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ANTIBIOTICI, PROBIOTICI E BATTERI: SCONTRO TRA “TITANI”

ANTIBIOTICI, PROBIOTICI E BATTERI: SCONTRO TRA “TITANI” – Se ne è parlato spesso ma a quanto sembra mai abbastanza, o almeno è quanto emerge da una nuova indagine condotta dalla World Health Organization in 12 diverse nazioni e intervistando almeno 10.000 persone. Stiamo parlando dell’abuso di antibiotici e del problema sempre più evidente dell’antibiotico-resistenza. Dunque ribadiamo: sembrerebbe che tutti noi siamo ormai coscienti del fatto che questi farmaci vadano utilizzati in modo appropriato, seguendo le indicazioni di medici e operatori sanitari. Sono da evitare le autoprescrizioni a cui in particolare si ricorre a ridosso del week-end, ingurgitando le prime compresse che troviamo nell’armadietto dei medicinali appena sopraggiungono i primi sintomi, come mal di gola e febbre.

ANTIBIOTICI, PROBIOTICI E BATTERI

Ebbene sì almeno il 64% degli intervistati si è detto convinto che gli antibiotici servano per curare raffreddori e influenza, trascurando il fatto che si tratti di infezioni scatenate da virus e non da batteri… Certo in alcuni casi soppraggiungono delle sovrainfezioni batteriche, in specie in soggetti fortemente debilitati e il cui sistema immunitario è piuttosto deficitario, condizioni che motivano le ricette per una terapia antibiotica mirata (un antibiotico non vale l’altro! sono veramente tanti e hanno uno spettro d’azione e una applicazione che solo chi ha competenze clinico-farmacologiche è in grado di selezionare) e scrupolosa. Altro punto critico messo in luce dall’indagine infatti è che quasi 1 intervistato su 3 pensa sia giusto interrompere l’assunzione di antibiotici non appena si sente meglio, senza portare a termine il trattamento, trascurando posologia e durata indicate dal proprio dottore. Quello che si prospetta all’orizzonte, a causa di simili comportamenti tanto sconsiderati e reiterati nel tempo, è che nei prossimi anni avremo a disposizione un arsenale terapeutico incapace di contrastare i super microbi che cercano di invadere il nostro organismo e di annientare le nostre difese. Niente allarmismo, siamo ancora in tempo per vincere la guerra ma per farlo si rende necessario andare alla scoperta dell’altra faccia del microscopico mondo dei batteri. Ebbene sì non esistono solo batteri cattivi ma anche batteri buoni o meglio batteri che ci possono fornire armi potentissime e questo è stato ribadito nel corso del 2015 anche sulla rivista Science Advances da parte di un gruppo di bioingegneri dell’Università di Buffalo a New York. Dopo 11 anni di instancabili ricerche si è riusciti a riprogrammare geneticamente ceppi di Escherichia Coli rendendoli assolutamente innocui per la nostra salute e trasformandoli in catene di montaggio per la produzione di nuove molecole di antibiotici, per esempio una variante di eritromicina potenziata e così in grado di contrastare ceppi ultra-resistenti.

Un altro prezioso tesoro che si cela nel mondo dei batteri è stato riclassificato con il termine un po’ generico di probiotici. Antibiotici, probiotici, batteri… a questo punto è facile essere confusi sui loro singoli ruoli! In realtà i probiotici si rivelano essere ceppi batterici che per capacità funzionali e metaboliche si possono utilizzare come integrazione a terapie più convenzionali, dando un aiuto per dirottare lo stato della malattia e consolidare la nostra salute. Parliamo di un regno popolato da migliaia di ceppi batterici che negli ultimi anni sono stati studiati e analizzati arrivando ad aprire una nuova frontiera dove potremo usare probiotici specifici come farmaci. Partiamo da una certezza e cioè che nel solo nostro intestino sono stati individuati circa 15.000 ceppi batterici differenti; di conseguenza noi non possiamo fare a meno di loro come loro di noi perché nella roulette russa dell’evoluzione biologica nulla avviene per puro caso.
Passando a un esempio pratico, a chi non è mai capitato di soffrire della spiacevole diarrea del viaggiatore? Arrivando in un paese lontano è facile farsi tentare da pietanze mai sperimentate o da frutta e verdura esotiche, alimenti che talvolta risultano contaminati da batteri tossici per il nostro intestino e in particolare da un ceppo di Escherichia Coli enterotossico. Alcuni studi hanno dimostrato che in questi casi dobbiamo sconfiggere i batteri con altri batteri che, con meccanismo competitivo, vanno a scalzare i nostri nemici evitando il loro insediamento in sede intestinale. Potete affidarvi a ceppi probiotici di Enterococcus Faecium, Saccharomyces Boulardii e lattobacilli vari tra cui i Lactobacillus Acidophilus, Longum e Reuteri. Se invece l’imbarazzo intestinale è scatenato dai virus, come avviene soprattutto in questa fase preinvernale,  affidatevi alle “cure” del Lactobacillus Fermentum e del Bifidobacterium Longum.
Quindi la prossima volta che andate alla ricerca di un “fermento lattico” leggete con attenzione l’etichetta per individuarne i “componenti” e chiedete al farmacista di spiegarvi a cosa può essere veramente utile quel particolare probiotico e come assumerlo. Potrebbe fare la differenza per il nostro benessere immediato ma anche per quello delle generazioni future nella lotta al microspio contro questi avversari “fuori misura”.