CAPRI

Dall’amore per la propria terra alle creazioni: Antonella Puttini

Dall’amore per la propria terra alle creazioni: Antonella Puttini – Creazioni che trasmettono tanta passione, cura dei dettagli e sentimento. Intervista ad Antonella Puttini, figlia di Angela pioniera del lusso caprese nonchè fondatrice della maison che prende il suo nome, ci spiega i segreti dei suoi gioielli, ma ci racconta anche di ispirazione e sogni che prendono la forma dell’arte.

Quando nasce una nuova collezione?
Il pensiero delle nuove collezioni arriva sempre a fine estate, quando inizi a rilassarti; prima c’è un rumore continuo di clacson, un vociare ininterrotto, quando invece inizia la bassa stagione il clima è tranquillo, i pensieri riescono a concretizzarsi meglio. Il prodotto è una soddisfazione di un tuo sogno, quindi ha bisogno di tempo e concentrazione.

Che messaggio vuole trasmettere tramite i suoi gioielli?
A parer mio tutti gli oggetti cercano di comunicare qualcosa, il gioiello è un oggetto d’arte da indossare e vuole essere allo stesso tempo un modo di comunicare. Il messaggio che ogni mia creazione lancia è spesso legato a un momento personale. Un chiaro esempio è riscontrabile con la collezione Provident Capri, nata dall’antica moneta della mia isola, che vuole essere un oggetto che trasmette il ricordo di quando e dove è stato acquistato, come se senza questo monile non si possa abbandonare l’isola. È paragonabile alla moneta che si lancia nella fontana di Trevi, la differenza è che Provident Capri la indossi e la porti sempre con te.

Come nasce la collezione i Puttini di Puttini?
Vuole essere un ricordo indiretto del mio cognome, trasmettendo solamente messaggi di positività legando questa creazione al momento felice dell’acquisto, l’attimo in cui si entra in una gioielleria deve essere quasi ludico, devi essere molto contento. Ci tengo inoltre a precisare che i puttini della mia collezione non sono angioletti ma bimbetti, quindi non sono legati ad alcuna religione; non potevamo fare una scelta di questo genere perché i clienti appartengono a molte nazionalità diverse.

Tecnicamente, dal pensiero alla realizzazione, come nasce l’oggetto?
È un processo fisiologico e non può essere diversamente, lo si percepisce in maniera molto evidente nella collezione dedicata a Villa Lysis, dove ho voluto porre da un lato il papavero e dall’altro una brocca, per rendere omaggio all’ideatore e all’originario proprietario della villa, Jacques d’Adelswärd-Fersen. Per quanto riguarda la collezione Carpe Diem, anche in questo caso abbiamo reso l’idea-oggetto tramite la rappresentazione di una figura maschile e di una femminile, un cuore e una clessidra, perché per noi l’amore è fondamentale e lo vogliamo trasmettere tramite le nostre collezioni. Le idee sono chiare, bisogna poi comunicare all’orafo il pensiero e, anche se non è facile, seguirà poi il disegno: serve qualcuno che percepisca le tue idee all’istante.

Che materiali usa per le sue creazioni?
Giochiamo molto con la lava del Vesuvio, in questo modo diamo territorialità alle nostre creazioni, e usiamo anche molta pietra di Capri; vogliamo trasmettere i colori del Mediterraneo e della nostra terra. Sono molto fortunata perché ho trovato un incisore veramente ottimo, che riesce a trasformare i miei pensieri in creazioni.

Che tipologia di clientela ha?
Da sempre abbiamo una clientela internazionale: gli americani sono i clienti principali e a differenza di altri non sono sporadici ma costanti, e soprattutto finalizzati al lusso.

Se non fosse a Capri, che rapporto avrebbe con la sua ispirazione?
Per avere l’ispirazione si deve godere di quiete e di tranquillità: il traffico estivo, le luci, il clacson, non aiutano per niente. C’è bisogno di fare passeggiate in solitudine, ed è per questo che le creazioni vengono pensate dopo il periodo estivo. Non cambierei mai la mia isola, qui si riescono a creare forme di amicizia molto solide e meno competitive. Ogni anno viene fatta una mostra a Milano con le mie creazioni, è sempre un’esperienza piacevole anche se non nascondo che in città si hanno moltissime problematiche che qui a Capri non ci sono. Sono sulla mia isola, ed è bello sapere che faccio parte di questo mondo.


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