EXPOEXPO STORIA

EXPO 1876 PHILADELPHIA

EXPO 1876 PHILADELPHIA

Nel 1876 Expo tornò negli Stati Uniti (dopo Expo 1853 New York), precisamente a Philadelphia, la città più importante della Pennsylvania: nacque così Expo 1876 Philadelphia, con il titolo di Centennial Exhibition of Arts, Manufactures and Products of the Soil and Mine. L’occasione ripresa dal titolo fu quella di celebrare i cent’anni della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America (4 luglio 1776). L’Esposizione si tenne dal 10 maggio al 10 novembre 1876, vi parteciparono 37 Paesi e fu visitata da circa 10 milioni di visitatori. L’idea di organizzare un’Esposizione Universale in occasione del centenario dell’indipendenza fu di John L. Campbell, professore di matematica, di filosofia naturale e di astronomia: nel 1870 il Philadelphia City Council approvò il progetto e Expo 1876 si tenne al Fairmount Park, in un’area di 450 acri.

Per l’occasione vennero costruiti nuovi alberghi, nacquero numerose agenzie per la fornitura di alloggi per turisti, fu incrementato il servizio taxi cittadino e la Pennsylvania Railroad incrementò le corse da Philadelphia verso New York, Baltimore e Pittsburg.

La novità di questa edizione fu che l’Esposizione non venne organizzata in un unico grande edificio. Furono per la prima volta costruiti 5 padiglioni principali dedicati ciascuno a un tema diverso: il Padiglione Centrale, il Padiglione delle Arti, il Padiglione dei Macchinari, il Padiglione dell’Orticoltura e il Padiglione dell’Agricoltura. Questi furono i cinque padiglioni principali, cui vanno aggiunti i circa 200 minori relativi ai Paesi stranieri, agli Stati Federati e alle aziende private, nonché il Padiglione delle Donne.

Padiglione centrale (Main Building)

Era il padiglione più grande, occupava 21,5 acri e misurava 464 piedi in larghezza e 1880 in lunghezza. Fu costruito con parti prefabbricate in legno e ferro, richiese 18 mesi per essere ultimato e costò $1.580.000. Sui 4 lati dell’edificio si aprivano altrettanti portali, utilizzati sia come ingressi, sia come collegamenti con gli altri padiglioni principali: a nord si trovava il collegamento con il Padiglione delle Arti, a ovest si trovava il passaggio per i Padiglioni dei Macchinari e dell’Agricoltura, il portale a est veniva utilizzato per il passaggio delle carrozze, la porta a sud era usata come ingresso principale. In tutto l’edificio si contavano 672 colonne, da quelle più piccole (alte 23 piedi) a quelle più grandi (alte 125 piedi). Dopo l’Esposizione, l’edificio venne venduto per $250.000, durante l’asta tenutasi il 1° dicembre 1876. Rimase aperto fino al 1879, ma poi, a causa di difficoltà finanziarie, fu demolito nel 1881.

Padiglione dell’Agricoltura (Agricultural Hall)

Era la terza struttura più larga in tutta Expo 1876. Il Padiglione dell’Agricoltura fu progettato da James Windrim, misurava 820 piedi in lunghezza e 540 in larghezza. I materiali utilizzati per la costruzione furono il legno e il vetro.

Padiglione dell’Orticoltura (Horticultural Hall)

Questo padiglione attirava giardinieri professionisti e amatoriali: misurava 383 piedi in lunghezza, 193 in larghezza e 68 in altezza. La curiosità di questo padiglione è che fu costruito in memoria del Crystal Palace di Londra. All’interno si trovavano moltissime specie di piante, anche esotiche. Dal momento che fu progettato per essere permanente, al termine di Expo 1876 non fu smantellato, ma rimase attivo fino al 1954, quando fu gravemente danneggiato dall’uragano Hazel e in seguito demolito.

Padiglione dei Macchinari (Machinery Hall)

Fu il secondo padiglione per grandezza e fu progettato da Joseph M. Wilson e Henry Pettit. Misurava 1402 piedi in lunghezza, con un’ala aggiuntiva sul lato a sud di 208 per 210 piedi. La struttura ospitò 1900 espositori e richiese 6 mesi per essere ultimata. I materiali utilizzati per la costruzione furono il legno e il vetro. L’attrazione principale del padiglione fu il Corliss Centennial Steam Engine, un motore a vapore alto 70 piedi che sviluppava 1.400 cavalli-potenza e pesava 650 tonnellate.

Padiglione delle Arti (Memorial Hall)

Progettato da Herman J. Schwarzmann, il Padiglione delle Arti fu realizzato in mattoni, vetro e granito. Metteva a disposizione dei dipinti una superficie a parete di 75.000 piedi e uno spazio di 20.000 piedi per l’esposizione delle sculture. Nel 1877 il padiglione riaprì i battenti come Pennsylvania Museum of Art e nel 1938 fu rinominato Philadelphia Museum of Art. In seguito l’edificio fu utilizzato come stazione di polizia, mentre oggi viene utilizzato come Please Touch Museum.

Padiglione delle Donne (Woman’s Pavilion)

Il Woman’s Pavilion, progettato da Hermann J. Schwarzmann, fu dedicato principalmente alle donne e in particolare ai lavori domestici. La presidentessa del Women’s Centennial Committee, Elizabeth Duane Gillespie, pronipote di Benjamin Franklin, raccolse 82.000 firme in due giorni per la raccolta fondi per la costruzione del padiglione. L’obiettivo generale di questo progetto fu di aumentare la consapevolezza delle capacità femminili e delle loro scelte, di partecipare attivamente al processo di emancipazione sociale, economica e legale della donna, di opporsi alle restrizioni inique contro le donne, di incoraggiare l’armonia tra i sessi, e guadagnare influenza, leva finanziaria e libertà per tutte le donne, dentro e fuori le mura domestiche. Entrando nel padiglione, i visitatori potevano ammirare prodotti artistici e industriali, come sculture in legno, mobili d’arredo e ceramiche; articoli di fantasia, come abbigliamento e tessuti; espressioni dell’ingegno umano, come filantropia, filosofia, scienze, medicina; piani di formazione scolastica; opere di letteratura. Il padiglione esponeva oltre 80 invenzioni brevettate, come una stufa, una presa per la mano in una macchina da cucire, una lavastoviglie, un ferro auto-riscaldante.


EXPO 1876 PHILADELPHIA – MEMORABILIA

  • Fu messo in mostra il telegrafo di Thomas Alva Edison.
  • Fu presentato il telefono di Alexander Graham Bell.
  • Fu presentata la macchina da scrivere di Eliphalet Remington.
  • Fu presentata una salsa rivoluzionaria, il ketchup di Henry John Heinz.
  • Fu esposta una dinamo elettrica, precursore della torcia elettrica.
  • Fu introdotta una bevanda che divenne presto famosissima, la Hires Root Beer, prodotta da Dr Pepper Snapple Group.

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  • 1876 Centennial Slideshow