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Nasce inbitcoin, la prima azienda italiana dedicata al bitcoin

Nasce inbitcoin, la prima azienda italiana dedicata al bitcoin – Il mese di giugno del 2016 ha visto nascere inbitcoin la prima azienda italiana dedicata allo sviluppo di prodotti e servizi per l’utilizzo di bitcoin. Fondata a Rovereto, in Trentino, e con una sede distaccata a Milano, Inbitcoin è costituita da 18 soci fondatori e con capitale interamente privato dei lavoratori, che sono designer, docenti, programmatori, DevOps.
Al centro della società c’è il bitcoin, una moneta digitale utilizzabile via internet e accessibile attraverso il proprio smartphone. Una moneta che è stata creata nel 2009 dallo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, nominato al Nobel per l’economia per il 2016.
Scambiato in tutto il mondo con le altre monete, nel 2015 il prezzo di 1 bitcoin ha registrato una variazione tra i 150 e i 400 euro. A metà 2016 vale circa 550 euro.
La situazione in Italia è ancora arretrata tecnologicamente rispetto ad altri Paesi del Nord Europa, e il Bitcoin non fa eccezione: ci sono più bitcoiners (persone che sono in possesso di bitcoin) in Olanda, Germania e Regno Unito di quanti ce ne siano in Italia. Ma la situazione attuale potrebbe rovesciarsi molto in fretta, perché le persone che traggono maggior beneficio dall’uso dei bitcoin sono i turisti e i possessori di smartphone. Per il turismo non c’è un Paese come l’Italia al mondo, e gli italiani svettano nelle classifiche europee come numero di telefoni mobile per abitante.
La particolarità di inbitcoin è che è l’unica azienda italiana che ha al suo interno sia un team strutturato aziendale di vendita, sia un team di sviluppo. Così idee innovative si trasformano in servizi e prodotti funzionanti. Per esempio oggi grazie ai bitcoin e ai QR code associati si può comprare una birra quando si è in auto nelle vicinanze del locale e ancora prima di entrarci: un servizio fornito da inbitcoin e già operativo in Trentino Alto Adige. Si può anche contribuire al restauro di un’opera, grazie a un QR code posto a lato di essa nei musei.
Per inbitcoin s.r.l innovazione significa anche attenzione al team aziendale: all’interno di inbitcoin la settimana lavorativa è di 32 ore, da lunedì a giovedì, perché i dipendenti devono avere tempo per le loro passioni. I dipendenti vengono pagati in bitcoin, giornalmente. Ma fra un paio di mesi inbitcoin sarà la prima azienda al mondo a pagare gli stipendi più volte al giorno, direttamente sullo smartphone del dipendente.
Inbitcoin utilizza per alcuni dei suoi servizi innovazioni tecnologiche mondiali. Per esempio il servizio di prossima apertura “PerSempre”, che serve per scrivere e leggere dati arbitrari sulla blockchain (cioè la struttura dati che memorizza in modo permanente in un database inalterabile tutte le “transazioni” bitcoin che sono avvenute a partire dalla nascita della valuta digitale).

Inbitcoin è nata da un’idea avuta nel 2014 da Marco Amadori, ex tecnologo presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento. Occupatosi di Web Semantico e Data Augmentation, ricevette l’incarico di preparare un seminario sulle tecnologie bitcoin. Fu un successo e da allora lo studio del bitcoin per l’attuale founder e ceo di inbitcoin divenne una priorità. Da allora cominciò a creare una rete di professionisti che come lui credono in questo sogno lucido, fino ad arrivare al 10 giugno 2016, quando l’azienda inbitcoin è diventata finalmente entità legale.