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Beatrice De Grandi, l’estro commerciale dietro Vibe Italy

Beatrice De Grandi, l’estro commerciale dietro Vibe Italy – VIBE è una start-up italiana che vende online e offline borse e accessori luxury artigianali, tutti made inItaly. E’ stata fondata il 26 marzo 2014 da Beatrice De Grandi, una giovane bocconiana che allora, a soli vent’anni, studiava ancora tra i banchi dell’Università.
Abbiamo incontrato Beatrice qualche giorno fa per una chiacchierata interessante ed entusiasta sulla sua azienda e i suoi progetti futuri, e questo è ciò che ci siamo detti.

Ciao Beatrice, innanzitutto parlaci un po’ di te e di com’è nata l’idea di VIBE.
Beh, in realtà devo dire che ho sempre avuto uno spirito da imprenditrice; già a 12 anni ho avviato la mia prima “impresa”, allestendo spettacoli di intrattenimento per feste di bambini. Mia madre, infatti, mi doveva accompagnare in giro per i posti in cui dovevo organizzare le feste e, alla fine, avevo anche un team di tre dipendenti!

Beh, allora hai sempre avuto una mente imprenditoriale e creativa…
In realtà molto creativa non lo sono, però si può dire che un certo “estro commerciale” l’ho sin dalla nascita. Per quanto riguarda VIBE, invece, il momento di ideazione risale al 2013, quando, durante un aperitivo, chiacchierando con alcune amiche si è parlato del creare una piattaforma di e-commerce per la commercializzazione di borse made in Italy. L’idea ha iniziato così da subito a stuzzicarmi la mente e ho cercato di metterla in atto. L’inizio vero e proprio di VIBE risale però al marzo 2014.

Quali sono state le difficoltà che hai riscontrato all’inizio del progetto?
Il problema principale è dipeso principalmente dalla mia età: a 19 anni ero considerata “poco credibile” nel mondo imprenditoriale, quando mi proponevo come controparte nelle operazioni. La difficoltà è consistita dunque nel rompere il muro di fiducia delle prime persone, ma una volta che ho conosciuto la prima artigiana che ha firmato il contratto e con cui ho impostato la relazione commerciale tutto ha iniziato ad andare meglio.

A proposito di artigiani, oggi quanti sono? Parlaci un po’ di loro, qual è il rapporto che hanno instaurato con te e con VIBE?
Adesso lavorano per VIBE quattro artigiane, ognuna con caratteristiche caratteriali proprie e con prodotti diversi, particolari e unici. Nella scelta degli artigiani punto molto sulla particolarità e l’unicità e il rapporto che instauro è molto intenso e ricco per entrambi, tanto che spesso resto a pranzo o a cena a casa loro. Le mie artigiane sono diventate ormai una famiglia per me: le conosco tutte, le seguo passo passo e offro una consulenza in toto, su ogni fronte. Io metto a disposizione di chiunque “creativo” la capacità di fare business e vendere le proprie creazioni, che altrimenti resterebbero chiuse in qualche cassetto. Mi piace pensare che VIBE possa dare la possibilità ad ogni persona comune di vendere le borse e gli accessori che fa in casa e
che altrimenti nessuno conoscerebbe. La mia idea è proprio quella di diventare ambassador dell’ “artigiano di casa”, di quel parente creativo presente in ogni famiglia ma che non ha il tempo o la competenza di business. Poi, proprio per mantenere questo bel rapporto, non voglio prendere contatti con troppi artigiani, preferisco mantenere questa impostazione.

A proposito, invece, di relazioni e lavoro, tu accentri praticamente tutti i compiti di VIBE e ti sei definita “un lupo solitario”, ma in futuro credi di costituire un team?
Sì, al momento concentro tutto nelle mie mani, ma in realtà sono alla ricerca di uno stagista. Il problema è che fino ad ora non ho trovato nessuno che avesse il giusto spirito e la giusta impostazione per seguire VIBE. Sono però aperte le candidature.

