EXPOEXPO STORIA

EXPO 1962 SEATTLE

EXPO 1962 SEATTLE – Nel 1955 a Seattle nacque l’ambizioso progetto di organizzare, per il 1959, una esposizione universale, che celebrasse i 50 anni dell’Alaska-Yukon-Pacific Exposition, evento tenutosi nel 1909 nella città. Il progetto, tuttavia, si sarebbe rivelato troppo ambizioso per una data così ravvicinata, e quindi l’evento venne rimandato al 1962.
L’esposizione universale di Seattle si tenne dal 21 aprile al 21 ottobre.
Il nome ufficiale dell’expo era Century 21 Exposition, e richiamava il tema scelto per l’evento, “L’uomo nell’era dello spazio”, particolarmente sentito in quella che era l’epoca della corsa allo spazio. Il tema, inoltre, si concentrava sui contributi dati da scienza e ricerca all’American Way of Life, lo stile di vita americano, mostrando l’ottimismo dell’epoca verso la tecnologia.
Per ospitare l’esposizione furono presi in considerazione diversi siti, ma alla fine gli organizzatori optarono per il quartiere di Queen Anne Hill, che al termine dell’evento sarebbe divenuto il Seattle Center, un’ampia area verde che ospita ancora oggi molte delle strutture e degli edifici realizzati nel 1962, dedicato alle arti, alla cultura e allo sport.
L’area era caratterizzata dallo Space Needle, una torre alta 184 metri che è divenuta il principale simbolo della città. Alla sua sommità era presente un ristorante girevole a 360°, dal quale ancora oggi è possibile godere di una vista mozzafiato sulla città.
L’area espositiva era suddivisa in cinque zone tematiche: World of Science, World of Tomorrow, World of Art, World of Commerce and Industry e World of Entertainment.
Uno degli edifici più importanti e significativi era lo United States Science Pavillion, una “cattedrale della scienza” che oggi è il Pacific Science Center. Il padiglione sorgeva nel cuore del sito espositivo ed era composto da cinque edifici, le cui facciate erano state disegnate da Minoru Yamasaki, con decorazioni floreali e in stile neogotico. I cinque edifici sorgevano intorno a un bacino d’acqua con una fontana, attorno alla quale si ergevano gli “Archi della scienza”. Al suo interno i visitatori potevano ammirare gli enormi modelli del DNA e di una cellula, oltre a un giroscopio.
Nella sezione World of Science era inoltre presente un settore dedicato alla NASA, che esponeva modelli di vari satelliti oltre alla capsula del Progetto Mercury che aveva fatto di Alan Shepard il primo americano ad avventurarsi nello spazio.
Tra le attrazioni di maggiori successo vi fu lo Spacearium, che simulava un viaggio nello spazio attraverso il Sistema Solare e la Via Lattea.
Nell’area World of Tomorrow sorgeva il Washington State Coliseum (che oggi è la KeyArena), un palazzetto dello sport che durante l’evento ospitò varie esposizioni. I visitatori potevano prendere il Bubbleator, uno speciale ascensore in vetro acrilico trasparente che dava l’illusione di essere in una enorme bolla di sapone.
I visitatori potevano quindi visitare una sorta di “città del futuro”, una “nuvola” di cubi che ricreava il paesaggio di una Seattle del futuro.
La sezione World of Commerce and Industry, all’interno della quale sorgeva lo Space Needle, oggi è il Broad Street Green e il Mural Amphiteater. L’area era dedicata al commercio, all’industria e alla moda. Ogni giorno “Vogue” organizzava quattro sfilate di moda che si tenevano intorno a una piscina profumata. Qui avevano i loro padiglioni società e industrie come la Ford Motor Company, che esponeva il suo prototipo dell’auto del futuro, la Ford Seattle-ite XXI.
Anche se il tema principale dell’evento era la scienza, l’arte non era tuttavia assente, come testimoniava la sezione World of Art, nella quale sorgeva il Fine Arts Pavillion (che in seguito è divenuto l’Exhibition Hall). Grande attenzione era naturalmente data all’arte americana, con le opere di 50 artisti contemporanei, tra i quali Jackson Pollock e Georgia O’Keeffe. Non mancavano artisti internazionali, con opere di Joan Miró e Francis bacon, solo per citarne alcuni. Vi era anche un’eccezionale mostra di 72 capolavori dell’arte con opere di Tiziano, Caravaggio, El Greco, Rembrandt, Rubens, Monet, Klee e Picasso.
L’area World of Entertainment proponeva un ricchissimo programma di spettacoli ed eventi che si svolgevano in concomitanza con l’esposizione universale, che si tenevano all’Opera House e alla Playhouse (che oggi è il Cornish College of the Arts). In occasione dell’inaugurazione dell’expo, il 21 aprile, l’Opera House ospitò un concerto della Seattle Symphnony Orchestra diretto dal grande Igor Stravinsky, con il pianista statunitense Van Cliburn come solista. Nel corso dell’evento, inoltre, si sarebbero avvicendati evento come una rappresentazione dell’”Aida” di Verdi, balletti, concerti di ogni tipo e spettacoli vari.
La Playhouse propose spettacoli teatrali del Royal Dramatic Theatre svedese, concerti di musica da camera, concerti delle orchestre jazz di Count Basie e Benny Goodman e di leggende della musica come Nat King Cole ed Ella Fitzgerald.
Tra gli altri divertimenti proposti, uno dei più popolari fu il Gracie Hansen’s Paradise International, uno show in stile Las Vegas, e uno spettacolo di marionette per adulti, Les Poupées de Paris. Per un breve periodo, prima di essere chiuso, fu proposto anche lo show Girls of the Galaxy, un sensuale spettacolo di rivista con alcune modelle abbigliate in succinti abiti “spaziali”.  
La sezione dedicata ai divertimenti proponeva inoltre il Paris Spectacular (un museo delle cere), un Villaggio Giapponese e un padiglione dedicato alle Hawaii.
Alla sua chiusura, il 21 ottobre, la Century 21 Exposition faceva registrare un totale di quasi 10 milioni di visitatori. Tra i numerosi lasciti che la Century 21 Exposition ha lasciato alla città, oltre al più noto e iconico Space Needle vi è anche la linea di monorotaia sopraelevata realizzata dalla ALWEG, che ancora oggi è in funzione.

 


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