EXPO STORIA

EXPO 1900 PARIGI

EXPO 1900 PARIGI – Parigi accoglie il XX secolo con l’Esposizione Universale del 1900, che si tiene nella capitale francese dal 14 aprile al 12 novembre. L’evento intende celebrare le conquiste e i progressi dello scorso secolo e accelerarne lo sviluppo nel prossimo che si affaccia. L’Expo del 1900 avrebbe definito, come avrebbero in seguito scritto gli organizzatori parigini, “la filosofia del nuovo secolo ed espresso la sintesi del secolo precedente”.
La consapevolezza, a livello internazionale, dell’importanza dell’evento è ben rappresentata dalla competizione tra Francia e Germania per ospitare l’esposizione del 1900. Alla fine a spuntarla sarà Parigi, “soffiando” l’evento a Berlino, che tuttavia non mostro di serbare rancore, tanto che il padiglione tedesco, all’Expo, sarebbe stato presente anche un tributo alla cultura francese.

Inaugurata il 14 aprile 1900 dal presidente della Repubblica francese, Émile Loubet, il sito dell’esposizione si estendeva su due siti, per una superficie complessiva di 112 ettari. Il sito principale era quello che comprendeva lo Champ-de-Mars, il Palais du Trocadéro, l’Esplanade des Invalides e la riva della Senna. Il secondo sito era quello del Bois de Vincennes, con spazi espositivi dedicati all’agricoltura, alla ferrovia, alle fabbriche e dove inoltre si tenevano gare e competizioni sportive. Quello stesso anno, dal 14 maggio al 28 ottobre, Parigi ospitava anche i Giochi della II Olimpiade, e molte gare si tenevano proprio a Vincennes.

All’Esposizione parteciparono 83.000 espositori, dei quali 45.000 da altri Paesi. Per accogliere il grande numero di partecipanti (al termine dell’evento i visitatori saranno 50,8 milioni) le stazioni parigine, come la Gare de Lyon, la Gare de l’Est e di Montparnasse vengono ristrutturate, mentre la Gare du Champ-de-Mars viene sostituita dalla Gare d’Orsay. Oltre alla nuova stazione, che oggi ospita il famoso museo dedicato all’arte impressionista e post-impressionista, in occasione dell’evento viene completato il Pont Alexandre III, probabilmente il più bello della capitale francese. Sorgono anche due nuovi edifici, il Petit Palais e il Grand Palais, oggi adibiti a musei e spazi espositivi.

Il visitatore dell’Esposizione Universale del 1900 veniva accolto dalla Porte Monumentale, il trionfale ingresso in Place de la Concorde realizzato dall’architetto René Binet. La struttura era composta da una cupola e tre archi, e ospitava le 56 biglietterie. Riccamente decorata, con motivi bizantini e orientali, era sormontata dalla statua “La Parisienne”, realizzata dallo scultore Paul Moreau-Vauthier con le fattezze della grande attrice Sarah Bernhardt.
Tra gli edifici degni di nota vi era il Grand Palais, un grande padiglione espositivo in vetro dall’imponente facciata in pietra d’ispirazione classica, ospitava al suo interno un’esposizione dedicata alla scultura. Ispirato all’Art Nouveau era invece il Petit Palais, realizzato da Charles Giraud. Al suo interno era ospitata un’esposizione dedicata all’arte francese, suddivisa in due sezioni. La prima, detta “Décennale”, era dedicata esclusivamente a opere realizzate nel corso degli ultimi 10 anni; la seconda, la “Centale”, era una rassegna e retrospettiva dell’arte del XIX secolo. A differenza di precedenti edizioni, dove era stata “snobbata” e relegata ai margini, l’arte impressionista aveva un posto di primo piano, con opere di Seurat, Gauguin, Cézanne, Manet e Monet.
Altro interessante struttura era il Palais de l’Électricité, di fronte al quale sorgeva il monumentale Château-d’Eau, con i suoi spettacolari giochi d’acqua e di luce.

Tra i padiglioni dedicati alle nazioni straniere si segnalano, in particolare, quello britannico, uno dei più grandi dell’esposizione, il cui stile richiama quello elisabettiano. Quello tedesco era stato realizzato in legno e vetrate colorate, richiamando un tipico Bierpalast della Baviera (una sorta di pub specializzato in birra). Nel padiglione della Russia i visitatori potevano ammirare per la prima volta una matrioska, che ben presto sarebbe divenuto uno dei simboli più famosi della Russia. Presentata all’Expo parigina, il suo successo fu immediato.
Non mancavano inoltre spazi dedicati alle colonie francesi, in particolare quelle dell’Africa sub-sahariana. Erano presenti sezioni dedicate al Senegal, al Madagascar e al Dahomey, che corrisponde all’odierno Benin.