E’ recente la collaborazione tra VIBE e Official Made in Italy, un progetto che vuole diffondere l’artigianalità e la qualità italiana nel mondo. Al momento VIBE è stato presente nel temporary store di Londra, ma com’è nata la collaborazione? Ce ne saranno altre in città diverse?
La collaborazione tra Official Made in Italy e VIBE è iniziata come forma di aiuto e sostegno reciproco nel progetto di valorizzazione e promozione del made in Italy nel mondo. Al momento, il primo temporary store di Official Made in Italy dedicato alle eccellenze italiane è stato aperto a Londra, in Covent Garden, e VIBE sta partecipando come rappresentante dell’artigianato tradizionale italiano, legato alla produzione hand made piuttosto che a quella industriale. Affianco a VIBE sono presenti moltissimi altri brand italiani noti nel mondo del fashion, ma non solo, e che
sono ambasciatori dell’eccellenza italiana in tutto il mondo. Londra è solo il primo passo del grande progetto di Official Made in Italy e VIBE spera di seguirlo in tutti i suoi passi: i prossimi pop-up store sono infatti previsti a New York e a Tokyo.

Un’altra recente collaborazione è stata con le autrici del libro “Trova lavoro subito nella moda!”, in cui VIBE figura come caso aziendale in uno dei capitoli. Quali consigli daresti a chi vuole lavorare nel mondo della moda?
Sì, da poco è stato pubblicato il libro e sono stata anche io presa da alcune presentazioni. Tutto è iniziato a Londra, quando, a seguito di un evento, Barbara Nicolini, giornalista di Vanity Fair, mi contattò per un’intervista su VIBE e, avendola colpita, successivamente mi ricontattò per poter inserire il mio esempio imprenditoriale all’interno del libro, dedicato a tutti i giovani che vorrebbero lavorare nel mondo fashion. In base alla mia esperienza posso dire che niente è impossibile ma bisogna impegnarsi e credere in ciò che si fa. Avviare la propria impresa, anche senza soldi e collaboratori, non è affatto irrealizzabile. Quando ho iniziato questa avventura non avevo molto da investire e non avevo neanche ben chiaro come fare per avviare tutto, però mi sono subito concentrata nello stilare la mia to do list e ho iniziato a fare i miei primi passi. Certo, a proposito degli investimenti da sostenere, ho avuto la fortuna che con VIBE, di base, gli unici costi sono quelli legati al sito web, per il resto tutti gli ordini sono prodotti su commessa, per cui nel momento di ricezione dell’ordine avviso direttamente le mie artigiane che si occupano di creare il prodotto. Però, appunto, la questione è che non bisogna scoraggiarsi in partenza sull’avviare la propria strada imprenditoriale a causa dei costi; sono un ostacolo che si supera. Inoltre, bisogna sempre dire sì a tutto, non bisogna perdere le opportunità che ci si pongono davanti. Certo ci vuole tempo e impegno. Adesso, dopo 3 anni dall’ideazione, VIBE è un progetto concreto che ha preso forma, ma la mia dedizione è stata totale e posso dire che ne è valsa la pena: creare la propria azienda e dedicarsi a 360° ai propri progetti vale più di un master. Quindi, meno male che non mi sono arresa!

Per concludere, tipica domanda da colloquio di lavoro: come ti vedi da qui a 10 anni? Quali sono i
progetti di VIBE e quali quelli di Beatrice?
Per quanto riguarda VIBE, spero che tra 10 anni possa aver trovato la sua strada, in maniera autonoma ma, perché no, anche in partnership, integrata con altri brand affini. Per quanto riguarda me, invece, spero di tenermi sempre aperte tutte le strade possibili, non voglio precludermi nessuna possibilità. Certo mi piacerebbe continuare a lavorare in questo ambito ma un sogno nel cassetto che ho sempre avuto è quello di aprire e gestire un agriturismo di lusso, quindi chissà…

 


GALLERY BEATRICE DE GRANDI, L’ESTRO COMMERCIALE DIETRO VIBE ITALY