EXPOEXPO STORIA

EXPO 1961 TORINO

EXPO 1961 TORINO – Nel 1961 Torino celebra il centenario dell’Unità d’Italia, avvenuta il 17 marzo 1861 proprio a Torino, a Palazzo Carignano, con la proclamazione del Regno d’Italia. La ricorrenza viene solennemente celebrata dalla prima capitale d’Italia con l’organizzazione di un’esposizione universale che si tiene dal 1° maggio al 31 ottobre.
In occasione dell’evento, nella zona sud della città, lungo le rive del Po, viene realizzato un nuovo quartiere, che ha preso il nome di Italia ’61, appellativo con il quale sarà anche nota l’esposizione. Il nome ufficiale è tuttavia “Esposizione Internazionale del Lavoro – Torino 1961”.
Oltre alla realizzazione di un nuovo quartiere, per l’occasione viene migliorata l’illuminazione pubblica, soprattutto quella dell’area che opita l’esposizione, corso Unità d’Italia. Gli impianti sono progettati dall’ingegnere Guido Chiarelli, e per la prima volta l’illuminazione urbana ha anche risvolti artistici, come testimoniato dalle illuminazioni delle fontane e del “giardino roccioso” all’interno del Parco del Valentino.
Per l’evento vengono realizzati alcuni importanti edifici, tra i quali vi è il Palazzo del Lavoro, progettato da Pier Luigi Nervi in collaborazione con Gio Ponti e Gino Covre. La struttura, notevole esempio di struttura espositiva che utilizza innovative tecnologie costruttive, è un ampio padiglione quadrangolare, composto da una serie di elementi modulari. Anche se in seguito la struttura è stata molto utilizzata per ospitare mostre ed eventi, oggi purtroppo è in stato di abbandono.
Accanto al Palazzo del Lavoro, l’altro simbolo dell’evento è il Palazzo delle Mostre, noto anche come Palazzo a Vela per la forma della struttura. Progettato da Franco Levi in collaborazione con Annibale e Giorgio Rigotti, l’edificio si affaccia su un bacino artificiale lungo il Po e si distingue per l’ardita struttura autoportante in cemento armato.
Altro simbolo della manifestazione è la monorotaia Alweg, realizzata dalla Alweg Corporation di Colonia. L’avveniristico sistema di trasporto è una ferrovia monorotaia a sella, ad alimentazione elettrica, il cui percorso si estende per quasi 2 chilometri su un viadotto.
Altro caratteristico mezzo di trasporto è la telecabina che, con un percorso di 871 metri e un dislivello di 118 metri, collega l’area espositiva con il Parco Europa, nel quartiere-frazione di Cavoretto. Le cabine sono di forma ovoidale e per questo vengono simpaticamente ribattezzate “ovetti”. L’ovovia è stata dismessa nel corso degli anni ’60 del secolo scorso.
Non possono naturalmente mancare le attrazioni, tra le quali vi è il Circarama, tecnica cinematografica progettata da Don Iwerks nel 1955 su incarico della Disney. Noto anche come Circle Vision, si tratta di un sistema di ripresa e proiezione a 360°, che fa “immergere” lo spettatore nel film. In occasione di Italia ’61 viene trasmesso un film a colori, realizzato dalla Walt Disney Production, con il commento di Indro Montanelli. Il film percorre l’Italia, da nord a sud, cogliendone gli aspetti e i luoghi più significativi.
Nell’ambito dell’evento, dal 28 aprile al 15 giugno si tiene anche Flor ’61, ovvero Fiori del mondo a Torino, una grande esposizione floreale che si sviluppa nei cinque saloni del Palazzo delle Esposizioni all’interno del Valentino. All’esterno è inoltre presente la Mostra del Giardino, con la splendida illuminazione notturna curata da Guido Chiarelli. Nel giardino vi è anche una fontana luminosa, completamente automatica, che ha notevole successo. L’esposizione sarà visitata anche dalla regina Elisabetta II d’Inghilterra, grande appassionata di floricoltura.
Tra i dispositivi esposti nel corso di Italia ’61 si segnala in particolare il Cervello della Upjohn Company, casa farmaceutica di Kalamazoo, nel Michigan. Si tratta di un modello elettrico che riproduce, schematicamente, il funzionamento del cervello umano, testimoniando le importanti scoperte realizzate nel campo della fisiologia.

Sempre in campo tecnologico, i visitatori dell’esposizione torinese possono ammirare, nel padiglione degli Stati Uniti all’interno del Palazzo del Lavoro, l’IBM 305 RAMAC (Random Access Method of Accounting and Control), il primo computer commerciale (nato nel 1956) dotato di una memoria a disco magnetico a testine mobili. Il computer occupa una stanza di 9 metri per 15 ed è stato uno degli ultimi computer a valvole costruito da IBM. Per dimostrane il funzionamento, si invita un visitatore a porre una domanda, alla quale l’elaboratore dà una una risposta scritta in brevissimo tempo. La risposta viene quindi stampata su un foglio illustrativo fustellato, del tutto simile a quelli utilizzati, anni dopo, nelle vecchie stampanti ad aghi.
Il Comitato Torino 61 organizza inoltre una serie di ricevimenti e spettacoli, per personalità e ospiti illustri e per tutti i cittadini, creando un’atmosfera di festa dedicata a tutti i cittadini e ai visitatori. I ricevimenti ufficiali, per l’accoglienza delle personalità, si tengono nelle splendide cornici di Palazzo Madama e Stupinigi. Tra gli spettacoli popolari, le sponde del Po ospitano grandiosi spettacoli pirotecnici e feste popolari, con due grandi balere pubbliche allestite presso il Castello Medievale e nel Parco Ginzburg.
In concomitanza con l’evento, dal 15 al 28 settembre si tiene anche la Rassegna Internazionale di film “Cinema ’61”, presso il Teatro Nuovo del Valentino. Numerose le pellicole proposte dalla rassegna, selezionate tra quelle presentate ai principali festival cinematografici. Tra le pellicole selezionate vi erano “L’année dernière a Marienbad” di Alain Resnais, “Yojimbo” di Akira Kurosava, “Il brigante” di Renato Castellani, “Banditi a Orgosolo” di Vittorio De Seta e “Accattone” di Pier Paolo Pasolini.
L’esposizione di Torino si chiude il 31 ottobre 1961, facendo registrare un’affluenza di circa 5 milioni di visitatori.

 


GALLERY EXPO 1961 TORINO

[Not a valid template]