Numerose erano le attrazioni e i divertimenti offerti al pubblico dall’Expo parigina del 1900. Per la prima volta era possibile assistere alla proiezione di film sonori; si trattava di brevi filmati, che mostravano soprattutto balletti e scene di opere liriche.
In occasione dell’esposizione fu presentato il Cinéorama, un processo di proiezione cinematografica ideato dal francese Raoul Grimoin-Sanson, che ebbe un tale successo di pubblico che, a causa della folla enorme, dovette essere interrotto dopo soli 3 giorni. La proiezione avveniva su uno schermo circolare, ed era realizzata tramite l’impiego di 10 proiettori sincronizzati.
Altra attrazione di successo fu il Mareorama di Hugo d’Alesi, un pittore di cartelloni pubblicitari, che aveva inventato un dispositivo che combinava dipinti panoramici in movimento e una grande piattaforma mobile. L’attrazione era ospitata all’interno di un grande edificio, presso lo Champ-de-Mars, e simulava un viaggio in nave da Villefranche a Costantinopoli.
Non lontano dalla Torre Eiffel sorgeva una delle icone dell’Expo, il Globe Céleste; si trattava di una enorme sfera, di circa 50 metri di diametro, all’interno della quale i visitatori potevano ammirare l’evoluzione orbitale del Sole e degli altri pianeti. Purtroppo il 29 aprile 1900 la struttura cedette, causando 9 vittime.
Di grande successo fu anche la Transiberiana, un grande edificio che simulava il viaggio in treno tra Mosca e Pechino grazie al sapiente utilizzo di fondali dipinti in movimento.
I visitatori dell’Expo potevano godere di una spettacolare vista di Parigi dall’alto di una gigantesca ruota panoramica, la Grand Roue de Paris, che con i suoi 100 metri di altezza rappresentava un record (la ruota sarebbe stata demolita nel 1920).

L’Expo del 1900 ospitò anche due “giganti”. Il primo era un enorme telescopio rifrattore, La Grande Lunette, all’epoca il più grande mai costruito con un diametro di 1,25 metri e un tubo ottico lungo 60 metri. Il secondo era una enorme fotocamera, detta Mammouth, realizzata a Chicago per conto della compagnia ferroviaria Chicago & Alton Railway; la compagnia desiderava realizzare una fotografia del treno speciale Alton Limited che fosse di enormi dimensioni e che tuttavia non fosse realizzata tramite foto-collage. La fotocamera pesava 7 quintali ed era montata su un vagone ferroviario.
Numerose furono anche le innovazioni presentate per la prima volta in occasione dell’esposizione parigina, molte delle quali relative ai trasporti. Il tedesco Rudolf Diesel presentò il motore che ha preso il suo nome, che funzionava a olio di arachidi.
Tra le molte realizzazioni intraprese in occasione dell’evento vi sono anche i lavori per la prima linea della Metropolitana di Parigi, la “ligne 1”; i lavori, iniziati nel 1897, terminarono in tempo per l’apertura dell’Expo del 1900. I bellissimi ingressi furono disegnati in stile Art Nouveau dall’architetto Hector Guimard, e alcune sono visibili ancora oggi.
I visitatori, per spostarsi da un punto all’altro del sito espositivo, potevano utilizzare anche la Rue de l’Avenir, un “marciapiede mobile” lungo 3,5 chilometri che costeggiava l’Expo.

Nel settore dell’arredo e delle decorazioni l’Expo fu caratterizzata dall’Art Nouveau, con mobili e oggetti d’arte dalle linee curve e motivi ornamentali a tema floreale. Lo stile si affermò anche nell’architettura, come testimoniavano alcuni edifici espositivi realizzati per l’evento, e anche nelle arti figurative.
L’Expo del 1900 è ricordata anche per il trionfo, in campo artistico, di Auguste Rodin. Il grande scultore francese incarnò l’apice del genio artistico francese dell’ultimo secolo. Come scrisse Oscar Wilde, Rodin era “il più grande poeta in Francia, superando Victor Hugo”. Lo scultore aveva un padiglione interamente dedicato a lui, dove era esposto anche il monumentale gruppo scultoreo “La Porte d’Enfer” (“La porta dell’inferno”). L’opera fu commissionata a Rodin nel 1880; rimasta incompiuta, lo scultore vi lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 1917. Rodin immaginò l’opera come un portale monumentale, alto oltre 4,5 metri, interamente ricoperto da bassorilievi ispirati all’Inferno dantesco. Nel gruppo scultoreo sono presenti oltre 180 figure, dalle dimensioni più varie; tra esse sono riconoscibili in particolare alcuni personaggi, come il conte Ugolino, Paolo e Francesca e Adamo ed Eva. Lo stesso Dante è raffigurato nelle vesti di Pensatore, figura ripresa da Rodin anche per la famosa statua omonima.

Nonostante l’affluenza record di visitatori, quasi 51 milioni (si dovrà aspettare il 1970 e l’Expo di Osaka per registrare un numero simile di visitatori), i conti dell’Expo andarono in rosso, a causa degli elevatissimi costi per la sua realizzazione e gestione; si calcola che per coprire il disavanzo, il prezzo del biglietto sarebbe dovuto essere di circa 600 franchi in più rispetto a quello effettivo.

 


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