EVENTI

Expo Seattle 1909: l’incubatrice come attrazione

Expo Seattle 1909: l’incubatrice come attrazione – Seattle ha tanti nomi, che ne identificano le varie anime: è The Rainy City (la città piovosa), The Gateway to Alaska (la porta per l’Alaska), ma è nota anche come Emerald City, la città smeraldo, per il tantissimo verde presente nella città e nei dintorni.
Seattle, oggi nota soprattutto come capitale della tecnologia, nel 1909 la città ospita la Alaska-Yukon-Pacific Exposition, una esposizione internazionale che aveva come obiettivo principale quello di pubblicizzare lo sviluppo del Nord-ovest Pacifico, la regione nota anche come Cascadia delimitata dall’Oceano Pacifico a ovest e (approssimativamente) dalla Catena delle Cascate a est.
L’evento si svolge dal 1 giugno al 16 ottobre sul sito che oggi ospita l’Università di Washington, e tra le varie attrazioni vi erano anche alcune esposizioni di carattere “educativo”, come il Baby Incubator Exhibit, che fece conoscere al pubblico un sistema meccanico di ambiente controllato, pensato per neonati prematuri.

L’aspetto più insolito, se non addirittura bizzarro (almeno per la sensibilità moderna) è il fatto che all’epoca le incubatrici erano un elemento presente in numerose fiere o luna park. Erano in pratica un’attrazione alla stessa stregua di giostre, montagne russe e altri spettacoli.
Ancora più bizzarro, all’interno delle incubatrici esposte vi erano anche neonati veri, come recitava l’insegna posta sull’edificio che ospitava l’esposizione: “Baby Incubators with Living Infants”.
A quanto pare il fatto, che oggi scatenerebbe infuocate (e sacrosante) proteste, all’epoca non destava il minimo scalpore. Prova ne è il fatto che la presenza di incubatrici era un elemento caratteristico di tali esposizioni fin dal 1896, in occasione dell’esposizione di Berlino. Anche a Coney Island, a New York, era presente un’esposizione di incubatrici.

Le incubatrici solitamente esposte nelle fiere, e anche nell’Expo di Seattle del 1909, erano in particolare quelle messe a punto dal medico francese Alexandre Lion.
E proprio la Francia è la patria dell’incubatrice, inventata intorno al 1880 dal dottor Stéphane Tarnier. Il medico ebbe l’idea dopo aver visitato lo zoo di Parigi, dove era presente una sezione con incubatrici utilizzate per il pollame (che faceva parte dell’esposizione dello zoo). Tarnier pensò quindi di applicare il concetto a una macchina che fosse in grado di riscaldare i neonati, sfruttando il sistema del termosifone. Il suo modello di incubatrice (o “coveuse”) utilizzava acqua riscaldata da una lampada ad alcool in una caldaia esterna; l’acqua veniva quindi fatta circolare tramite un serbatoio all’interno della macchina. Tarnier utilizzò poi la sua macchina all’interno di uno dei più grandi ospedali parigini dell’epoca, la Maternité. L’incubatrice ebbe un impatto notevole, e fu possibile dimezzare le morti dei neonati prematuri.
La macchina di Tarnier, tuttavia, aveva un problema: la mancanza di ricambio dell’aria all’interno del dispositivo, che era ritenuto possibile causa di trasmissione di infezioni.
L’incubatrice di Alexandre Lion ovviava al problema, in quanto presentava un sofisticato sistema di ventilazione che permetteva di acquisire l’aria dall’esterno.
La sua invenzione tuttavia non fu particolarmente apprezzata in Francia, e forse per far conoscere meglio la sua incubatrice Lion scelse di farne un’attrazione fieristica.

Tornando a Seattle, bisogna aggiungere che dalle fotografie dell’epoca, che raffigurano infanti particolarmente robusti e che non sembrano necessitare di cure addizionali, si evince che molto probabilmente erano usate soprattutto per profitto.
Annesso all’edificio vi era addirittura il “Baby Incubator Café”, elemento non presente invece in altri eventi simili. Tuttavia, la ricerca all’interno dei vari archivi dell’epoca non hanno permesso di trovare informazioni aggiuntive circa il locale, e soprattutto sulle sue caratteristiche e funzioni vere e proprie: alcuni storici, infatti, mettono in dubbio che si trattasse di un locale adibito al ristoro dei visitatori, e che fosse piuttosto un locale che permetteva di osservare come i neonati venissero nutriti, tramite biberon.