CULTURA

Gli effetti psicologici del vino

Gli effetti psicologici del vino – Tempo di vacanze, tempo di  letture originali: con questo articolo, proponiamo una lettura probabilmente inusuale ma forse, proprio per questo, da riscoprire… Si tratta di un brevissimo saggio, Gli effetti psicologici del vino, un autentico esempio di scrittura originale, capace di sorprendere anche un lettore onnivoro, avvezzo ad assaporare pagine fatte di ingredienti spesso molto differenti. Già perché da una penna rigorosa, formata tra l’altro da una lunga esperienza militare, come quella di Edmondo De Amicis, mai ci si potrebbe attendere una dissertazione su quanto di più piacevolmente esaltante possa esistere, il vino appunto (e gli astemi non se ne abbiano a male…). Dimentichiamoci per un attimo del tanto osannato, quanto famigerato, Libro Cuore e ricordiamoci che stiamo parlando in primis di un giornalista prolifico, estremamente attento e critico verso lo società contemporanea, curioso e arguto per le tante sfumature da questa assunte. Lo scritto si inserisce all’interno di un ciclo di conferenze tenute a Torino, nell’anno 1880, da illustri esperti dell’epoca sul carattere storico, chimico e botanico dell’elisir di Bacco. Le parole di De Amicis chiudono il cerchio tracciandone un profilo più emozionale e giocoso. A quel punto non gli restava, come dice lo stesso autore, che spiegare gli effetti del vino su intelligenza, sentimenti e immaginazione. Passando attraverso i fumi dell’alcol ogni individuo si trova faccia a faccia con il proprio alter-ego, una sorta di sconosciuto che prende il sopravvento quando siamo travolti dall’ebrezza dei sensi ma, ci tiene a precisare lo scrittore, «quella alterazione crescente di sentimenti e d’idee, quella successione continua di stati diversi della coscienza, per cui si arriva dalla serenità tranquilla che segue i primi sorsi all’esaltazione ardente e tumultuosa degli ultimi brindisi, è per se stessa un avvenimento psicologico così strano e così fecondo per lo studio della natura umana, che non sarà mai meditato abbastanza né dal filosofo né dall’artista». Le parole di De Amicis si snodano con leggerezza dando voce alla “farfalla dell’ebbrezza”, tracciando un immagine vivida ed euforica e dando l’impressione di chiudere benevolmente un occhio per questo «piccolo sfogo – moderato – di giovialità e spensieratezza, in mezzo agli amici». Un saggio godibilissimo che delinea i tanti volti che possono assumere i bevitori, mettendo in scena quasi delle maschere del teatro popolare, perfettamente caratterizzate nei loro vizi, virtù e debolezze. Passo dopo passo, la discussione acquista vigore, quasi si infiamma e allora, come un abile giocoliere delle parole, l’autore riprende il controllo e incanala il lettore verso un maggiore equilibrio, dando qualche velato suggerimento senza mai ergersi a giudice o censore dei costumi. L’importante è mantenersi comunque nei limiti della sana giovialità, “eccitati ma composti”, senza farsi mai trascinare nella spirale della stupidità e dell’ozio.  Anche perché lui stesso sembra assaporarne di tanto in tanto i benefici effetti visto che «il vino è stato chiamato il cavallo del poeta. E non si può negare, certamente, che in groppa a questo cavallo, il poeta, se non va sano, va lontano».

ᴥ Il libro appartiene alle pubblicazioni di Lesteia srl ed è scaricabile dal sito http://dreamboox1.mybigcommerce.com

Buona lettura!