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La Slovenia Litorale. Ai confini dell’Italia

La Slovenia Litorale. Ai confini dell’Italia

Milano Platinum AIS Milano

In collaborazione con AIS Milano.


La Slovenia è una terra che riesce a dare ottimi risultati nella produzione vitivinicola anche grazie alla varietà dei climi e dei terreni che la costituiscono e ai 52 differenti vitigni utilizzati.

Sono tre le aree principali per la coltivazione dell’uva che a loro volta sono suddivise in 14 distretti. L’area del Litorale (Primorska in sloveno) si trova nella parte meridionale del paese verso il confine con l’Italia mentre le aree della Slovenia pannonica e quella della bassa valle del fiume Sava sono più a nord, verso l’Ungheria e l’Austria.

L’area Litorale si snoda partendo dalla città di Nova Gorica (la nostra Gorizia) e si estende verso sud-est; è ripartita in quattro differenti distretti, due dei quali confinanti direttamente con altrettante denominazioni italiane con cui dividono cultura, vitigni e tradizioni.

Partendo da nord verso sud, la prima zona che si incontra, nelle immediate vicinanze della città di Nova Gorica o Gorizia, a seconda ci si trovi a est o a ovest del confine, è il Collio.
Il vitigno caratterizzante questa area è la ribolla (rebula); sono coltivati anche il friulano (sauvignonasse), il pinot sia bianco che grigio, lo chardonnay e il sauvignon. Riguardo le uve a bacca rossa, sono presenti vigneti di cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot.

La seconda regione è rappresenta dalla valle della Vipava che si estende dalla città di Nova Gorica verso est per una trentina di chilometri. Si tratta di una realtà con due differenti caratteri; nella parte più a ovest sono presenti i vitigni coltivati anche nelle limitrofe regioni, quali la ribolla gialla, il friulano a cui si aggiungono anche la malvasia e il riesling mentre nella parte più a est sono coltivati anche alcuni vitigni autoctoni della regione come lo zelen, il klarnica, la pinela o la vitovska grganja.
Tra le varietà a bacca rossa troviamo, oltre alla barbera che è stata introdotta nel dopoguerra per le sue caratteristiche organolettiche, i vitigni internazionali merlot, pinot nero e cabernet sauvignon.

Scendendo verso sud troviamo il Carso che si estende proprio dietro la città di Trieste e che è un tutt’uno con la parte italiana. È una regione battuta da forti venti che caratterizzano sia il clima che i vini su in esso prodotti che risultano essere tesi e diritti, a volte dall’acidità tagliente. Vitigno principe a bacca nera è il terrano (teran); relativamente alle uve a bacca bianca sono presenti la vitovska grganja, lo chardonnay, il sauvignon, la malvasia e anche il riesling italico.

Infine l’Istria, ancora più a sud, subito sotto il territorio italiano di cui era parte integrante fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale e direttamente affacciata sul mar Adriatico. Il vitigno più rappresentativo è sicuramente la malvasia istriana; accanto a essa, nelle aree dell’Istria nordoccidentale, vengono coltivati anche il terrano, il moscato, il merlot e il cabernet sauvignon.

di Paolo Valente