EXPOEXPO STORIA

EXPO 1911 TORINO

EXPO 1911 TORINO – Nel 1911, Torino ha ospitato l’Esposizione internazionale dell’Industria e del Lavoro, che si è svolta dal 29 aprile al 31 ottobre. L’evento intense anche celebrare i 50 anni dell’Unità d’Italia, e parallelamente alla manifestazione internazionale che si svolse a Torino vi furono anche due esposizioni di carattere nazionale, che si tennero a Roma e a Firenze.
Alla base dell’evento vi era l’idea di aiutare l’uomo in ogni sua attività e campo, attraverso l’innovazione e la tecnologia. I settori interessati furono molteplici, tra i quali vi furono la stampa, l’agricoltura, la navigazione e i servizi postali.

Per ospitare le strutture e le attività legate all’esposizione venne scelto il Parco del Valentino, che aveva già ospitato, in precedenza, l’esposizione torinese del 1884 (della quale resta testimonianza nel Borgo Medievale all’interno del parco) e le successive del 1898 e del 1902.
L’inaugurazione avvenne il 29 aprile, alla presenza del re Vittorio Emanuele III e dei rappresentanti delle nazioni partecipanti, che furono complessivamente 31. La sera stessa si tenne inoltre una grande celebrazione nel nuovo Stadium, costruito in concomitanza dell’evento. Lo Stadium rappresentò il primo impianto sportivo della città di carattere polifunzionale, e divenne la “grande attrattiva dell’esposizione del 1911”. La struttura, caduta in disuso e chiusa in via definitiva nel 1938, è stata demolita nel 1946.

Tra gli edifici vi era il lussuoso Padiglione della Moda, che consacrava il grande successo economico dell’industria torinese dell’abbigliamento tra il XIX e il XX secolo. Tra i più imponenti vi era anche il Palazzo delle Industrie Artistiche, che comprendeva anche alcuni padiglioni speciali come la Mostra della Città Moderna e quello della Mostra della Città di Torino.
I padiglioni delle varie nazioni all’epoca furono ritenuti particolarmente belli, esaltati anche dalla scenografica area in cui sorgevano, lungo il Po. Tra i più ammirati vi fu quello dell’Ungheria, che si presentava come una fortezza in legno, dalle linee squadrate e severe, in stile Art Déco. Particolarmente affascinante era il padiglione del Siam, le cui terrazze si affacciavano sulle acque del fiume.
Il Ponte Monumentale collegava le due rive del Po, e rappresentava un comodo passaggio sul fiume anche grazie a un tragitto all’ombra attraverso gallerie. Era anche possibile percorrere un tapis roulant.
Non poteva mancare uno spazio dedicato alla montagna, rappresentato dalla ricreazione di un villaggio alpino, pensato dalla sezione torinese del Club Alpino Italiano. Attorno a una piccola piazza sorgevano una chiesetta e alcuni casolari, che permettevano di vivere la realtà quotidiana di un villaggio di montagna attraverso l’esposizione di utensili, attrezzature ed equipaggiamenti.

L’Expo di Torino fu l’occasione per illustrare i progressi relativi ai trasporti, con l’esposizione dei nuovi tram e treni, e le potenzialità dell’energia elettrica. L’evento fu anche l’occasione per lo svolgimento di mostre dedicate al lavoro e alla sua sicurezza.
Non mancarono naturalmente eventi collaterali, come mostre, esposizioni, concorsi e feste.
Tra aprile e maggio si tennero numerosi concerti, tra i quali particolarmente degni di nota furono quelli dell’Orchestra del Teatro regio, diretti dal grande Arturo Toscanini. Alla manifestazione avrebbe dovuto partecipare anche il compositore viennese Gustav Mahler, ma questi purtroppo morì il 18 maggio.
Tra le numerose gare di aviazione va ricordata soprattutto la “Gara d’aviazione Roma-Torino”, svoltasi tra il 4 e il 10 giugno, che coincise con l’inaugurazione del campo volo di Mirafiori. Tra il 24 e il 30 giugno si tenne anche una gara tra dirigibili.
Il ricco programma degli eventi comprendeva anche concorsi ginnici, gare ippiche, di tiro a segno, corse ciclistiche e regate, e tra i concorsi più curiosi vi fu quello dedicato ai telegrafisti. Tra le tante mostre, le più eccentriche furono la “Mostra del biglietto di banca” e la “Mostra della caricatura”.
In occasione dell’esposizione fu anche lanciato un concorso cinematografico per pellicole inedite, suddivise in tre categorie: artistica, scientifica e didattica. A vincere nella categoria artistica fu “Nozze d’oro”, di Luigi Maggi, mentre al secondo posto si classificò “Il poverello di Assisi” di Enrico Guazzoni. Tra i premiati nella categoria didattica vi furono “Il tamburino sardo” e “L’Odissea”, di Giuseppe De Liguoro. Il primo premio nella categoria scientifica fu assegnato a “La vita delle farfalle”, realizzato da Roberto Omegna con la collaborazione di Guido Gozzano.
Il poeta torinese fu anche cronista d’eccezione per l’evento, dedicato nove articoli nella sua veste di “gazzettiere”. I suoi articoli furono pubblicati su “La Lettura”, rivista mensile del Corriere della Sera, sul quotidiano cattolico “Il Momento” e sul “giornale ufficiale illustrato dell’Esposizione Internazionale”. Proprio in uno degli articoli pubblicati su questo periodico Gozzano scrive che “una città, durante l’Esposizione, mi fa pensare a una bella signora in tutto lo sfoggio delle sue eleganze”.

 


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