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DIABETE E CELIACHIA: LA CURA È IN TAVOLA

DIABETE E CELIACHIA: LA CURA È IN TAVOLA – La loro diffusione sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto nelle fasce di età più giovani: stiamo parlando di diabete e di celiachia. E non è un caso se li associamo visto che, da studi epidemiologici sempre più diffusi, si evince una chiara e innegabile correlazione tra le due patologie. Si è visto che fino al 10% dei soggetti celiaci nel corso della propria vita arriva a manifestare anche problemi di resistenza insulinica fino addirittura a forme di diabete di tipo I (insulino dipendente) e, in parallelo, si può dire anche il contrario, e cioè che i diabetici si rivelano essere soggetti particolarmente inclini alla sensibilità e reattività al glutine (la frazione proteica incriminata come fattore scatenante e presente in cereali quali frumento, segale, orzo, farro, spelta, kamut e avena). Non è questo lo spazio adeguato per andare a scandagliare i comuni meccanismi immunologici e le motivazioni su base genetica che ne sono all’origine, ma di certo possiamo offrire uno spiraglio terapeutico che via via sta prendendo sempre più piede a livello internazionale. Non si parla più di pillole miracolose, ma di prevenzione e cura in tavola tanto che si è arrivati a definire una nuova branca terapeutica, la Medicina Culinaria, in particolare negli Stati Uniti, dove per esempio presso la University School of Medicine di Tulane agli studenti del primo e secondo anno si insegna a cucinare con l’intento di supportare la cura di malattie diffuse come ipertensione, obesità e, appunto, celiachia e diabete. In questo la nostra dieta mediterranea ci viene in soccorso offrendoci una messe di prodotti straordinari: olio extravergine di oliva, frutta e verdura, pesce azzurro e anche cereali senza glutine, tra cui riso, mais, grano saraceno, sorgo, amaranto, quinoa e miglio.

E allora perché non offrirvi una ricetta? Non una prescrizione medica, bene inteso, ma una proposta di gusto e di benessere per esemplificare uno stile di vita che, pur difendendo la nostra salute, non ci fa rinunciare al piacere di essere golosi!

TORTA DI MELE PER TUTTI – DIABETE E CELIACHIA: LA CURA È IN TAVOLA

Stiamo parlando del dolce per eccellenza che ci accompagna fin dall’infanzia, ricco di sfumature e avvolgente, intramontabile, perfetto come protagonista per una prima colazione o per un tè con le amiche, ma anche per concludere un consolatorio pranzo domenicale in famiglia…

INGREDIENTI

– 3 uova
– 3 cucchiai da tavola di fruttosio
– un cucchiaio di miele millefiori
– un pizzico di vaniglia o di cannella a piacere
– 100 gr di farina di riso e 100 gr di farina di mais
– 60 gr di olio di mais
– un vasetto da 125 gr di yogurt bianco
– 10 gr di lievito
– 3 mele varietà renetta
– il succo di un limone e la sua scorza grattugiata
– zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE

Iniziate a sbucciare le mele e a riducetele a fettine spesse di circa 2 o 3  millimetri e poi mettetele a macerare in una ciotola con il succo di limone e il miele. Di seguito dividete i tuorli dagli albumi e sbattete i primi con il fruttosio (trasformandoli in una crema liscia e spumosa), mentre i secondi montateli a neve ben ferma (magari aiutandovi con un pizzico di cremor tartaro che troverete facilmente in farmacia… eviterà che smontino in fretta). Poi miscelate le due farine di riso e mais e unitele alla crema di tuorli e zucchero, all’olio, allo yogurt e infine alle chiare a neve (attenti al movimento, dal basso all’alto con delicatezza e usando un cucchiaio di legno). Potete aggiungere gli aromi che preferite (cannella, vaniglia, buccia di limone o anche essenza di rose). Se l’impasto è troppo liquido aggiungete un po’ di fecola di patate (10 o 20 grammi al massimo), mentre se è troppo denso basta aggiungere un goccio di latte (magari di riso, soia o di mandorle). E ovviamente non dimenticatevi delle mele.
Versate l’impasto in una teglia opportunamente imburrata e infarinata, e infornate a 180 °C (potrete rivestire l’impasto con uno strato sottile di pasta o decorare la superficie con mele spennellate con un pizzico di marmellata di pesche allungata con del latte). Dopo 35 minuti circa, potrete sfornare e gustare.