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Cena a 6 mani e intervista tripla sul Lago di Como

Tre chef in cucina, “quei bravi ragazzi”, per una cena a sei mani nella splendida cornice del lago di Como. La cucina ospite è stata quella del ristorante Il Filo a Lezzeno, all’interno di Filario Hotel & Residences, capitanata dallo chef Alessandro Parisi. Per una sera, insieme a lui, altre 4 mani si sono alternate in cucina: quelle di Massimiliano Blasone, chef de L’Aria all’interno del Mandarin Oriental, Lago di Como, e Andrea Casali, chef del Ristorante Kitchen presso  Sheraton Lake Como Hotel.

Il risultato? Un menu di 5 portate all’insegna del gusto e della creatività, dove i tre chef hanno dato spazio al proprio linguaggio ma anche alla possibilità di un dialogo di sapori.

Abbiamo chiesto ai tre chef di raccontarci questa esperienza.

Lo chef Alessandro Parisi de Il Filo
Massimiliano Blasone, chef de L’Aria
Lo chef Andrea casali di Kitchen

Cosa decreta il successo di una cena a più mani?

Alessandro Parisi:  Queste cene a più mani che abbiamo iniziato ad ospitare già da un paio d’anni ben rappresentano lo spirito dell’Hotel Filario: curiosità, passione e desiderio di aprirsi sempre di più alla clientela locale. Eventi come questi sono sempre allo stesso tempo un piacere ed uno stimolo per me come per i ragazzi in cucina, ma anche un’incognita perché solo nel momento stesso della cena si capisce se sarà un successo o meno. In questo caso la cena é stata, ritengo, davvero eccelsa grazie ad un menù ben congegnato, alla perfetta organizzazione dei nostri ospiti, ed al servizio che ha valorizzato ogni portata. A fare la differenza per questa serata nello specifico credo sia stato il fatto di avere individuato un tema lasciando tuttavia che ognuno si esprimesse al meglio con i piatti e gli ingredienti che più sentiva propri.

Massimiliano Blasone: La capacità di lavorare in simbiosi, il rispetto e la conoscenza dei tuoi collaboratori sono sicuramente l’arma vincente per una cena a sei mani di successo.

Andrea Casali: Sicuramente la simbiosi che si crea tra gli chef e lo staff del ristorante ne decreta una serata già vincente, il resto lo fa la professionalità di ogni elemento del gruppo.

In che modo le vostre cucine sono riuscite a dialogare in armonia, seppure nelle loro differenze?

APAbbiamo trovato un dialogo da subito mettendo “il mare” come punto di riferimento nella definizione del menù della serata. Abbiamo quindi studiato un menù di stagione accompagnato da prodotti di prima qualità. La passione per ciò che facciamo e il nostro lavoro non ha fatto emergere alcuna differenza, ma una bellissima sinergia.

MBDal primo momento ho provato una grande sinergia con Alessandro e Andrea. Devo ammettere di aver studiato ed essermi preparato sul loro stile di cucina in modo tale da portare una proposta culinaria coerente per far vivere un’esperienza unica gli ospiti.

AC: È stato un dialogo più facile del previsto, quando si usano tecniche e idee simili il gioco è fatto. La cucina è principalmente passione, e tutte le nostre unite hanno dato modo di riuscire in un ottimo dialogo.

Qual è il piatto degli altri chef coinvolti nella serata, che trova più interessante, che sia per armonia o per contrasto?

AP: Se dovessi scegliere solo 2 piatti allora direi: il pre dessert di Andrea Casali per la sua freschezza e delicatezza , e il salmone con capperi e agrumi di Massimiliano Blasone, perchè i condimenti mi ricordano il “mio Sud”.

MBHo trovato molto interessante il dessert presentato dall Chef Parisi porcini, vaniglia del Madagascar e latte di Bellagio che richiama il territorio ma che evidenzia anche l’estro creativo e innovativo dello chef.

AC: Ho apprezzato molto le cucine degli chef, principalmente l’idea di cucina di chef Parisi, molto legata alla mia.

Una cucina di forte impronta italiana con spunti di contemporaneità elevati. Entrambe le idee degli chef erano interessanti e meritevoli.

Se potesse acquisire una virtù della cucina degli altri due chef, cosa sarebbe?

AP: Da Massimo Blasone sicuramente il bagaglio d’esperienza e la straordinaria capacità organizzativa; da Andrea Casali invece la pazienza e delicatezza che mette nella creazione di un piatto.

MB: La loro particolare generosità nel voler condividere il loro stile e le loro passione in una serata così unica.

AC: Penso che tutti noi abbiamo qualità e virtù molto alte, si può solo migliorare su se stessi giorno per giorno.

Ci sono stati momenti di “difficoltà” nella creazione del menu a più mani? Se sì, quali?

AP: Non abbiamo avuto momenti di difficoltà. Individuato il tema portante del menù della serata “il mare”, le idee sono venute di conseguenza in un lavoro perfettamente sinergico.

MB: Non ho trovato nessuna difficoltà onestamente, abbiamo creato fin da subito una bellissima sinergia che ci ha permesso di lavorare ben organizzati e coordinati.

AC: Non abbiamo avuto difficoltà nel creare il Menu, le nostre idee erano molto simili e da subito si sono incastrate bene.

Un aggettivo per descrivere la cucina degli altri due chef

AP: “Raffinata” quella di Andrea Casali per l’armonia e l’eleganza suoi piatti. “Concreta” quella di Massimiliano Blasone per come ricerca e sceglie i prodotti.

MB: Direi ricercata e territoriale.

AC: Sicuramente una cucina pura e immediata quella di chef Parisi, mentre più internazionale quella di chef Blasone.

Parliamo del lago Lago di Como: in quale modo il territorio è entrato a far parte della sua cucina?

AP : La mia cucina è simbolo di italianità e credo non ci sia luogo migliore per esprimere questo concetto. Non le nascondo che in alcuni scorci del lago rivedo la mia amata Costiera e credo sia proprio grazie a questo che riesco ad esprimere al meglio la mia idea di cucina.

MB: Una mia priorità assoluta è quello di utilizzare prodotti e materie prima di altissima qualità cercando di attingere da produttori del Lago di Como promuovendo così la territorialità.

AC: La mia cucina è nazionale con un occhio sempre attento a fuori, diciamo che il lago non ha mai influenzato direttamente i miei menu.

Riguardo invece alle sue origini, qual è l’eredità più importante che queste hanno lasciato nella sua cucina?

AP: L’eredità più preziosa che le mie origini hanno lasciato nella mia cucina è sicuramente l’amore per la tradizione e il rispetto per la materia prima.Proprio questI due aspetti hanno fatto sì che amassi il mio lavoro sin dall’inizio e credo fermamente debbano essere gli elementi fondamentali di ogni cucina.

MB: Mi piace definirmi un cosmopolita per natura. Ogni mio viaggio, esperienza o avventura hanno tutte influenzato il mio modo di cucinare e hanno contribuito a renderlo quello che è oggi.

AC: I profumi, la freschezza, il vero legame con la terra e il mare.