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Frida Kahlo e il suo Messico in mostra al MUDEC

Frida Kahlo e il suo Messico in mostra al MUDEC – Frutto di sei anni di studi e ricerche, da oggi apre al pubblico l’attesissima mostra-evento “Frida Kahlo. Oltre il mito”, che il MUDEC-Museo delle Culture di Milano dedica a una delle artiste più originali e straordinarie della storia dell’arte. La mostra sarà visitabile fino al 3 giugno.
L’esposizione, un vero e proprio evento dedicato alla celebre artista messicana, divenuta una vera e propria icona pop, si propone di delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche troppo comode, e con la registrazione di inediti e sorprendenti materiali d’archivio. La mostra riunirà in un’unica sede espositiva per la prima volta in Italia tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, e con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che presteranno alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese (tra i quali, il Phoenix Art Museum, il Madison Museum of Contemporary Art e la Buffalo Albright-Knox Art Gallery).
In anteprima mondiale, inoltre, viene esposto il dipinto “Niña con collar”, dipinto del 1929 che ritrae la figlia di uno degli assistenti di Frida.
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, e curata da Diego Sileo, la mostra è organizzata in collaborazione con l’Instituto Nacional de Bellas Artes (INBA) del Governo della Repubblica del Messico, ed espone oltre cento opere tra dipinti, disegni e fotografie.

La mostra, come detto, intende andare oltre la visione semplicistica della relazione tra la vita e l’opera di Frida Kahlo, andando quindi oltre il mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni, per giungere infine a un’analisi seria e approfondita della sua poetica.
La mostra vuole svelare i molti segreti che sono ancora nascosti nella figura della grande artista messicana, grazie in particolare a fonti e documenti inediti, svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul e da altri importanti archivi qui presenti per la prima volta con materiali sorprendenti e rivoluzionari (archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias).
le accurate ricerche realizzate dal curatore della mostra, Diego Sileo, hanno permesso di far emergere alcune tematiche principali (l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza), che sono inoltre riflessi nell’allestimento della mostra, sviluppato in quattro sezioni: Donna, Terra, Politica e Dolore.

“Dipingo autoritratti perché sono la persona che conosco meglio”: così affermava Frida Kahlo, che attraverso i suoi numerosi autoritratti, che fanno parte della sezione “Donna”, intende fare del proprio corpo un manifesto, esponendo la propria femminilità in maniera diretta, esplicita e, a volte, violenta, rivoluzionando irrevocabilmente il ruolo femminile nella storia dell’arte. I suoi autoritratti, così come i ritratti da lei eseguiti, diventano il segno poetico trasposto dall’artista in strategie estetiche che mirano a sottolineare la fragilità, la sofferenza e la potenza emotività del genere umano.
La sezione “Terra” si focalizza sulla poetica di Frida legata alla Terra, con cui l’artista si è sempre identificata, sviluppando nella sua opera un interesse nuovo per gli elementi della Natura, e stabilendo, per il tramite di questi ultimi, una serie di relazioni, contraddistinte dall’interazione simbolica e simbiotica tra la somatica ed il paesaggio naturale. 
L’opera di Frida Kahlo è caratterizzata da una natura irriducibilmente politica, dove le immagini sono il veicolo della resistenza sociale e dell’opposizione, senza, tuttavia, mai ricorrere alla mera retorica dell’ideologia. Le tensioni politici sono tradotte dall’artista in un linguaggio visivo, spesso simbolico, che allude il più delle volte a un senso di irresolutezza. Il corpo di Frida Kahlo è usato come manifesto della protesta e dell’opposizione, conteso tra giustizia ed ingiustizia, bene e male, forza e fragilità, libertà individuale e controllo sociale.
Infine, l’arte di Frida è inevitabilmente legata a un’iconografia del dolore, con una qualità pittorica potente ed espressiva che danno vita a immagini torturanti, potenti, disturbanti, che mettono l’osservatore di fronte ai suoi stessi timori. La sua opera emana una sensazione di distruzione, che oscilla tra bellezza minimale e macabro, tra sacro e perverso, tra morte e vita.

La mostra “Frida Kahlo. Oltre il mito” è integrata da un altro percorso espositivo, “Il sogno degli antenati. L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo”, che intende evidenziare i rapporti tra l’archeologia del Messico e l’immaginario di Frida Kahlo. 
Nata da un progetto di ricerca sulle collezioni permanenti di area mesoamericana del MUDEC-Museo delle Culture di Milano e curata da Davide Domenici e Carolina Orsini, la mostra si snoda sulle due lunghe vetrine ricurve che si affacciano sulla nuvola centrale del museo, in un dialogo ideale con la mostra “Frida Kahlo. Oltre il mito”. Si tratta di un articolato racconto fatto di oggetti archeologici ed etnografici messicani della collezione permanente del MUDEC, foto storiche e immagini di opere di Frida Kahlo, che mostra come il mondo indigeno e il passato precolombiano abbiano costituito elementi fondanti della pratica artistica dell’artista messicana.