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Dalla Piazzetta al sogno. E ritorno

Dalla Piazzetta al sogno. E ritorno – Dal caos e dal glamour del “salotto” di Capri fino al silenzio di una natura incontaminata e lussureggiante del Pizzolungo, la passeggiata verso Tragara all’ora del tramonto è un must che non passa mai di moda. Farla “controsenso”, però, è un’esperienza ancor più irrinunciabile.

Dal clamore della Piazzetta, passando per l’antico quartiere di Sopramonte o per i negozietti di Via Le Botteghe, ci si inerpica verso le zone alte. Rigorosamente a piedi. Partendo dal centro, infatti, si diramano due stradine che portano fino al quadrivio della “Croce”, che taglia in due la periferia dell’isola. Da una parte la contrada di Tiberio, con Villa Jovis e Villa Lysis, dall’altra quella di Matermania con l’Arco Naturale, la piazzetta delle Noci e il Pizzolungo, uno dei percorsi naturalistici più panoramici dell’isola. Percorrendo via Matermania e superando uno dei tanti tempietti votivi dedicati alla Madonna, sulla sinistra inizia una stradina pianeggiante che, inoltrandosi tra le pigre casette capresi affacciate al sole, giunge fino ai 121 gradini che conducono all’Arco Naturale: un ponte di roccia con una volta larga 12 metri. Fermatevi prima, però. Perché questa meraviglia della natura è chiusa al pubblico: sono in corso alcuni interventi di messa in sicurezza per scongiurarne il rischio crollo. Tornando indietro fino alla piazzola che ospita il ristorante “Le Grottelle”, sulla sinistra c’è un’agevole scalinata che porta dritti in paradiso. La prima tappa del sentiero che conduce al Pizzolungo è la Grotta di Matermania, ex ninfeo con le volte naturali rinforzate in muratura in epoca romana e le tracce dei decori in stucco. Continuando a percorrere la gradinata, immersa in una foresta di lecci, si scende giù verso il mare. Oltrepassando “Casa come me”, ovvero la rossa dimora caprese dello scrittore Curzio Malaparte, tra cespugli di lentisco e coronilla, si arriva alle spalle del Monacone, il quarto Faraglione, il più basso, che si erge fiero dal mare cristallino e ospita il narciso del “Feniello”. Poco più avanti, si scorgono di spalle i Faraglioni: Stella, Saetta e Scopolo, sul quale vive la famosa Lucertola Azzurra. Superato il bivio che sulla sinistra conduce ai piedi dei “simboli” di Capri, poco prima di arrivare al belvedere di Tragara, meta finale della nostra passeggiata, i versi di Pablo Neruda scolpiti nella roccia: “Capri reina de roca en tu vestido de color amaranto y azucena…”.


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