STORIA

Mediolanum, capitale d’Occidente

Mediolanum, capitale d’Occidente – a chi visiti Milano oggi sembrerà strano pensare che il capoluogo lombardo sia stato, seppur per un breve periodo, capitale dell’Impero Romano. Quel che rimane dei fasti dell’età imperiale è tutto da scoprire con curiosità, mantenendo viva l’immaginazione, per ricostruire mura, strade e palazzi seppelliti da secoli di storia. Quando i Romani scesero nella pianura del Po, nel 225 a.C., ad “accoglierli” trovarono i Galli Insubri, fondatori della celtica Mediolanum, che in pochi anni dovettero arrendersi consegnando Milano nelle mani dei conquistatori. Con una certa ambizione, presto la città si emancipò assicurandosi una certa autonomia da Roma in qualità di municipio, facendo del sistema stradale il proprio punto di forza, divenendo centro dei maggiori traffici commerciali. La città vide riconoscersi il titolo onorifico di colonia imperiale, fino a diventare residenza dell’Imperatore Massimiano, nel 286 d.C. Dopo Roma, Milano era la seconda città dell’Occidente per grandezza e popolazione, ispiratrice, nella seconda metà del IV secolo, delle rime di Ausonio. È qui che gli imperatori Costantino e Licinio emanarono, nel 313, l’editto di tolleranza nei confronti del Cristianesimo, la nuova religione che si consolidò anche grazie ad Ambrogio, funzionario imperiale, eletto vescovo dal popolo nel 374. Ma con la crisi dell’Impero l’importanza di Milano diminuì. Già dal 402 la città aveva perso la dignità di residenza imperiale poi, dalla fine del V secolo, subì il devastante passaggio dei barbari. Nel 569 la calata dei Longobardi spazza via dalla città buona parte del clero e dell’aristocrazia, trasferitasi per oltre quarant’anni nella più sicura Genova.

Le meraviglie della capitale

Il corso di Porta Romana segnava l’ingresso in città per chi proveniva da Roma, con tanto di botteghe e rete fognaria distrutte poi dalla mano di Attila. La Porta Romana non era l’unico ingresso alla cinta muraria della città, lunga 4500 metri, ma solo una delle sette porte, oltre a torri e pusterle. Il Palazzo Imperiale sorgeva non lontano dalle mura, tra Porta Ticinese e Porta Vercellina, di cui oggi sono visibili in via Brisa alcuni resti emersi con i bombardamenti del 1943. A pochi passi si scorgono i resti del Circo (che ha poi dato il nome alla via) in cui l’Imperatore entrava direttamente dal Palatium, scortato dalle guardie in tribuna, da dove usava salutare il suo popolo. Poche erano le città che potevano vantare la presenza di un circo (nel nord solo Milano e Aquileia): la struttura portava con sé enormi costi di manutenzione, che solo centri di grande forza economica potevano permettersi.
Entrando nel vicino Museo Archeologico, dal giardino è possibile scorgere la torre destra dei carceres, ovvero i cancelli da cui partivano le corse dei cavalli; allo stato attuale la torre (utilizzata come campanile dell’attiguo Monastero Maggiore) si presenta modificata rispetto alle Al civico 17 di via De Amicis è ancora possibile, nel verde del Parco dell’Anfiteatro, ritrovare i resti dell’omonima architettura, una vastissima area strutturata su un asse maggiore di 155 metri e un asse minore di 125 metri. Parte di quello che oggi non è più visibile servì per costruire la Basilica di San Lorenzo Maggiore, una delle prime chiese costruite in Occidente dopo l’editto di Costantino. Rivestita di forme cinquecentesche, la basilica venne edificata tra la fine del IV e l’inizio del V secolo, appena fuori dalle mura della città, e costituiva uno degli edifici cristiani a pianta centrale più nobili della tarda antichità, al punto che il Barbarossa nella sua discesa ne rispettò le quattro torri. Ad accogliere i visitatori, appena varcato l’arco della Porta Ticinese Medievale, sono le caratteristiche 16 colonne romane, origini, ma conserva intatto il basamento di epoca romana. Così come accadde per il Circo, anche le Terme vennero abbattute dal passaggio distruttivo del Barbarossa nel 1162. Dedicate all’imperatore Massimiano Erculeo che le fece erigere, le Terme si estendevano nell’attuale zona di Corso Europa, con ambienti decorati da statue e mosaici (alcuni dei quali visibili al Museo Archeologico). Lo stesso destino attese il grande Teatro, i cui resti imponenti sono oggi visibili nei sotterranei del Palazzo della Borsa, in Piazza degli Affari.

Era il 1931 quando l’architetto Paolo Mezzanotte venne incaricato di progettare la costruzione destinata alla più importante piazza di credito mobiliare italiana. Durante gli scavi affiorarono resti della struttura romana, con una cavea di 95 metri e una capienza di 70mila spettatori: si trattava, con ogni probabilità, di uno degli edifici più rilevanti della Cisalpina (per la visita rivolgersi alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura). affettuosamente chiamate “Le colonne” dai milanesi. I 16 steli furono qui trasportati da un edificio non identificato per creare il portico d’accesso al quadriportico antistante la basilica, mentre al centro del sagrato è una statua di Costantino. Nonostante due incendi e numerosi rimaneggiamenti, la basilica conserva importanti testimonianze dell’antichità, una su tutte la Cappella di Sant’Aquilino. Un’importantissima testimonianza della scultura della Milano romana è costituita dal portale di accesso alla cappella, con motivi vegetali a foglie di acanto e palmette, girali, cornucopie, ceste di frutta, puttini e vari animali. Uscendo dalla basilica per via Pioppete, si raggiunge il Parco delle Basiliche, da dove è possibile ammirare i volumi delle cappelle in rapporto al corpo della struttura centrale, godendosi uno degli angoli più suggestivi della città.