EVIDENZANewsPEOPLE

La chirurgia plastica tra rischi e normative, intervista al dottor Santanché

La chirurgia plastica tra rischi e normative, intervista al dottor Santanché – La chirurgia plastica è sempre più sulla cresta dell’onda, ma non bisogna cadere nella falsa illusione che ringiovanire sia semplice e che affidarsi al migliore offerente sia un affare, come spiega Il Dottor Paolo Santanchè, specialista in chirurgia plastica operante tra Milano e Torino.

I rischi di questo tipo di interventi, eseguiti in strutture ambulatoriali, anziché nella sala operatoria a norma di una day surgery o di una clinica, aumentano in maniera esponenziale e inaccettabile sia che l’intervento sia piccolo, sia ,in maggior misura, in quelli più complessi.

Sicurezza insufficiente, prima di tutto, per la mancanza di tutte le attrezzature di rianimazione presenti nelle vere sale operatorie a norma delle cliniche e delle day surgery certificate; ma anche carenza di sterilità, per mancanza dei costosi impianti di filtraggio e depurazione dell’aria presenti nelle strutture a norma, con grave rischio di infezioni, anche di grado elevato con esito fatale e, spesso, la mancanza dell’anestesista. Il Dottor Santanchè ha recentemente definito gli ambulatori chirurgici una “zona franca” su cui “lo Stato dovrebbe imporre delle regole nazionali”, anziché delegare alle singole regioni, alcune delle quali assolutamente latitanti, come la Lombardia.

Dottor Santanchè,  in che cosa consiste questo vuoto normativo?

Ogni regione stabilisce le sue regole, alcune con i giusti parametri, altre basandosi su metri superati, come quello dell’anestesia, oggi completamente diversa da vent’anni fa, anziché sulle reali necessità dei singoli interventi. 

Quali gli interventi richiesti in queste strutture?

Purtroppo ho visto eseguire negli ambulatori liposuzioni e addirittura mastoplastiche additive, che richiedono altissimi livelli di sterilità.

Come verificare se una struttura è idonea o meno?

E’ indispensabile che siano definite come “case di cura” o “day surgery”. Devono avere sale operatorie collocate in un reparto operatorio separato con impianto di ossigeno e attrezzature di rianimazione, con pre-sala, reparto di sterilizzazione e aria filtrata, vere camere di degenza separate. Le strutture a norma hanno il registro operatorio e rilasciano una regolare cartella clinica che deve riportare tutto quanto avvenuto, dal ricovero alla dimissione. 

PH. Bru-nO (Pixabay)