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Calvisius Caviar: il caviale made in Italy

Calvisius Caviar: il caviale made in Italy -Un successo non indifferente per l’oro nero targato Italia: l’azienda produttrice Agroittica Lombarda è leader assoluto nel suo campo con oltre 25 tonnellate di uova di storione l’anno, e un fatturato che si aggira intorno ai 23 milioni di euro.
Il celebre Caviale Calvisius e Ars Italica Calvisius, viene prodotto negli stabilimenti di Calvisano (Brescia) e Cassolnovo, dove preziose sorgenti di acque purissime permettono l’allevamento delle migliori specie di storione. Circa 40 ettari di estensione d’acqua, rigorosi controlli igienico-sanitari e un ambiente biologico ideale per la riproduzione e la crescita delle specie ittiche più pregiate consentono all’azienda di gestire una filiera eco-friendly, direttamente controllata al 100%, oltre che di ottenere un notevole vantaggio competitivo nella produzione di carne di storione e delle sue preziose uova.
La qualità eccellente ha portato l’Italia a essere il maggior produttore di caviale al mondo, coprendo da solo circa il 20% del fabbisogno mondiale e superando da tempo i confini nazionali, trovando in numerosi Paesi (come Francia, Emirati Arabi, Medio Oriente, America, Regno Unito, Hong Kong, Canada, Messico, Giappone, Svizzera, Spagna, Singapore, Corea, Australia) i suoi mercati di riferimento.
La storia che ha portato al successo l’azienda, che vede il suo capogruppo in Lelio Mondella, Direttore Generale di Agroittica Lombarda, è il racconto di un gruppo di sognatori riuniti negli anni Settanta a Calvisano, nella zona della Bassa Bresciana, dove scorre il fiume Chiese. È proprio da qui che inizia la grande scommessa dell’azienda: a quel tempo Calvisano era sede di un’acciaieria, che ritenne utile utilizzare l’acqua dei pozzi per raffreddare l’impianto di lavorazione. Tuttavia, la normativa vigente non consentiva di scaricare l’acqua a una temperatura molto superiore a quella della falda acquifera, e fu così che uno dei soci, Giovanni Tolettini, pensò di sfruttare il surplus termico del processo siderurgico coniugandolo con le fresche acque di risorgiva, ottenendo così un habitat ottimale per poter dare vita a uno stabilimento di itticoltura all’avanguardia. Era il 1977 e da questa intuizione ha avuto inizio la storia di Agroittica Lombarda, in una folgorante escalation di impegno imprenditoriale, pazienza e un pizzico di follia, considerando che per estrarre il caviale da uno storione è necessario attendere mediamente 10 anni. All’inizio del progetto, l’anguilla è stato il principale pesce prescelto per le grandi vasche appena costruite, ma dopo non molto, complice la sua difficile reperibilità, si rese necessario un cambio di rotta. La lungimiranza dei responsabili portò a individuare, dopo diversi studi, specie alternative da allevare nello stesso ambiente. L’incontro di Gino Ravagnan, socio storico di Agroittica Lombarda, con il professore russo Serge Doroshov, biologo marino all’Università di Davis in California, segnò la svolta decisiva. Lo scienziato consigliò infatti l’introduzione a Calvisano di una precisa varietà di storione, tipica del Pacifico. Da lì a breve venne pattuito l’accordo con l’Università Statunitense che offriva una consulenza scientifica per l’allevamento e l’importazione dello storione bianco, un pesce dalle carni bianchissime e dalle importanti proprietà nutritive. Dal 1990 Agroittica Lombarda effettua un allevamento a ciclo completo, garanzia di freschezza e qualità, curando il suo prodotto dall’origine al confezionamento di storione filettato in tranci, in carpaccio e affumicato. Nel 1992 Agroittica scopre che dallo storione bianco, oltre alle pregiate carni fresche e affumicate, può ricavare il caviale, e in poco tempo impara a estrarre e commercializzare solo dai propri storioni un oro nero di altissima qualità. La produzione del Caviale Calvisius viene curata, ieri come oggi, fino ai minimi dettagli: non solo le piccole perle nere sono disponibili per l’estrazione da ottobre a marzo, periodo molto più lungo rispetto alla stagione di pesca in mare, ma  l’azienda ha soprattutto la possibilità di estrarre le uova al momento giusto, con un perfetto grado di maturazione, in un ambiente dove le acque sono purissime, i mangimi controllati e la garanzia di igiene totale.
Inoltre, nel 1998 l’inserimento dello storione nella lista delle specie minacciate e in via d’estinzione all’interno della Convenzione di Washington si rivela un fattore chiave che contribuisce alla crescita esponenziale dell’azienda, la quale con le sue tecniche sempre più affinate che permettono la nascita di storioni in cattività, non solo contribuisce alla salvaguardia della specie, ma ottiene anche un grande vantaggio competitivo.


 

GALLERY Calvisius Caviar: il caviale made in Italy