DESIGNLIFESTYLE

FABBRICHE E NUOVI QUARTIERI: IL PROGETTO EX AREA FALCK

FABBRICHE E NUOVI QUARTIERI: IL PROGETTO EX AREA FALCK – Quando agli inizi del secolo scorso Giorgio Enrico Falck diede vita alla Società Anonima Acciaierie e Ferrerie Lombarde, iniziò per Sesto San Giovanni un processo di trasformazione urbanistica che ha visto proprio nella presenza della fabbrica e nel tessuto sociale che da questa nacque, il proprio carattere distintivo. Nacque così l’Area Falck A distanza di quasi novant’anni, nel 1995 la Falck (come fu poi ribattezzata) ha dismesso i propri impianti, lasciando così un vasto territorio da reinventarsi. Compito, questo, tutt’altro che semplice: non solo la fabbrica era stata il perno della vita collettiva, e quindi un luogo di forte identificazione, ma lo stesso paesaggio urbano era condizionato dalla presenza degli stabilimenti e da ciò che ruotava intorno a essi.

Dopo una prima fase di recupero iniziale, nel 2005 il Gruppo Zunino ha acquistato l’area chiedendo un progetto di riqualificazione all’architetto italiano più conosciuto al mondo: Renzo Piano. Il progetto ideato rivede il territorio come una struttura aperta, che mette in comunicazione quelle parti di città fino a oggi separate dalla ferrovia e dalle ex aree industriali (oltre a Falck, anche Marelli e Breda). La riqualificazione prevede il bilanciamento su due assi principali: uno che segue la direzione Nord-Sud, una sorta di lunga “rambla alberata”, con forte presenza pedonale a vocazione prevalentemente residenziale e commerciale; l’altro sulla direttiva Est-Ovest, che dall’attuale stazione di Sesto F.S. (che sarà riprogettata) unisce trasversalmente le tre parti di città oggi separate, destinato prevalentemente a funzioni pubbliche di eccellenza e terziario direzionale.

Per rispondere alla necessità di far dialogare tra loro i diversi poli del territorio, un elemento di forte connessione è costituto dal verde: con una superficie di circa 700mila metri quadri, il parco si configura come elemento centrale del progetto, penetrando nel tessuto urbano esistente attraverso un sistema di assi vegetali, e riservando a destinazione residenziale gli assi principali, sui quali si sviluppano le Case Alte. Gli edifici fluttueranno a 12 metri di altezza al di sopra del tappeto vegetale, aprendosi così con una vista verso il parco, corredati da giardini pensili che ne concludono la sommità. Grande rilevanza è riservata anche al trasporto: oltre alle connessioni già esistenti con la città, è previsto un sistema di trasporto intermedio che collegherà trasversalmente il polo a Milano, una rete di tapis roulant coperti da pensiline in vetro a uso pedonale, piste ciclabili e nove linee urbane servite da veicoli a trazione elettrica e/o idrogeno. Si chiameranno Elfo, e grazie alle dimensioni contenute si muoveranno agevolmente nel tessuto esistente. Istituti universitari, laboratori di ricerca e vivai d’impresa, trasformeranno l’ex area Falck in una vera e propria “fabbrica delle idee”, senza dimenticare le origini: i maggiori insediamenti industriali, infatti, saranno mantenuti per conservare la memoria di un luogo protagonista della storia industriale e sociale d’Italia, inaugurando un vero e proprio parco archeologico industriale.