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Arte, libri e Giappone: le passioni di van Gogh pittore colto al MUDEC

Arte, libri e Giappone: le passioni di van Gogh pittore colto al MUDEC – Quando pensiamo a Vincent van Gogh la nostra mente corre al suo animo inquieto e tragico, ai suoi dipinti con iris e girasoli. Stereotipi che ci impediscono di vedere il vero volto di uno straordinario artista del quale abbiamo ancora molto da scoprire. La mostra che apre oggi al pubblico al MUDEC di Milano intende farci scoprire e conoscere la complessità della personalità di questo affascinante artista, che non fu solo un grande pittore ma anche un raffinato e colto intellettuale.        
La mostra “Vincent van Gogh. Pittore colto”, visitabile fino al 28 gennaio 2024 al MUDEC di Milano, nasce dalla collaborazione con il Museo Kröller-Müller di Otterlo (Paesi Bassi), che possiede una straordinaria collezione di dipinti e disegni del pittore olandese. La mostra è curata dallo storico dell’arte Professor Francesco Poli, da Mariella Guzzoni (ricercatrice e curatrice del fil rouge “Van Gogh. Vivere con i libri”) e Aurora Canepari (conservatore responsabile del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, curatrice della sezione “Van Gogh: il sogno giapponese. Da Parigi alla Provenza”), ed è prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, promossa dal Comune di Milano-Cultura con il patrocinio dell’Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia, e vede come Institutional Partner Fondazione Deloitte.

Vincent van Gogh, Salici al tramonto / Pollard Willows at Sunset; Marzo 1888 / March 1888; Olio su tela su cartoncino / Oil on canvas on cardboard; Kröller-Müller Museum, Otterlo.

Attraverso un percorso espositivo cronologico e tematico, la mostra propone una inedita lettura delle opere del genio olandese, la cui grandezza creativa è troppo spesso offuscata da stereotipi e da letture che privilegiano la dimensione tragica dell’artista. Dall’esposizione emerge il ritratto di un van Gogh che è soprattutto un intellettuale colto e raffinato, sempre aggiornato sul dibattito culturale del suo tempo. L’artista fu infatti un appassionato lettore, in particolare di opere di scrittori contemporanei che affrontano grandi temi sociali, come lo storico Jules Michelet o Harriet Beecher Stowe, autrice di “La capanna dello zio Tom” (tra i suoi autori preferiti vi sono anche Dickens, Hugo e Shakespeare). 
La mostra evidenzia il rapporto fra la visione pittorica e la profondità della dimensione culturale dell’artista grazie ad alcuni temi che fanno da fil rouge attraverso l’esposizione. Oltre alla passione per i libri vi è anche la fascinazione per il Giappone, testimoniata dalle numerose stampe giapponesi che van Gogh amava collezionare. Un terzo tema di essenziale importanza per la formazione artistica del pittore fu l’influenza che su di lui ebbe Jean-François Millet, grande maestro d’arte e di vita per Vincent. La visione profondamente religiosa della natura di Millet è il modello di riferimento a cui si ispira per la sua scelta di diventare pittore.
Oltre a dipinti la mostra permette di ammirare anche numerosi disegni realizzati dall’artista, che testimoniano il suo desiderio di diventare illustratore.
L’esposizione, come detto articolata anche cronologicamente, permette inoltre di comprendere l’evolversi della pittura di van Gogh, passando da tonalità scure e drammatiche a una tavolozza più luminosa e cromaticamente viva.

Vincent van Gogh, Natura morta con statuetta in gesso e libri / Still Life with Plaster Statuette; Tardo 1887 / Late 1887; Olio su tela / Oil on canvas; Kröller-Müller Museum, Otterlo.

Tra le numerose opere esposte si segnalano in particolare il “Ritratto di Joseph-Michel Ginoux”, alcuni straordinari paesaggi come “la vigna verde” e “Salici al tramonto”, e uno degli autoritratti più intensi dell’artista. In mostra anche dipinti come “Moulin de la Galette”, “Interno di un ristorante” e Natura morta con statuetta e libri”.
Il percorso espositivo è inoltre arricchito da un’accurata selezione di oltre trenta edizioni originali di libri e riviste d’arte, provenienti dalla collezione della curatrice Mariella Guzzoni e dalla Biblioteca Malatestiana, disseminati in vetrine a tema lungo tutto il percorso di mostra.
Sono inoltre esposte una quindicina di stampe giapponesi e xilografie originali di maestri come Hiroshige e Hokusai, provenienti dal Museo Chiossone di Genova, che conserva la più importante collezione di stampe ukiyoe in Italia.