ARTE

Gli NFT: arte del futuro?

Gli NFT: arte del futuro? – Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di NFT (Non-Fungible-Token), ovvero di certificati di autenticità digitale.

All’apparenza si tratta semplicemente di contenuti digitali replicabili, e quindi di scarso valore; in realtà, sono contenuti che acquistano unicità grazie a una certificazione che avviene tramite blockchain, tecnologia ai più nota perchè utilizzata per le criptovalute, nel caso degli NFT utilizzata per certificare e commerciare opere d’arte e video la cui proprietà digitale diventa unicamente dell’acquirente.

Nel mondo dell’arte, la notizia che ha fatto scalpore e che ha segnato sicuramente l’inizio di un nuovo trend è la vendita all’asta realizzata dalla casa d’aste Christie’s, di un’opera che esiste solo in formato digitale JPEG: Everydays. The first 5,000 Days, un collage di 21.069 x 21.069 pixel delle prime cinquemila opere giornaliere di Mike Winkelmann, noto come Beeple, venduta come NFT per 69,3 milioni di dollari.

Nonostante sia l’artista del momento, Beeple afferma di non avere competenze o studi artistici alle spalle, e per questo motivo secondo alcuni critici la sua produzione è destinata ad essere dimenticata presto.

Nonostante ciò, e nonostante gli stessi NFT siano da alcuni considerati una bolla speculativa, il risultato ottenuto con la vcndita da Christie’s è pareggiabile, tra gli artisti viventi contemporanei, solo a quelli raggiunti da Jeff KoonsDavid Hockney.

Il fenomeno degli NFT è arrivato ad interessare anche le gallerie d’arte tradizionali: il 25 marzo la Superchief Gallery di New York ha aperto il primo spazio fisico di esposizione di NFT nel mondo. 

Fino al 25 maggio la galleria ospiterà le opere di 300 artisti e le relative vendite di NFT.

Le opere sono visibili su schermi giganteschi ad alta definizione che possono poi essere acquistati da un eventuale collezionista.

La prima mostra di NFT si intitola Season One Starter Pack, dura due mesi, durante i quali ogni giorno vengono esposte le opere di cinque artisti diversi, con il risultato che la galleria cambierà aspetto quotidianamente.

Il direttore e fondatore di Superchief, Edward Zipco, ha deciso di ospitare subito ben 300 artisti digitali perchè ritiene che un nuovo movimento possa avere successo se sono molte le voci e le visioni messe a disposizione del pubblico.

Zipco vuole dimostrare che l’arte digitale è vera arte e che quindi gli artisti digitali hanno diritto alle loro royalties.

La vendita all’asta delle opere avviene con due modalità: la prima è un’asta di un pezzo unico di ciascun artista, mentre la seconda consente a tutti di acquistare copie delle opere.

I pagamenti sono preferibilmente in criptovalute, ma sono accettate anche le carte di credito.

Partner della galleria Superchief è Blachdove, specialista di tele digitali, ovvero schermi ad altissima risoluzione che arrivano a misurare fino a 90 pollici.

La galleria collabora anche con Cloverly – una piattaforma che ha come obiettivo la compensazione delle emissioni di carbonio.

Gli NFT, infatti, hanno un impatto ambientale notevole, e Superchief si è posta come obiettivo non solo di neutralizzare le emissioni di carbonio, ma di contribuire anche ad iniziative specifiche, come la riforestazione dell’Amazzonia.

Non è la prima volta che la Superchief espone arte digitale, ma prima, come spiega il direttore, era difficile monetizzarla.

Zipco ha già previsto una seconda mostra autunnale che si intitolerà Season 2 Starter Pack, ed è in trattative con Beeple, che si è già dimostrato interessato a collaborare.

E’ di questi giorni la notizia che Edward Snowden, noto per il caso Datagate, abbia venduto la sua prima opera digitale per 5,4 milioni di dollari.

L’opera, dal titolo Stay Free, lo ritrae con la sentenza che condanna la National Security Agency americana per il caso Datagate, in quanto, come risultava da documenti riservati diffusi da Snowden, aveva svolto attività di sorveglianza di massa nei confronti di cittadini statunitensi e stranieri tra il 2001 e il 2011.

Il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza alla Freedom of the Press Foundation (Fondazione Libertà di Stampa), di cui Snowden è presidente. Rivolgendosi ai partecipanti all’asta, Snowden ha detto: “Vi ringrazio per aver contribuito a creare un mondo migliore. Rimanete liberi.”