nunc parte proprio da questi presupposti, dove la centralità del paesaggio riesce a convivere con un progetto visionario avanguardistico. Un “occhio” nella collina, una sala degustazione di vetro e acciaio a due aperture dall’interno all’esterno, dal fuori al dentro, dal lavoro tra i filari al segreto delle botti.

La struttura, che si sviluppa su tre piani, è operativa ed aperta al pubblico dal 2020.Il primo, esterno, è la grande terrazza sui vigneti, dedicata all’accoglienza e agli eventi.Il secondo piano è immersivo: acciaio e vetro aprono la vista all’altezza dei filari e, nel contempo, sono un occhio verso l’interno della cantina, dove si scorgono le vasche in acciaio e la bottaia, rivestita in legno, con assi recuperate dal Grand Hotel di San Pellegrino Terme (BG). È qui che sono ubicate le sale di degustazione e la cucina, per un’esperienza che coinvolge occhi e palato. Il terzo piano infine, completamente interrato, è dedicato alle lavorazioni di cantina, con le vasche di fermentazione e le botti di affinamento.

Solo uve autoctone e una predilezione per i vini monovarietali. Hic et Nunc conferma il suo profondo legame con il territorio, fatto di esaltazione delle sue specificità, di valorizzazione e di rispetto. Ecco quindi che protagonista è il terroir del Basso Monferrato con i suoi vini classici: il Grignolino, la Barbera del Monferrato, il Cortese, il Nebbiolo, il Baratuciat.